LA BUONA NOTTE di Rab – Mancu li cani

Mancu li cani

Non è solo storia recente ma è una che si ripete di continuo.

Ogni tanto qualche genio del male se ne esce con delle polpette avvelenate e le semina nei dintorni di aree cani o nei giardini dove solitamente i padroni portano i propri amici a quattro zampe a farsi una passeggiata e perché no, anche una pisciatina.

Così ti muore il cane, e impari a raccogliere le merde! 

Il ragionamento fatto da chi sparge questi bocconi avvelenati è proprio questo, magari perché il giorno prima ha pestato una cacca e non gli è bastato pensare che gli avrebbe portato fortuna, o perché l’animale domestico del vicino ha abbaiato tutta la notte senza fargli chiudere occhio e allora si cerca la vendetta in questo modo.

Ora non voglio fare il tragico, non voglio fare lo scontato e nemmeno del populismo da social, ma vorrei dare un cinque a tutte queste persone.

Faccio un esempio, uno dei tanti che si potrebbero fare: immaginate un ragazzo cieco che si fa guidare proprio da un cane per la città. Se fosse il suo cane a rimanere avvelenato cosa accadrebbe?

Quel ragazzo probabilmente resterebbe ancora più cieco.

A Torino anni fa si era tentato di educare i padroni, perché ciò che spesso si dimentica è che l’animale, in quanto tale, si comporta da bestia. Erano difatti comparsi dei cartelli per la strada che invitavano a raccogliere gli escrementi fatti dai propri animali, di farli espellere solo nei giardini e non sui marciapiedi, e il motto lanciato era: non rendiamo questa città una merda.

Il problema sussiste ancora adesso, naturalmente. Perché le bestie rimangono bestie e i padroni rimangono stronzi, visto che portassi appresso un sacchetto per mantenere pulita la propria zona non costa nulla.

Solo che chinarsi per raccogliere una cacca sembra brutto, come se ci si stesse abbassando ad un livello inferiore.

Usare invece il cane per baccagliare è tanto comodo e fa figo.

Sembra esserci una voragine immensa tra chi prova ad avvelenare i nostri amici a quattro zampe e chi invece non ci aiuta a farli vedere davvero come degli amici.

Sembra anche, sempre di più, che “mancu li cani” farebbero ciò che siamo in grado di fare noi!

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