Stalking a Torino e le sentenze inadeguate

E’ da qualche giorno che sta rimbombando la notizia della sentenza emanata dal Tribunale di Torino riguardo il caso di stalking, “liquidato” con 1.500 euro. La vittima di questa vicenda giudiziaria abbastanza contorta, è una ragazza di 24 anni. Dopo diversi mesi di inseguimenti e appostamenti sotto casa da parte di un uomo di 38 anni (D.S.), lei ha deciso di denunciarlo.

Questa persecuzione sembrava essere quasi terminata con il rinvio a giudizio dello stalker, ma invece, si è risolta prendendo una piega del tutto inaspettata.

Durante l’ udienza con il rito abbreviato, l’ imputato ha avanzato un’offerta pari a 1500 euro come “riparazione del danno”.

Nonostante il rifiuto della parte lesa, il Gup G. La Rosa, ha

stalking

ritenuto tale cifra congrua come risarcimento per la vittima.

Diverse sono state le reazioni che questa decisione, presa in sede di giudizio, ha sollevato. Una però comune a tutti è stata l’ indignazione.

Non entrerò in merito alla sentenza perché, non essendo un legislatore, non ho le competenze per farlo. Quello che voglio fare, è trattare l’ argomento da un punto di vista sociale.

L’Istat, con la collaborazione del Ministero della Giustizia, ha stimato che quasi sette milioni di donne, nel corso della loro vita, hanno subito qualche tipo di abuso, che può spaziare dal semplice insulto verbale, agli svariati esempi di stalking, fino anche arrivare allo stupro.

Sono dati che fanno rabbrividire, soprattutto perché il passo da stalking a femminicidio è sempre più breve.

Troppo spesso sentiamo parlare di femminicidio ma, qualcuno ha mai cercato l’ etimologia di questa parola? Se la risposta alla domanda fosse negativa, riporto il significato etimologico del termine, proprio come viene segnalato in qualsiasi vocabolario.

Sotto la voce femminicidio, troviamo questa definizione: “Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’ identità attraverso l’ assoggettamento fisico e psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”.

 


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Si è dovuto realmente coniare un termine diverso da “omicidio” per identificare questa situazione solo per il fatto che il genere della vittima non è quello maschile? Non è forse questa una prima forma di discriminazione?

Per far fronte a questa “emergenza”, sono nate molteplici associazioni che forniscono supporto alle vittime; supporto che spazia dall’assistenza legale a quella psicologica. Tante sono anche le associazioni nate per aiutare le vittime di violenza domestica, situazione dove le protagoniste si ritrovano a condividere la stessa abitazione del loro carnefice.

Sono molte anche le voci che invitano le donne subenti qualsiasi tipo di abuso o violenza, a denunciare i propri aggressori.

Il messaggio che viene veicolato ora sembra essere “donne, imparate a difendervi“, a discapito del messaggio che, in realtà, dovrebbe essere: “uomini, le donne non sono oggetti di vostra proprietà, ogni forma di sopruso nei loro confronti è sbagliato“.

Viviamo in un’ epoca dove le lotte perstalking i diritti sociali vengono sottovalutate, facendoci ritornare in un periodo di buio, simile al Medioevo, in termini sociali. L’uomo, per resistere, sembra essere ripiombato nella condizione di “Homo Homini Lupus” di cui parlava Hobbes.

Le cause di questo fenomeno sono da ricercare all’ interno della società, in contesti dove il livello d’ istruzione risulta più basso. sono quelle stesse realtà dove la violenza viene accettata come fatto culturale e la disparità tra i sessi è forte.

L’ unico modo per uscirne tutti vincitori è rieducarci a vicenda. Urlare a gran voce che la nostra società non accetta la violenza, puntando alla formazione delle nuovi generazioni.

In questo specifico fatto di cronaca torinese, risarcire una ragazza di 24 anni vittima di stalking, con una somma di 1.500 euro, è anch’essa una violenza, quella di mettere un prezzo alla sua libertà.

Violenza che la vittima subisce questa volta da chi, dovrebbe far giustizia.

Violenza ancora più lesiva di quella subita in precedenza.

Anche peggiore in questo caso, dello stalking subito.

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Autore dell'articolo: Stefania Grieco

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