Non guardarmi così: storia della violenza.

La violenza, lo sappiamo fin troppo bene, non si limita ad essere fisica. Questa è semplicemente una delle perverse facce della stessa medaglia. Ma facciamo un passo indietro e spieghiamo perché proprio oggi decidiamo di toccare un argomento tanto delicato. Il 25 novembre 2017 sarà infatti un giorno molto importante, dove la voce delle donne griderà “basta alla violenza” attraverso gli occhi di tutto il mondo.

Questo sabato sarà la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Si tratta della violazione di uno tra i diritti umani più puri e, purtroppo, resta anche la più diffusa. Di primo impatto, pensando a questo tema, la prima scena che ci si figura nella mente sono le botte. Questo, ovviamente è limitativo. La violenza non si sofferma a lividi e ossa rotte, per quanto sarebbe già sufficiente. Essa prende diverse strade come quella sessuale e psicologia. violenza - TheGiornale.it

In un certo senso sembra che la violenza nasca sulla pelle delle donne e cresca insieme a loro, come un’etichetta, o meglio, una spada di Damocle appesa ad un filo sottilissimo. Fin da bambine il rischio è alto e il più delle volte passa inosservato. La tenera età, quella che dovrebbe essere vissuta nella spensieratezza più totale, tra bambole e sogni, viene infranta; diventa l’attenuante per sconfinare in comportamenti devianti da parte, in molti casi, delle persone più vicine alle piccole vittime.

Il sangue non basta, per essere salvi.

Essere femmine in certi ambienti, può diventare l’inizio di un incubo che, nel migliore dei casi, dura tutta la vita. Quando il quadro che si prospetta è peggiore, o inascoltato, invece è facile immaginare quale sia l’unica conclusione possibile. Vite interrotte da violenze protratte negli anni, secretate tra le mura di casa al sicuro da ipotetici salvatori.

Sì perché parlare a volte non è facile come sembra. Le richieste di aiuto arrivano ma non vengono comprese; in altre circostanze la paura congela le gambe e non si riesce mai davvero a scappare. Ma le donne non nascono come vittime. Negli anni si sono sentite sempre più voci, è emerso il coraggio che abbracciando quell’unica speranza ha detto “basta”.  Tra le peculiarità che contraddistingue il genere femminile c’è quella di saper rialzare la testa, conficcare le unghie nella vita liberandosi da catene psicologiche che possono averle tenute in gabbia anche anni. Basta un momento, il momento giusto, per salvarsi.

Questa giornata contro la violenza sulle donne è utile al mondo per aprire gli occhi sull’evoluzione di un percorso dove le donne sono fenici rinate dalle loro stesse ceneri. Ma in realtà non si tratta solo di una data, questa per loro è una battaglia quotidiana che un giorno, con l’unione che fa la forza, magari sarà definitivamente vinta.

Torino è da sempre sensibile su materie sociali di questo spessore e sono numerosi gli eventi di cui la città è promotrice.

 


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