Prima neve: come bonifica, benefica

In linea con la diminuzione delle temperature, il mese di novembre è iniziato concedendo una prima nevicata della stagione al Colle del Sestriere  e vallate limitrofe.
Anche a  quote relativamente più basse, la prima neve è caduta tra le montagne della Val Noce e in Val Chisone suscitando una nostalgia che rimanda ad uno scenario, presto prossimo, natalizio.

Prima neve - Piemonte incendi

Propositi per Natale

Le zone imbiancate dalla prima neve capovolgono il paesaggio soggetto ai recenti fuochi: genesi di devastazione miseria e rabbia, la prima neve infonde speranza e voglia di contribuire per non soccombere più a situazioni d’emergenza come questa.
Un’iniziativa sostenuta da Claudio Chiarle, segretario generale della Fim-Cisl, propone per questo Natale un regalo alla natura: invece di addobbare abitazioni o zone commerciali con alberi di Natale veri, sensibilizzare l’accaduto utilizzando alberi finti al fine di promuovere e sostenere un’importante iniziativa legata alla piantumazione di nuovi alberi nei boschi.
Impresa ardua ma non impossibile, soprattutto non così indispensabile per andare incontro all’ambiente.

Quando la natura supera l’uomo: dalla cenere alla vita, arriva la prima neve!

Fare una stima di specie animali e vegetali  morti, bruciati o asfisiati dal fumo è praticamente impossibile, ma nessuna di queste è a rischio, c’è una ricchezza tale che nulla è perduto!

Il guardaparco Luca Giusti,  del Parco Alpi Cozie, conosce la natura e le sue leggi : “In un ambiente devastato alcuni muoiono ma altri organismi sono favoriti : la natura funziona così.”
Ancora: “alcune piante lasciano sul terreno semi incistati  che resistono decenni e si attivano solo con l’azione di grande calore. Spento il fuoco quei semi cominceranno la loro opera, i cui effetti si vedranno tra anni”.
Secondo il tecnico Giusti, il combustibile che ha favorito le fiamme è l’abbandono in cui versa la montagna stessa: paradossalmente l’idea è che ci sia troppo bosco tra le altre cose a rischio arsura.

 


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A tal proposito, un progetto finanziato dall’Unione europea spinge alla   riduzione del bosco con  tempi e modi ragionevoli, per dare spazio a nuove specie mediterranee più pregiate ma generate in maniera spontanea grazie alla combo naturale clima/ambiente.

La prima neve può sembrare un ostacolo per l’habitat della vegetazione perché le frequenti gelate notturne possono alterare l’equilibrio ecologico e occorrono molte decine d’anni per ripristinare il tutto.

Ma la mano “ecologica” dell’uomo, capace di creare e distruggere, pecca di presunzione.
La ragione è un lume e la Natura vuol essere illuminata dalla ragione, non incendiata.

Come le iniziative nascono dai migliori propositi e vengono sostenute con entusiasmo, così la prima neve da vita all’ incanto, all’ armonia e alla speranza.
Una distesa bianca verrà per consolare ancora i monti spogli e quando se ne andrà, non tarderanno  a rifiorire gioie passate di boschi rigogliosi mai esplorati.

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