23 Luglio 2024 19:57
la buonanotte di rab thegiornale

Geloso

E sono geloso, senza esserlo mai. 
Sono geloso della strada che hai percorso senza di me, lì al tuo fianco, a vedere i tuoi occhi specchiarsi in una vetrina. 

Geloso, dell’aria che hai respirato senza che ci fosse il profumo della mia pelle a tenerti compagnia. 
Ad unirsi al tuo.

Invidioso delle notti che hai passato sveglia a pensarmi, perché avrei voluto farlo con te. Pensarci a vicenda, con gli occhi aperti al buio, a raccontarti storie inventate su come si disegna la felicità. Stando così, così vicini.
Pensa, sono stato geloso dell’amore che ti hanno dato altri, semplicemente perché non era il mio.
Allo stesso tempo, grato. Grato perché poi, quell’amore me l’hai insegnato a provare tu. 

Geloso di non esser stato l’unico a spezzarti il cuore. 
A farti piangere dalle risate. 
Con la pancia che sembra scoppiare.
Palloncini che giocano con i cactus.
Con me lacrime che si faticano a trattenere.

Geloso, di chi ti ha abbracciata. Chissà se sapevano farlo come faccio io. 
Incrociando le costole con le tue. Incastrando tutto. 
Incollati, tipo cerotto. 
M’hai aggiustato. Stavo rotto.

Gelosia, è la paura di vederti patire il freddo e non poterti scaldare. Saperti scomoda e non essere lì a farti da cuscino, quando ti stai per addormentare o appena sveglia al mattino. 
Con i capelli scombinati. Sorridere, vederti perfetta.

Che poi, aspetta! 
La chiamo gelosia, la mia. 
Non è.
È paura che si mescola a certezza. 

Chiamala tenerezza

Di quella che ti strugge, ti spezza. 
E se non sai controllarla, ti spazza. 
L’amore di chi s’incazza. 
Quando amore, non lo sai dare. 
Perché ti mancano le parole. 
Come diceva la canzone.
Sbiadire ogni colore. 
Sapere che resta comunque il tuo preferito, il mio maglione. 
Solo, che. 
Avresti voluto essere migliore. 
Per saperti proteggere, come un Piccolo Principe saprebbe fare con il suo fiore. 

Invece stai qui, a far ingelosire rime che s’incastrano con altre parole.
Baciate.
Poi alternate.
E ancora, incrociate.
Dantesca, una la tengo sempre in tasca.
Invertita, replicata.

Capolinea di una poesia sgualcita. Dovremmo essere così, gelosi da baciarci ad ogni fermata.


la buonanotte di rab thegiornale

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