Il caso “Regina”: lettera aperta di un ex studentessa.

Tanto si sta parlando del “Regina”, tanto si sta parlando del mio ex liceo.

Il liceo che è stato protagonista della mia “crescita culturale”.

O perlomeno, al “Regina” ho visto accendersi le mie prime passioni, coltivate poi durante l’università e al di fuori di essa.

Quanto mi pento ora delle prime ore saltate, delle cuffie dell’iPod infilate di nascosto nelle orecchie al posto di seguire la lezione.

Ma si sa, a sedici anni la testa vaga chissà dove durante le otto ore di lezione.

Qualcosa poi, l’anno successivo, è iniziato a cambiare: le lezioni non erano più così noiose, la soglia di attenzione si era magicamente alzata, come anche i miei voti.

Un accenno di maturità? Probabile.

Persino il 4 in matematica, costante della  mia vita fino a quel momento, quell’anno si era trasformato in 8.

Al “Regina” però, non sono solo cresciuta da un punto di vista didattico.

Al “Regina” sono cresciuta dal punto di vista privato.

Tanti sono stati in cinque anni trascorsi tra i banchi di scuola, gli adulti da seguire come modello positivo.

D’un tratto i professori non erano solo più la parte opposta della barricata, ma adulti dai quali avrei potuto imparare qualcosa anche a livello umano.

Sopratutto a livello umano.

Leggere ora di questo polverone che ha coinvolto il mio ex liceo, non mi fa piacere.

Mi infastidisce sopratutto vedere messe in discussione molte persone che hanno sempre svolto il loro lavoro con passione, nel migliore dei modi.

Persone che il più delle volte si trovano ad avere a che fare con adolescenti svogliati, cercando di renderli degli adulti perlomeno decenti, cosa non facile visti i tempi che corrono.

 


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Questa lettera vuole essere un messaggio per il corpo docenti.

O più che un messaggio, un ringraziamento.

Grazie per non aver mollato la presa con molti di noi, anche se ci siamo resi insopportabili.

Quello che sono ora, lo devo anche a voi.

Grazie per la pazienza, per la passione e grazie anche per i cazziatoni.

Se da adolescenti allo sbaraglio siamo diventati (più o meno) adulti (abbastanza) decenti, il merito è anche vostro.

Se siamo diventati dottori, se lo stiamo diventando, se siamo riusciti ad esaudire anche solo un piccolo sogno dell’adolescenza, un pò di merito vi spetta.

Siete punti di riferimento nella vita di ogni studente che incontrate e questo, anche noi ex adolescenti, prima o poi lo ammettiamo.

God save  “Regina”!

Regina - TheGiornale.it

 

Voglio qui ringraziare le professoresse Badini e Negroni, che mi hanno insegnato l’amore per il diritto e per la legalità.

La professoressa Capra, per avermi insegnato le “basi” e per avermi fatto acquisire il metodo di studio coretto, proprio delle scienze sociali.

La professoressa Martin che, dopo anni di insucessi matematici, mi ha fatto capire che la materia non mi odiava e che bastava studiarla.

Un grosso ringraziamento va anche alla professoressa Bellocchio che mi ha sempre spinta a scrivere, vendendo qualcosa nei miei testi; se ora sono qui a scrivere è anche merito suo.

 


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Autore dell'articolo: Stefania Grieco

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