Il cyberbullismo è uno dei maggiori pericoli a cui sono esposti i nostri figli. La minaccia proviene dal mondo digitale dove prevenzione e consapevolezza risultano tutt’ora fondamentali. L’idea di affrontare questo argomento mi è venuta in occasione di un incontro che si è svolto il 17 gennaio nell’Aula Magna della scuola media paritaria Madonna delle Grazie di Grosseto, organizzato dalla preside Paola Lubrina. Il relatore, l’avvocato Giuseppe Nicosia, uno dei rifondatori del circolo dei giudici telematici, ha posto l’accento sul fatto che se si usa il cellulare solo per leggere messaggi non andiamo avanti: ci vuole conoscenza ed etica nel suo utilizzo. Occorre aprire gli occhi per stare un po’ più attenti e coscienti su come muoversi, capire cosa dicono le nuove tecnologie, come impattano sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli.

Il cyberbullismo si nasconde in rete.
Rete e le sue insidie – fonte unsplash

Cos’è il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una forma di comportamento aggressivo e prevaricante, che viene perpetrato ai danni di un’altra persona, tramite il web e l’utilizzo di mezzi informatici, come e mail, messaggi di testo, social network, chat e blog. Si tratta di minacce e relazioni violente che, come il bullismo tradizionale, possono causare gravi danni fisici e o psicologici a bambini e adolescenti.

Il cyberbullismo è uno dei problemi più importanti che la società deve affrontare. Adolescenti e adulti hanno riferito di essere stati molestati e vittime di bullismo online. Questo comportamento sta diventando sempre più comune, poiché i progressi tecnologici rendono più facile per le persone molestare gli altri. Mentre i governi e le organizzazioni lavorano per frenarlo, devono comprenderne le cause, le conseguenze e le soluzioni.

Le persone pensano al cyberbullismo come qualcosa di nuovo, nato dall’era tecnologica, tuttavia esiste da un po’ di tempo: il primo caso registrato si è verificato nel 1995, quando un ragazzo di quattordici anni è stato umiliato online dai suoi coetanei. Sebbene Internet fosse ancora agli inizi, il bullismo era già in atto nelle sue giungle digitali. Da allora, le persone hanno trovato il modo di usare la rete per scopi di bullismo, e per questo motivo è diventato sempre più comune.

Come riconosce il bullismo digitale?

Per riconoscerlo è importante sapere quali siano i segnali attraverso i quali si palesa. Se una persona è vittima di cyberbullismo, potrebbe, per esempio, mostrare segni di ansia, depressione, rabbia, isolamento sociale, distacco improvviso dai dispositivi elettronici e digitali. Il cyberbullismo può, inoltre, riguardare comportamenti che ledano e violino la privacy, commessi mediante l’invio di messaggi di testo o la pubblicazione, sulle reti social, di post con contenuti omofobi e sessisti, minacce e insulti espliciti.

I rischi connessi al cyberbullismo

I rischi del cyberbullismo sono profondi e reali e possono includere depressione, ansia, perdita di autostima e di fiducia in sé stessi, mancanza di motivazione, rifiuto di socializzazione e di frequentare la scuola, con conseguente diminuzione delle prestazioni scolastiche e, in generale, i luoghi collegati alla socialità. Inoltre, può causare gravi problemi di salute e instabilità mentale e, in alcuni casi, indurre persino a comportamenti autolesionisti e al pensiero ossessivo del suicido.

I rischi connessi al cyberbullismo
fonte unsplah

Come contrastare leoni da tastiera?

Esistono alcune strategie che i genitori, gli insegnanti e gli studenti possono utilizzare per contrastare il fenomeno del cyberbullismo. È necessario, per esempio, che i genitori affrontino apertamente il problema con i propri figli, parlando loro dei rischi che esso comporta. Inoltre, anche insegnanti, educatori e allenatori devono essere consapevoli dei comportamenti tenuti online dai ragazzi e dagli studenti, riconoscendo eventuali segnali. Gli studenti e gli adolescenti, a loro volta, devono imparare a rispettare la privacy degli altri e a parlare liberamente di ciò che vivono e subiscono, senza il timore di non essere compresi.


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Importanza della prevenzione e del controllo dei genitori

Prevenire gli episodi di cyberbullismo si rivela, perciò, una necessità prioritaria per poter garantire un ambiente scolastico sicuro e positivo. Gli insegnanti possono incoraggiare approcci e comportamenti positivi, favorendo e incentivando la comunicazione con i bambini e i ragazzi. I genitori, da parte loro, devono educare i figli al rispetto, all’uso responsabile e consapevole dei mezzi informatici, monitorandone l’utilizzo. La prevenzione del cyberbullismo svolge, infatti, un ruolo fondamentale per assicurare ambienti sociali sicuri e positivi.

Il cyberbullismo è una realtà di fatto che non può più essere ignorata. La tecnologia, infatti, ci offre tutta una gamma di opportunità, ma può anche rivelarsi pericolosa. È nostro dovere educare i ragazzi all’uso responsabile del digitale e fornire loro gli strumenti per difendersi autonomamente da coloro che, invece, la utilizzano a sproposito, per scopi non legittimi. Solo in questo modo sarà possibile combattere in maniera attiva e gettare le basi per un mondo più sicuro.

Mai smettere di imparare. La conoscenza ci apre gli occhi anche sul fronte del cyberbullismo
Mai smettere di imparare – foto pixbay

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Cyberbullismo: gli strumenti telematici sono buoni o cattivi?

Le chat dei giochi, in particolare, sono interessanti per chi fa attività illecite come le mafie, perché quel tipo di traffico telematico è difficile da intercettare. Questo per dire che tutti gli strumenti possono essere usati per attività illecite o meritorie. Lo strumento è solo un mezzo, lo spirito lo infondiamo noi. Il cellulare non è buono o cattivo. Ci deve essere conoscenza ed etica nel suo utilizzo. Ma se ci si concentra solo sul leggere messaggi non andiamo avanti. Elementi caratterizzanti di questi strumenti: sono connessi con Internet e hanno potenzialità di trasmissione.

Installare app per controllare dove vanno i nostri figli e cosa fanno con il cellulare non serve ad arginare il fenomeno. La tentazione è forte, ma se vogliamo essere percepiti onesti dobbiamo esserlo veramente. L’approccio valido è quello di dialogare in maniera costante con loro. Noi abbiamo l’obbligo, la missione di studiare, di approfondire, di formarci e di capire: l’iter è lunghissimo.

Per aver un focus sulla nostra realtà non può mancare un consiglio libresco: 1984 di George Orwell.