Frida Kahlo: l’Arte che Nasce dal Dolore

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato, ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla, e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh, spero che, se tu sei lì fuori e dovessi leggere ciò, tu sappia che sì, è vero, sono qui e sono strana proprio come te.”

 

 

Ci sono persone che nascono con una naturale capacità di ammaliare gli altri, in grado di trasferire, senza sforzo alcuno, la loro bellezza ed energia in tutto ciò che li circonda; sono creature complesse, anime tormentate, che non si nutrono di felicità e gaiezza, ma della meraviglia che si cela dietro l’inenarrabile, il dolore, il mistero.

Una di queste persone è nata 110 anni fa, a Città del Messico, con il nome di Frida Kahlo.

Frida è una ragazza forte, intelligente e volitiva; ama la letteratura e la politica e sogna di diventare medico. Ma il destino le è avverso. A 18 anni sopravvive per miracolo a un terribile incidente, che le procura danni permanenti alla colonna vertebrale e la rende sterile.

Costretta a letto per mesi e tormentata da atroci dolori, Frida scopre la passione per la pittura, che la accompagnerà per tutta la vita e che le offrirà un’opportunità di riscatto per la vita serena e felice che non potrà mai avere. Grazie ad un cavalletto e a uno specchio posto sul soffitto così da poter utilizzare la sua immagine come modello, Frida inizia a dipingere autoritratti. Come dirà lei stessa, “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”.

Sarà proprio la pittura a farle conoscere il futuro marito, l’illustre pittore messicano Diego Rivera. L’amore per lui è intenso e totalizzante, ma fonte di grande sofferenza a cause delle ripetute infedeltà dell’uomo, che pure amerà per tutta la vita e al quale dedicherà struggenti poesie.

 

Frida Kahlo con suo marito Diego Rivera
Frida con il marito Diego Rivera.

 

A 47 anni, devastata dai danni fisici subiti, muore, lasciando le ultime parole sul suo diario personale: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.”

Tanto si è detto (e scritto) su Frida Kahlo. Si dice che abbia avuto numerosi amanti, di entrambi i sessi, con personaggi di spicco come il rivoluzionario russo Lev Trotsky e il poeta André Breton. Ad oggi è considerata una delle più grandi artiste del ‘900 e una delle personalità più interessanti e carismatiche del suo tempo.

Ma la sua unicità sta nell’essere riuscita a trasformare la sua immobilità in opportunità artistica e la sua sofferenza in arte, con una tale potenza ed efficacia da suscitare stupore e meraviglia non solo nella gente comune, ma in artisti di grande levatura come Picasso e Salvador Dalì.

L’intera arte di Frida Kahlo è da intendersi come antidoto alle sofferenze e alle ingiustizie che ha dovuto affrontare nella vita. Ogni opera è espressione visiva dei suoi tormenti, dei suoi incubi, dei sogni di una donna imprigionata in rigidi busti ma traboccante di sensualità e di amore per la vita. Il suo motto è sempre stato Viva la vida, proprio una delle sue opere. Sempre, nonostante tutto.

“Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. È in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Da bambina, crepitavo. Da adulta, ero una fiamma.”

 

Viva La Vida di Frida Kahlo
Viva La Vida, 1954. Vernice, colore ad olio.

 

 

L’arte è il vostro chiodo fisso? Allora non perdetevi il nostro articolo su Andy Warhol!

 

 

 

 

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