29 Febbraio 2024
Filosofia di Cucina

Il liquore di mirto: una bevanda che profuma di Sardegna

Se vi piace il liquore di mirto sorseggiatelo a fine pasto e assicuratevi che non manchi mai nel congelatore di casa vostra. Versatelo ghiacciato nei bicchieri di vetro.

Una raccomandazione: tirate fuori dalla credenza quelli del servizio buono. La sua nota amarognola ne fa un ottimo digestivo. Le bacche del mirto raggiungono la maturazione tra il mese di dicembre e quello di gennaio. Questi piccoli frutti, che si raccolgono nella macchia mediterranea, sono l’ingrediente principale per la realizzazione di un ottimo infuso. Se avete la fortuna di avere un giardino approfittatene per coltivare una pianta.

Il liquore di mirto racchiude tutto il profumo della macchia mediterranea

Il mirto è un arbusto sempreverde, diffuso nel Mediterraneo e nell’Asia occidentale. In Sardegna cresce rigoglioso grazie al favore del clima. Le piante hanno foglie piccole, lisce e lucide dal colore verde scuro, che emanano un profumo gradevole. I fiori sono bianchi, regalano frutti rossi o bianchi che sono impiegati nella preparazione del noto liquore sardo. Le piante possono raggiungere anche sette metri di altezza nelle zone montuose. Le foglie contengono un olio dalle proprietà balsamiche, antinfiammatorie, antisettiche. Esistono due varietà: rosso e bianco.

Le bacche di mirto
Le bacche di mirto

Il mirto e il mito della tradizione

La mitologia greca fa del mirto una pianta sacra ad Afrodite. E sempre secondo la leggenda, la dea se ne cinse una corona in vita dopo il giudizio di Paride.

Nella Bibbia si narra che Adamo, scacciato dal paradiso terrestre, avesse portato via un ramo di mirto per ricordarsi dei tempi in cui era stato felice.

Nell’antica Grecia il nome di svariate fanciulle richiamava alla parola mirto: Mirtò, eroina che combatté contro Teseo, Myrine la regina delle amazzoni in Libia, Myrsine, fanciulla attica uccisa da un giovane per aver vinto i giochi olimpici, che Atena trasformò nell’arbusto del mirto. Questo episodio spiega il suo utilizzo per l’incoronazione dei vincitori delle prime gare olimpiche nella tradizione greca.

La pianta di mirto
La pianta di mirto

Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta che Venere nel giorno della sua nascita, uscita dalla spuma del mare, si nascose dietro a un cespuglio di mirto per sfuggire agli sguardi dei satiri. Questa pianta venne associata alla femminilità, alla fecondità, alla fedeltà e all’amore eterno.

Nell’antica Roma il mirto era ritenuto una pianta sacra.

Il racconto del mirto di Giovanni Storti – fonte YuoTube

La ricetta del liquore di mirto

INGREDIENTI

  • bacche di mirto 600 grammi
  • alcol 1 litro
  • acqua 1 litro
  • zucchero 600 grammi
  • miele 1 cucchiaino

COME PREPARE IL LIQUORE DI MIRTO

Lavate le bacche di mito, fatele scolare e asciugatele. Introducetele in un contenitore di vetro, ricopritele con l’alcol e chiudete. Lasciatele macerate per qualche mese. Trascorso il tempo desiderato fate bollire l’acqua, aggiungete lo zucchero e il miele per ottenere uno sciroppo. Spegnete il fuoco e fate raffreddare. Separate le bacche dall’alcol e passatele in un torchietto, oppure in un passaverdura. Mischiate la purea con l’alcol e con lo sciroppo. Disponete una garza sterile sopra a un imbuto e versate il liquido all’interno delle bottiglie di vetro. Aspettate un mese di tempo per fargli prendere vigore. Consumatelo a fine pasto oppure utilizzatelo per preparare dei cocktail.

Il liquore di mirto
Il liquore di mirto

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Curiosità

Nel Medioevo il liquore di mirto era chiamato “l’acqua degli dei”. L’Huffpost lo annovera fra i 20 migliori drink al mondo. Nel 1994 è stata istituita l’associazione produttori mirto di Sardegna per la definizione di un marchio di qualità e per tutelarlo. Il Decreto legge del 1998 ha inserito il mirto di Sardegna nell’elenco ufficiale dei prodotti tradizionali.

Nelle campagne di San Vito, in località Minderrì, in Sardegna, c’è una pianta di myrtus communis ultracentenaria alta cinque metri e mezzo con la circonferenza del tronco di centocinquanta centimetri. È la pianta più grande, annoverata nei registri dell’Ente Foreste della Sardegna.


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Carla Pisu

BIO Sono nata a Cagliari il 3 settembre del 1972. Vivo a Grosseto dal 2003, ma le mie radici sarde sono ancora robuste e attendono di essere ricollocate nel loro habitat naturale. Cucino, impasto, mangio, osservo, fotografo, leggo, scrivo, ballo. Il mio pregiudizio: quello verso il pregiudizio. Mi piace immaginare la diversità come una gabbia in cui rinchiudere chi non ha rispetto dei diritti altrui.

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