17 Luglio 2024 15:12
Ultima chiamata Bangkok

Se siete alla ricerca di un romanzo delicato e denso di emozioni Ultima chiamata Bangkok di Cristina Zaia non deve mancare nella vostra biblioteca personale. Il suo figliuolo di carta pubblicato nel 2022 dall’editore Castelvecchi ne sancisce l’esordio come scrittrice.

In quest’opera la geografia prende forma attraverso i luoghi e i sentimenti umani. Un po’ quello che ci succede quando viaggiamo: l’esplorazione del luogo fisico e del luogo inteso come interiorità diventano un unicum. Un invito a riscoprire la nostra autenticità e a liberarci dagli schemi mentali e dai pregiudizi.

Chi è l’autrice del libro Ultima chiamata Bangkok?

L’autrice di Ultima chiamata Bangkok Cristina Zaia, nata a Torino dove vive e lavora, si occupa di International Technology. Le sue passioni sono: i viaggi, la fotografia, la lettura, le serie televisive e soprattutto, la scrittura e l’editing. Ha frequentato Over 30 alla Scuola Holden, un percorso di scrittura dedicato a chi ha superato i trent’anni di età, ama studiare e rimettersi in gioco anche se nella vita svolge altre attività.

Cristina Zaia è una persona speciale. Chi non la conosce lo percepisce leggendo il suo bellissimo libro. Ho avuto il privilegio di conoscerla durante la pandemia grazie a Instagram. Casualità? No, sincronicità come lei stessa ama definire le circostanze non pianificate.

La trama di Ultima chiamata a Bangkok

Carlo, avvocato cinquantenne di Torino, il protagonista della storia, divide la sua vita sentimentale, con fatica e pesantezza tra la moglie e l’amante. Ha una grande voglia di stabilire un ordine, anche se per farlo dovrà allontanarsi dalla sua città e partire da solo a Bangkok. Carlo si racconta e si confessa attraverso la corrispondenza epistolare che intrattiene con sua madre. È consapevole dei suoi errori e dei suoi desideri, tuttavia sembra come paralizzato dalla frenesia quotidiana. Il viaggio in Thailandia è il punto di svolta, il cambio di rotta. Il deus ex machina, un’illuminazione che sancirà la sua apertura alla vita e l’acquisizione di una consapevolezza diversa.


Solo un ragazzo la recensione


Bangkok è solo un luogo fisico?

Il viaggio di Carlo inizia ancor prima di salire sull’aereo che lo condurrà lontano dalla sua routine. Bangkok è un luogo fisico e spirituale e rappresenta la sua ultima occasione. In Thailandia Carlo ripercorrerà tutta la sua vita e prenderà coscienza del fatto che l’affermazione di ogni persona si compie attraverso l’amore e l’accoglienza.

«Ancora una volta partirò. Da solo. Per andare lontano dal rumore e dalle voci che non sopporto più».

Chi è Carlo?

Carlo rappresenta ognuno di noi, che con aspirazioni, errori e inquietudini siamo sempre alla ricerca di un porto sicuro in cui approdare. Il racconto è intervallato dalle lettere a sua madre, che sono di fondamentale importanza per conoscerlo nel suo essere uomo fragile. Carlo vive l’abbandono in presenza. Si sente trascurato dalla madre, dalla moglie e dall’amante. Cerca di colmare il senso di vuoto nelle due figure femminili della moglie e dell’amante, ma l’amore vero è quello incondizionato della madre che è per sempre. Una madre ama senza se e senza ma. Il viaggio in Thailandia gli permette di staccarsi dalla frenesia e dalla quotidianità e di creare nuove relazioni da abitare, come se fossero dei luoghi confortevoli. Le persone sono luoghi abitabili nel momento in cui accolgono.

«Mamma, domani sarò a Bangkok. Sono quasi novemila chilometri da Torino. Sarò finalmente solo. Vedi anche questa forse è l’ennesima fuga. Questa volta non da te. Da due donne che non sopporto più. Non sopporto più nemmeno me stesso da loro».

Qual è il messaggio di Ultima chiamata Bangkok?

Il messaggio che ci lascia questa lettura è che prima di ogni cosa dobbiamo avere cura di noi e delle persone che ci circondano, affinché le relazioni diventino luoghi abitabili. Avere cura, è diverso da prendersi cura, perché ci predispone all’accoglienza e di conseguenza diventiamo luoghi. Il tema dell’accoglienza rappresenta un faro che illumina il cammino della vita di ciascuno. Dobbiamo soffermarci ad ascoltarci, sempre. Questo romanzo prezioso è un viaggio nel viaggio, come dice la mia amica Laura con la quale ho condiviso la lettura.

«Finalmente, a prescindere dalla distanza che alimenta di bellezza me… sento qualcosa che è destinato a durare, a evolvere, ad aprire ad altro. Dove c’è spazio e presenza, dialogo e cura dell’altro. Dove le incomprensioni non nascono mai da un giudizio a priori e, così possono sciogliersi nell’ascolto. Sarà questo l’amore che funziona?».


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