Il linguaggio dei fiori: storia e significato
Attualità 24 Giugno 2026

Il linguaggio dei fiori: storia e significato

Viviamo in un’epoca in cui siamo inondati da parole inutili. Bisognerebbe riscoprire il significato autentico attraverso il linguaggio dei fiori. Donare una rosa rossa è un gesto potente per esprimere amore e passione.

Il linguaggio dei fiori, floriografia, è un codice universale e millenario che permette di manifestare emozioni profonde senza usare le parole. Nell’Ottocento, durante l’epoca vittoriana raggiunse l’apice della popolarità.

Il linguaggio dei fiori | TheGiornale
Il dizionario del linguaggio dei fiori – foto generata da Gemini

Cos’è la floriografia e come è nata

La floriografia (dal greco antico flos, fiore e graphia, scrittura) è il linguaggio dei fiori. L’attribuzione di un significato simbolico a fiori e piante risale alla civiltà egizia, greca e romana.

“Secondo un mito greco Myrsine, fanciulla attica uccisa da un giovane perché aveva vinto i giochi olimpici, venne trasformata da Atena nell’arbusto del mirto. Per questo motivo veniva utilizzato per l’incoronazione dei vincitori delle prime gare olimpiche.”

Nell’antica Roma i fiori e le piante avevano un significato simbolico: c’erano fiori portafortuna, per difendersi dal malocchio e fiori da offrire alle divinità.

La codifica del linguaggio cifrato affonda le sue origini nei mercati e negli harem dell’Impero Ottomano, dove avvenne la redazione dei primi elenchi. Ogni fiore veniva associato a un suono o alla rima di una parola turca. Nacque un linguaggio segreto, il selam, che le donne rinchiuse negli harem utilizzavano per comunicare con il mondo esterno o con il sultano.

Anche nel Medioevo e nel Rinascimento i fiori avevano un significato specifico, ma è tra il Settecento e l’Ottocento che cresce l’interesse per il linguaggio floreale.

Lady Mary Wortley Montagu, moglie dell’ambasciatore d’Inghilterra a Costantinopoli, durante la sua permanenza in Turchia carpì i segreti del linguaggio dei fiori e lo introdusse in Europa.

Questo codice “non verbale” consentiva di esprimere pensieri e sentimenti senza l’utilizzo dell’inchiostro. Si diffuse sia in Europa sia negli Stati Uniti.


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Il significato dei fiori è un linguaggio da riscoprire

Le parole in molte occasioni si sprecano. Piuttosto che scagliarle di getto come dardi infuocati sarebbe opportuno che ci soffermassimo sul loro significato genuino. Se ci affidassimo al linguaggio dei fiori? Riscopriamone insieme alcuni.

1. La rosa regina del cuore e della passione

La rosa, il fiore più regalato al mondo, assume un significato diverso in base al colore:

  • rosa rossa: amore passionale e desiderio
  • rosa bianca: purezza, innocenza e principio di un nuovo percorso
  • rosa gialla: gelosia, ma nel linguaggio contemporaneo esprime anche amicizia e allegria
  • rosa rosa: affetto sincero, gratitudine, dolcezza e amicizia
rosa rosa simbolo di affetto sincero, gratitudine, dolcezza e amicizia | TheGiornale
Rosa rosa per amore sincero, gratitudine e amicizia – foto di Carla Pisu

2. Il tulipano è dichiarazione d’amore perfetto

Il tulipano incarna l’amore vero e onesto ed è adatto quando si vuole fare una promessa di fedeltà.

Tulipani simboleggiano amore vero e onesto  | TheGiornale
Tulipani per esprimere amore vero e onesto – foto di Carla Pisu

3. Il girasole rappresenta energia e solarità

Un girasole è un augurio di felicità e positività. Rappresenta anche costanza, ammirazione e gratitudine per la sua caratteristica di volgersi verso il sole.

Il girasole nel linguaggio dei fiori è felicità e positività | TheGiornale
Girasole per indicare felicità e positività- foto di Carla Pisu

4. L’orchidea è eleganza e fascino

L’orchidea, simbolo di bellezza raffinata e sensualità, si presta a celebrare una persona speciale dal fascino senza tempo.

Orchidea bianca esprime bellezza | TheGiornale
Orchidee per esprimere bellezza raffinata e sensualità – foto di Carla Pisu

5. Il giglio emblema di purezza e nobiltà d’animo

Il giglio è il re dei fiori e manifesta fierezza e onestà. Utilizzato per celebrare traguardi importanti o per omaggiare persone di specchiata onestà.

I gigli rappresentano fierezza onestà | TheGiornale
Gigli per rappresentare fierezza e onestà – foto di Anna Maria Cadeddu

La stagionalità delle corolle varia in base al periodo

Preferire fiori di stagione è una scelta ecologica ed economica.
Secondo la suddivisione presente nel saggio di Charlotte de Latour, Il linguaggio dei fiori, la primavera, stagione della rinascita, offre tulipani a marzo, mirto ad aprile, narcisi a maggio. L’estate, in quanto emblema della solarità, ci regala rose a giugno, garofani a luglio e gigli ad agosto. L’autunno, con le sfumature calde, ci riserva girasoli a settembre, edera a ottobre e prezzemolo a novembre. Quando arriva l’inverno domina l’eleganza con il vischio a dicembre, il bucaneve a gennaio e la violetta a febbraio.

Il linguaggio dei fiori | TheGiornale


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Per ogni occasione il linguaggio dei fiori ci dà dei suggerimenti:

  • 💏 anniversario: rose rosse o tulipani rosa per ribadire l’affetto
  • 💛 amicizia: girasoli o fresie per celebrare un legame duraturo
  • 👶 nascita: margherite o tulipani bianchi per dare il benvenuto a una nuova vita
  • 💖 ringraziamento: ortensie o garofani rosa per mostrare gratitudine


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Il linguaggio dei fiori e il galateo

Anche il numero dei fiori ha la sua importanza. Infatti, secondo il galateo i fiori vanno sempre regalati in numero dispari. Le rose, invece, devono essere dodici per simboleggiare un amore completo e perenne.

Con il passare dei secoli l’interesse per il linguaggio dei fiori si è affievolito. In epoca contemporanea ormai diamo un significato solo a un numero limitato di fiori. Tuttavia un omaggio floreale è pur sempre un gesto elegante e significativo.

Conoscere il linguaggio dei fiori dona una sfumatura poetica e intensa alla nostra quotidianità. Offrire un fiore è come parlare al cuore in modo molto più profondo.

BIBLIOGRAFIA 📚

Charlotte de Latour, Il linguaggio dei fiori, traduzione di Giuseppina Garufi, Leo S. Olschki, 2008

L'autore Carla Pisu 41 articoli pubblicati

BIO Sono nata a Cagliari il 3 settembre del 1972. Vivo a Grosseto dal 2003, ma le mie radici sarde sono ancora robuste e attendono di essere ricollocate nel loro habitat naturale. Cucino, impasto, mangio, osservo, fotografo, leggo, scrivo, ballo. Il mio pregiudizio: quello verso il pregiudizio. Mi piace immaginare la diversità come una gabbia in cui rinchiudere chi non ha rispetto dei diritti altrui.

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