Dieci misteri su Torino – parte prima

La nostra città, con le sue vie ordinate e i palazzi eleganti, sembra non avere nulla da nascondere, ma ad un più attento osservatore non potranno sfuggire le tracce di qualche oscuro segreto nascosto tra le ville in collina o tra le statue. I misteri su Torino non mancano, e i racconti che qualche nonno faceva ai nipoti davanti al camino in una fredda valle o gli spettegoli di qualche servetta indiscreta hanno permesso loro di arrivare fino a noi.

Torino città della Magia Bianca

Bisogna sapere che, secondo il mito, Torino è la punta – assieme a Lione e Praga – del Triangolo della Magia Bianca. Il fulcro di questa magia sarebbe la Fontana delle Stagioni in piazza Solferino, legata alla luce e alla conoscenza, ma anche al culto massonico. Secondo quest’ultimo, infatti, la fontana celerebbe una serie di simboli destinati soltanto a chi è degno di arrivare alla conoscenza vera e pura.

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La fontana angelica di piazza Solferino

Torino città della Magia Nera

Diciamo che la nostra Torino è un po’ come gli adolescenti: o tutto bianco o tutto nero – e ci guadagniamo un bel vertice del Triangolo della Magia Nera, insieme a Londra e San Francisco.
Se il centro della Magia Bianca era rappresentato dalla bella fontana di piazza Solferino, quello della Magia Nera è un po’ più indietro sul tragitto del 13. Il maestoso monumento per celebrare il Traforo del Frejus sarebbe infatti un potente veicolo di energia oscura. Ciò è provato dalla scultura che vi sta in punta. Secondo la reale interpretazione, l’angelo rappresenterebbe la vittoria, ma la leggenda vuole che si tratti di Lucifero. Fino ad alcuni anni fa, l’angelo aveva sul capo una stella a cinque punte, che a detta del mito lo accomunerebbe ancora di più a Lucifero, la Stella del Mattino. La punta è poi stata rimossa durante un restauro nel 2013. Ma come mai?

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La Vittoria alata – o Lucifero – quando ancora aveva la sua stella

Le messe nere

Un altro elemento che unisce la Magia Nera e quella Bianca è la basilica della Gran Madre.
Nel 2008 avvenne il furto di alcuni oggetti molto particolari: un messale e un’ampolla di acqua del Piave poggiata vicino all’ossario in cui sono custoditi i poveri resti di quattromila caduti nella Prima Guerra Mondiale. Non è però solo questo a rendere la chiesa così speciale; corre voce che nei sotterranei, ovvero l’ossario a cui ci si riferiva prima, avvengano vere e proprie messe sataniche.
Vero o meno, la Gran Madre rimane la basilica più misteriosa della città.

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La Gran Madre

Alla ricerca del Sacro Graal

Rimaniamo fermi alla Gran Madre e spostiamoci all’esterno. Davanti all’entrata sono poste alcune statue, tra cui una raffigurante una donna velata con in mano un grosso calice di pietra. Nulla di anormale per una chiesa, certo, ma secondo la leggenda la statua contiene la chiave per trovare il Sacro Graal. A quanto pare, basterebbe seguire lo sguardo della donna di pietra per trovare il leggendario calice. Alcuni ipotizzano addirittura che esso si trovi in piazza Statuto, sotto il sopracitato monumento al Traforo del Frejus o sotto quello del 45° parallelo, subito dietro.

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La cupola della chiesa di San Lorenzo

Il volto del demonio

La Gran Madre però non è l’unica chiesa ad attirare la nostra attenzione.
Di fianco al Palazzo Reale si trova quella di San Lorenzo, dove è custodita la copia della Sacra Sindone. L’opera è di Guarino Guarini, molto noto nella nostra città, e a prima vista sembrerebbe soltanto una bella cattedrale, con colonne intarsiate e illuminata in modo particolare. Basta però alzare lo sguardo per accorgersi che così non è: sulla cupola è visibile quella che si pensa sia la faccia del demonio. Da qualsiasi lato la si guardi. Occhi, naso, bocca e corna di finestre. Sarà stato involontario oppure il Guarini l’ha voluto per qualche ragione?

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Autore dell'articolo: thegiornale.it

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