Matteo Bussola ha scritto un nuovo libro: Il Talento della rondine. Da sua grande fan, non ho resistito e l’ho comprato. Attraverso questo romanzo scopriremo se è più importante il talento o la passione.

La trama
Il libro racconta la storia di due ragazzi, Brando ed Ettore. Il primo è nato per ballare, ma la sua vera passione è il disegno, il secondo sa disegnare benissimo, ama ballare, anche se non ha il fisico adatto. Tra i due giovani nasce subito una bellissima amicizia e una collaborazione artistica, insegnandoci che oltre la competizione, ci si può anche aiutare.
L’invenzione di noi due: il per sempre esiste?
Talento e passione
Quello di Matteo Bussola è un libro che parla di talento, ma anche di passione. Non sempre siamo bravi in quello che ci appassiona. Per esempio, a me piace scrivere, è quasi un bisogno, ma obbiettivamente non credo di avere talento. Lo dico con onestà e consapevolezza.
Invece, durante le superiori ho scoperto di avere un talento per la matematica. Ero brava nel ragionamento matematico, non nel calcolo, in quello sono sempre stata negata. Eppure io ho sempre preferito italiano, anche se fin da piccola ho incontrato delle grosse difficoltà.

Le prime difficoltà
I primi problemi con l’italiano sono iniziati in terza elementare, quando le maestre hanno incominciato con i dettati. Facevo una quantità di errori inimmaginabili, soprattutto con le doppie. Credo che per ogni riga ci fossero minimo cinque errori di ortografia. Ben presto, però, ho capito che a me scrivere piaceva, anche se non ne ero capace, malgrado le mie difficoltà.
Oggi, con il senno del poi, mi domando sempre più di frequente se io non abbia un disturbo specifico dell’apprendimento, ma allora, da questo punto di vista, nessuno sembrava preoccuparsene. Io, invece, ne soffrivo molto. Ben presto i dettati sono diventati il mio incubo. Mi sentivo in difetto, diversa da tutti gli altri bambini, meno intelligente, una stupida insomma. Ho passato non so quante domeniche mattine ad esercitarmi. Con il tempo, con tanta pratica e fatica, sono migliorata e sono riuscita a colmare una grande lacuna. Non voglio nascondere che in tutto ciò, la prima a non arrendersi è stata mia madre. In seguito, con il tempo, ho imparato a non farlo neanche io.
Vivere mille vite: 5 libri per immergersi nell’esperienza altrui
Costanza e lavoro
Non sempre quello che ci piace è quello per cui siamo portati e non c’è nulla di male in questo. Talento e passione possono non coincidere, ma questo non vuol dire che sia impossibile migliorare, è solo più difficile. Non dimentichiamoci neanche che senza lavoro e costanza, il talento non è sufficiente. Scrivendo e non arrendendomi sono migliorata tantissimo nei temi e nei dettati, tanto che alle superiori nessuno ha mai sospettato nulla. Nessuno poteva mai immaginare le difficoltà, la basi da cui ero partita.

Ho cominciato a pensare che non fossi così tanto negata nello scrivere quando il mio insegnate di filosofia e storia mi ha chiesto perché non scrivessi nel giornalino della scuola. Già perché? Perché nella mia mente quella bambina che prendeva insufficienze in ogni dettato c’era ancora. Avevo paura di fallire, paura che qualcuno potesse scoprire la mie difficoltà nella scrittura, difficoltà, che in parte, mi porto dietro ancora adesso.
Il nostro punto debole si può trasformare nella nostra forza
Con il tempo ho capito che il mio punto debole poteva essere la mia forza. L’aver avuto più difficoltà di altri bambini, mi ha spronato a migliorarmi, a scrivere e ha collaborare con un giornale online. Io che da bambina non riuscivo a scrivere la parola immagine senza sbagliare, oggi scrivo articoli. Per molti può sembrare niente, ma per me è un grande traguardo.
Matteo Bussola ci vuole far capire anche questo. La cultura dell’efficienza degli ultimi anni ci porterebbe a investire solo in quello per cui abbiamo un certo talento, tralasciando le nostre passioni. Se quello per cui siamo portati non corrisponde a ciò che amiamo poco importa. Che senso ha sprecare tempo in qualcosa per cui siamo apparentemente negati? Che senso ha fallire in qualcosa che ci piace, quando altro ci viene più facile e spontaneo?
Pensò che, paradossalmente, poteva riuscire a migliorare proprio perché non credeva in se stesso. Perché era meno bravo degli altri. All’improvviso, vide il suo limite come una ricchezza e realizzò quanto bene volesse alla propria parte fragile. A quella parte che, nonostante tutto, in quegli anni non si era mai arresa.
Matteo Bussola, Il talento della Rondine
Investite nelle proprie passioni
Invece, investite nelle vostre passioni, fate anche quello che amate fare, perché prima di tutto fa bene al cuore e poi perché scegliere la via più semplice non farà crescere. Scrivendo ho imparato cosa sia il fallimento, l’esercizio, la costanza, ho imparato a non arrendermi di fronte alle difficoltà e cosa sia la soddisfazione nel riuscire a fare ciò che una volta mi sembrava impensabile.
Hai già messo mi piace a TheGiornale?
È più importante il talento o la passione?
A questo punto mi chiedo se è più importante il talento o la passione. Seguite sempre le vostre passioni. Non fatevi fermare da chi vuol farvi credere che se non avete talento non potrete mai ottenere dei risultati. Magari non sarete i migliori, ma sicuramente sarete felici.
