LA BUONANOTTE di Rab – Filofobia

Filofobia

Di patologia in patologia, le sto studiando tutte. Filofobia, quella di oggi. Perché in qualche modo credo d’essere filofobico. 

Non che io lo sia stato da sempre, non del tutto, a pensarci bene neanche adesso. È solo, forse, una mera conseguenza. I filofobici hanno paura dell’amore. Lo rifiutano perché convinti che le persone possano fare loro del male. 

Mi fa tenerezza questa patologia, perché se ci penso sorrido, l’uomo è nato per amare e poi? Ha paura di prestarsi anche questo suo destino. 

Mastichiamo talmente tante delusioni che poi diveniamo asettici, imperdibili ed impenetrabili. L’amore a tratti somiglia alla bellezza, se si vuole vivere appieno bisogna soffrire un poco. Si rincorre, come le mani sotto le lenzuola, con la dolcezza. Fa a cambio, con le paure. Perché si, ci vuole tanto coraggio per amare. Ad oggi, tantissimo. Tu pensa, mollare ogni convinzione per sfidare la sorte e dire ancora una volta “amore”. 

Quante volte abbiamo scelto la lontananza per non rischiare di ferirci? Quanti pullman abbiamo perso sperando d’incontrarci per sbaglio? 

L’amore è disobbedienza, infrangere quel divieto chiamato timore. 

Forse la mia filofobia ha un sorriso così forte che amo anche lei. Perché è un ossimoro perfetto, amare ciò che ci fa paura d’essere amati. 

Ed io voglio amare così, pur sapendo che mi farà male. Male da non sapere più come si fa a tremare, se non sotto i colpi di quelle labbra. 

Le stesse labbra rotte che si mordono quando ci penso, amore. 

Cura e malattia, tu, filofobia. 

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Autore dell'articolo: Rab

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