La notte, la luce sui balconi

Sei per me, la notte, la luce sui balconi.
Il sorriso di chi cammina da solo per strada e alza lo sguardo, vede un balcone illuminato e si sente meno solo.

Lungo il tragitto, mentre il caldo dell’estate che s’avvicina inizia a far sudare anche le stelle.
Rende lungo il fiato, corto i tiri di una sigaretta che riprende a graffiare la gola e quasi ti strozza.
Doveva essere un cocktail ma poi è diventata una sbronza.
Hai parcheggiato lontano, per una volta che esci, perché la vita è così, le piace farsi chiamare stronza.

La luce sui balconi, la notte.
Solitudini accese, di chi ha rinunciato a dormire.
Sta con i piedi fuori dalle ringhiere dei balconi, a penzoli.
A farsi accarezzare dal vento che sembra così simile alle onde del mare.

La notte, la mia luce sul balcone.
Il basilico che c’ha rinunciato, si è arreso.
Pure lui.
Come le tue mani che nel buio non cercano più la pelle.
Stanche.

E questi sogni che restano accesi.
Solo la notte.
Si danno il cambio con incubi.
Vengono fuori di giorno.

Vorrei essere per te.
La notte, la luce sui balconi.
Che ti sto aspettando sveglio.
Per fare l’amore, una volta, due volte, e ancora meglio.

Ho disegnato un sole, ma se vuoi lo spengo.
Stiamo nudi, la notte sul balcone.
Ci mettiamo a sentire il rumore delle stelle che si mescolano al battito del nostro cuore.

La notte, la luce sui balconi.
Sei per me.


la buonanotte di rab thegiornale - la luce sui balconi

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