LA BUONANOTTE di Rab – Delirio indotto

Delirio indotto

C’è una forma di malattia mentale che mi garba tanto.

Dicesi, delirio indotto o folie à deux, un disturbo condiviso da due persone. Tra le forme psichiatriche è una delle più rare, forse è per questo che mi affascina tantissimo. Insomma, tutto ciò che è insano, in qualche modo mi fa sentire meno diverso, allora mi ci appiccico e fantastico.
Ecco, per quanto raro e forse deleterio, il delirio indotto è la sfumatura che voglio attribuire all’amore.
In sé, come dico spesso, alla radice di un sentimento così grande, c’è la follia, pura ed intrinseca.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di praticare quell’odore, marcio d’ospedale, da repartino, lo chiamano così. Ho visto gente amare senza saperlo, parlare da sola, pronunciare a ripetizione le stesse parole. Ho visto triple personalità che coesistono in una sola entità. Ho visto la depressione schiacciare così forte il cuore da farlo diventare cenere, portata via dal vento.

Poi l’ho letto, ne ho sentito parlare, il delirio indotto. Ed ho compreso.
Come si può amare in quel modo lì? Unico e raro. Impraticabile da chiunque, destinato a pochi.
Perché solo i folli sono capaci d’ammalarsi così, in modo unico ed univoco.

Quando si è affetti da questa patologia si tende ad isolarsi, si vive in simbiosi, rispettando entrambi le stesse convinzioni.

L’amore forse è molto simile, e penso, se proprio debbo sembrare un pazzo, voglio esserlo così.

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Autore dell'articolo: Rab

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