23 Luglio 2024 19:01
la buonanotte di rab thegiornale

Decongelato

E tieni il cuore decongelato.
Come sta il pesce al banco frigo del supermercato.
Prima freddo, poi caldo e di nuovo surgelato.
Lo tieni confuso.
Tra le cozze e il minestrone già preparato.
“Come quello di tua nonna”, ci sta scritto così, in grassetto, corsivo, stampato.

Decongelato.
Che la prima volta che l’ho sentito ho controllato.
Mica l’ho capito subito il significato.
E nonostante il dizionario sto ancora confuso, disorientato.
Sono quelle cose che non capisci e continui a non comprendere anche se te l’hanno già spiegato.

L’amore fa uguale, pare spietato.
N’attimo prima sei sicuro, d’averlo appreso, l’attimo dopo lo devi studiare da capo.
Con l’incertezza dei pisellini primavera quando fuori è autunno, verde carato.
E la prepotenza del “due gusti che sono meglio di uno”, in un mondo sfacciato.

Te ne stai lì, decongelato.
Con l’animo abbattuto.
I pensieri fuori dai bordi, e il sorriso scolorato.
Perché siamo così abituati a provare freddo che poi ci scaldiamo con poco, e in un attimo è già puzza di bruciato.

Allora vieni qui, che il pranzo è servito.
Mangiati il mio cuore, decongelato.
Sorridimi accanto, delizioso, deliziato.
Lasciamoci così, con il vapore che suda nell’aria, senza fiato.


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