Da dove la vita (non) è (poi così) perfetta

Da dove la vita è perfetta è un romanzo di Silvia Avallone, una scrittrice che, personalmente, amo tantissimo. Il titolo più appropriato, dopo averlo letto, sarebbe “da dove la vita (non) è (poi così) perfetta, perché le vite perfette non esistono e dovremo smettere di ambire a questo ideale, esistono solo le vite vere e le vite vere non saranno mai perfette”.

Da dove la vita (non) è (poi così) perfetta
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Silvia Avallone

Il suo primo libro l’ho letto che avevo sedici/diciassette anni e mi ha subito colpita. Mi ha catapultato in una realtà che io conoscevo solo in parte, quella delle periferie italiane. Io, che in periferia ci sono cresciuta e ci vivo ancora, non mi ero mai imbattuta in vicende simili, molto probabilmente perché sono stata fortunata. Silvia Avallone parla sì della periferia, ma di quella dimenticata e che pochi raccontano. Da dove la vita è perfetta, da questo punto di vista, non fa eccezione, cambia solo città, Bologna.
Visto che stiamo parlando di questa scrittrice volevo segnalare che da poco è uscito il suo nuovo libro, un’amicizia, che io, personalmente, non vedo l’ora di leggere.


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Il libro

Non vi è un’unica storia, vi sono diverse storie di ragazzi/ragazze, ma anche di adulti che in un modo o nell’altro si incontrano senza veramente accorgersene, si sfiorano senza toccarsi mai.
É la storia di ragazzi a cui sembra mancare un futuro, sembra che l’essere nati in quel quartiere o in quel determinato palazzo li segnerà a vita, non potranno mai avere un futuro diverso o migliore di quello dei loro genitori. Come fai a cambiare vita, quando tutto sembra remarti contro? Come fa Zeno se suo padre non l’ha mai conosciuto e ora si deve occupare della madre entrata nella spirale della depressione? Come fai se, come Adele, sei incinta a diciassette anni, la bambina non la vuoi e soprattutto la puoi mantenere e in più il padre di tua figlia ti ha lasciata?

Persone diverse, stesse solitudini

Quello che ancora non sanno questi ragazzi che anche chi sembra stare meglio, ha i suoi problemi da affrontare. Quella figlia che Adele non ha cercato, Dora la desidera da anni, ma lei è sterile, nella sua pancia non crescerà mai nulla e questa consapevolezza sta distruggendo, oltre a lei, anche il suo matrimonio con Fabio. La vita, oltre a quella gamba che le ha già tolto anni fa, le vuole anche precludere la gioia di essere madre. Sembra strano come persone diverse, in ambienti sociali completamente diversi, abbiano in comune le stesse solitudini.


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Il potere dell’amore

Eppure anche in questo quadro generale di dolore, di occasioni e opportunità mancate, l’amore può vincere, anche se la vita non è perfetta e non lo sarà mai. L’amore può tutto, anche curare ferite che sembrano incurabili e riempire distanze che sembravano incolmabili. L’amore è e sarà sempre la più potente medicina al mondo. In fin dei conti, accanto a chi amiamo, la vita può anche sembrare quasi perfetta.

Dora pensò che questa cosa: lui e lei a trent’anni a fare i cretini, non gliela poteva togliere nessuno. E Fabio pensò lo stesso: questa cosa qui che rimaneva , risaltava, e li legava, era più forte di tutto.
Ed era amore”

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