Cene insolite a Torino: 4 locali dove passare momenti unici

Non so voi, ma dopo un po’ andare sempre negli stessi posti mi annoia. Non solo ho bisogno di gusti nuovi, sopratutto ho bisogno di esperienze nuove e sfavillanti.Quindi, ecco la guida sulle cene insolite a Torino, dove andare?

1. Azotea

Una delle ultime e piacevoli scoperte che ho fatto è stata Azotea. Il primo Nikkei cocktail restaurant di Torino, detta così sembra una cosa astrusa, ma semplicemente è la scissione tra cucina peruviana e sapori giapponesi che si uniscono e creano gusti sorprendenti. Bè, poi per cocktail sapete cosa si intende.

Come si presenta il locale? Cene e aperitivi di livello, ma soprattutto cocktail ricercati e presentati in modo più che originale, in un ambiente fresco ed esotico.
All’angolo con Via Maria Vittoria è nato uno spazio verde, fatto da palme e oggetti antichi che saprà trasportarvi in un viaggio lontano. Ogni piatto è sorprendente a livello visivo, e sopratutto a livello gustativo. Sapori non classici, distanti da quelli italiani, tranquilli sapranno rapirvi ugualmente.

Se siete quelli, nel gruppo di amici, a cui piace sperimentare ecco questa è la scelta giusta. Colori e accostamenti gastronomici vi faranno sospirare con occhi sognanti, a partire dall’acqua al pompelmo servita come entrée.

Cosa vi consiglio di provare? Parto dalla fine e vi dico scegliete come dessert “Sotto la luna”, nel piatto vi troverete sassi, ma in bocca magia. Come salato invece: Pulpo anticuchero e ostrica acevichada.

Dove? Qui: Via Maria vittoria 49/B.


I cocktail migliori a Torino, dove berli?


2. Floris House

Sotto definizione di “Aperitivo Sabaudo” troverete la foto di Floris house. E perché allora l’hai inserito in cene insolite a Torino, mi chiederete voi.
Ma ve lo spiego subito: Floris è una profumeria, in pieno stile francese, ma allo stesso tempo ha un giardino vintage nascosto al suo interno.

Durante la bella stagione il locale lo si nota dal dehors delimitato da fioriere e protetto da ampi ombrelloni bianchi. Nel resto dell’anno, dato che non esiste un’insegna sulla facciata di un bel palazzo ottocentesco (Palazzo Marenco, considerato uno dei palazzi più belli di Torino e progettato da Carlo Ceppi, colui che realizzò altri importanti edifici tra cui la facciata della Stazione di Porta Nuova) precisamente in via Cavour 16, un po’ defilato dal centro città e dalla calca, non si immagina che quell’ingresso elegante conduca in un angolo segreto di Torino dedicato a profumi e sapori.

Il cibo all’interno di questa  ”casa di essenze” sembra entrare  in scena da personaggio secondario, ma in realtà fa da collante a una normale esperienza di acquisto di un profumo, alla gioia di appagare il palato. L’offerta del locale va dalla colazione all’aperitivo.

Un buon aperitivo non salverà la vita, ma una giornata storta si. Venite qui e scegliete le eleganti alzatine piene di delizie accompagnate da cocktail d’autore.

Dove? Ecco qui.

3. Antonio Chiodi Latini

Tra le cene insolite a Torino devo inserire, necessariamente, un ristorante totalmente vegano. Si, perché all’alba del 2022 è ancora insolito vedere e veder usare tutto ciò che è vegetale in maniera creativa e buonissima. Di chi sto parlando? Di Antonio Chiodi Latini. Lui si definisce cuoco delle terre perché la sua cucina è vegetale integrale. 
Antonio Chiodi Latini mette in atto nel centro di Torino la sua visione di rispetto della natura e della stagionalità. Nel piatto troverete solo vegetali, trattati nella loro integrità con creatività e gentilezza, dalla buccia alle foglie.

cucina vegana torino ristorante antonio chiodi latini


Nessun ingrediente di origine animale e quasi nessun accenno a tofu e tempeh, che solitamente spuntano come funghi quando vanno a mancare carne e pesce.
I menù che troverete qui non saranno mai uno uguale all’altro per creatività e per andare del tempo; pochi coperti, atmosfera rilassata e cucina direttamente in sala per una cena che diventa uno spettacolo fin dai primi momenti.

Qui ho mangiato il miglior cannolo vegetale della mia vita, non chiedetemi ingredienti e ricetta essendo irreplicabile da essere umani semplici come noi.

4. Unforgettable

Christian, l’ho conosciuto, qualche anno fa a Chieri. Era nell’albergo di famiglia, un piccolo gioiello anni ’70 immutato nel tempo, che messo in parallelo alla sua cucina moderna, innovativa e creativa ha dato vita ad un paradosso emozionante.

Ora, a parte il dettagliuccio di aver guadagnato una stella Michelin, si trova alle Porte Palatine. Il suo è il primo ristorante italiano senza tavoli, difatti di tavolo ce n’è solo uno, quello social.

Christian Manduria - unforgattable torino ristorante

Quella di Unforgettable è una location in grande spolvero, come merita una cucina dalla personalità unica: un edificio quattrocentesco e il nome del ristorante parla da sè, sarà un’esperienza che non dimenticherete facilmente, d’altronde io non l’ho fatto già dopo il Geranio di Chieri.


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La caratteristica principale di Unforgettable è infatti quella di non avere un menu: è tutto al buio, tutto a sorpresa, in un percorso ragionato e studiato dallo chef in ogni minimo particolare. Un percorso di 16 portate nell’arco di un’ora o poco più: insomma i piatti si susseguono a raffica. Non è un posto dove andare a chiacchierare in intimità: l’esperienza è pensata per far restare concentrati sul cibo, tanto che si può andare tranquillamente da soli, anzi.

Vi dico solo che l’ultima volta ho mangiato una panna cotta in un sasso e caviale di olio d’oliva.

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Margherita Tolosa

Sto frequentando Comunicazione, ICT e media a Torino.Cacciatrice di cose belle, appassionata di shopping e pioniere della parte stravagante. Se vuoi vedere le mie foto cercami su Instagram come: ceunfottutoutenteconquestonome

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