Perché Ghali sta avendo tutto questo successo

Ultimamente, andando a lavoro in macchina, non ho potuto fare a meno di notare quanto venga trasmesso sulle stazioni radio Ghali. Probabilmente ve ne sarete accorti anche voi; ma la domanda che sorge spontanea ora è: “perché Ghali sta avendo tutto questo successo”?

Ghali

Più di una volta mi sono ritrovata a canticchiare “Habibi” senza rendermene conto.

Questo mi ha fatto fermare a riflettere su come questo ragazzo si infili nella testa di quasi tutti noi con i suoi motivetti in arabo.

Ho conosciuto Ghali dal punto di vista musicale circa sei mesi fa e non sono più riuscita a smettere di ascoltarlo. Una delle prime canzoni che mi ha totalmente rapita è stata “Willy Willy“; vuoi per il ritmo, vuoi per la sua voce, vuoi per il testo che, in un modo o nell’altro, ti fa pensare. Ghali è un autore che in ogni pezzo, quasi allegramente, ti sbatte la realtà del suo mondo in faccia.

 


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Allo stesso tempo, però, lo trovo positivo per l’integrazione: uscito in un momento delicato per la comunità araba, questo ragazzo arriva a farci cantare nella sua lingua, la lingua che per molti è del “nemico”.

Forse proprio Ghali potrebbe essere un inizio di “cura  alla discriminazione”.

Perchè lui ce l’ ha fatta. È arrivato sgomitando, affamato di parlare di una realtà sociale non sempre semplice; di cui si parla anche troppo, ma nel modo sbagliato. E’ stato in grado di descrivere senza stereotipi i problemi che ha affrontato per tutta la sua giovane vita, con un linguaggio che permette a tutti di capire. Nei testi ha fatto delle sue “sfighe”, il suo punto di forza.

“Hai un amico marocchino che ti ha insegnato a dire solo parolacce, a mandare a fare in culo o forse forse, anche a dire grazie”. Questa frase tratta da “Willy Willy” è tra quelle che, personalmente, ritengo più significativa.

In molti, da ragazzini, abbiamo scimmiotato amici che parlavano in marocchino, rumeno o in albanese. Quanti di noi, però, si sono soffermati a questo senza davvero conoscere quei dialetti? Forse gli stessi che oggi cantano le canzoni di Ghali cercando le traduzioni su Google.

 


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Ecco perché ritengo che Ghali, in questo momento, sia importante: tanti ragazzini lo seguono, lo ascoltano e avvicinandosi a lui possono approfondire un mondo che sostanzialmente non conoscono.

Un altro motivo per cui forse questo artista sta prendendo piede ha a che fare con i numeri. I dati ricavanti dal ministero del lavoro e delle politiche sociali riscontrano un’alta concentrazione araba, regolarmente registrata, sul territorio italiano.

Lui, è riuscito a dare voce a questa percentuale di persone che, troppo spesso, come lui, si sono trovate a dover combattere i pregiudizi di un paese straniero. Lui è quell’ “Uno su mille” che ce la fa.

Ecco perché Ghali sta avendo tutto questo successo e, per lo stesso motivo, gliene auguriamo ancora di più.

Se ancora non lo conoscete, potete seguire i suoi progetti futuri sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Se siete appassionati di musica e volete tenere d’ occhio nuovi talenti, non potete perdervi l’intervista del TheGiornale al gruppo rap torinese, gli Smooke Out.

Ghali

 

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