16 Luglio 2024 21:36
Perché i film tratti da videogiochi non piacciono? - TheGiornale

Scena tratta dal film Uncharted con Tom Holland basato sul videogioco

A metà febbraio Uncharted ha debuttato al cinema e il risultato è stato uno: delusione totale. O almeno, questo è il parere di molte appassionate e appassionati di videogiochi che, sul web, non hanno dimostrato apprezzamento per il film. Una reazione del genere non è propriamente nuova quando si parla di film ispirati ai videogiochi. Ma come mai i film tratti da videogiochi non piacciono? Scopriamolo insieme!

Perché i fillm tratti da videogiochi non piacciono? Tom Holland è Nathan Drake nel nuovo film "Uncharted"
Tom Holland in Uncharted e il suo personaggio nel gioco, Nathan Drake

Il 15 febbraio (il 17 in Italia) è uscito Uncharted al cinema. Il film, diretto da Ruben Fleischer, vede Tom Holland e Mark Walhberg protagonisti di un’avventura basata sulle vicende tratte dalla saga videoludica omonima, che si compone finora di quattro capitoli principali. Il film è stato un discreto successo al botteghino (sono stati stimati 139 milioni incassati in tutto il mondo soltanto nel primo weekend di distribuzione nelle sale). Tuttavia, le recensioni non sono delle più lusinghiere: solo per citare qualche dato, su Rotten Tomatoes il film ha ricevuto un punteggio di 5,2\10. Guardando sul web, i commenti degli utenti appassionati di videogiochi non lasciano troppo spazio a interpretazioni: il film è risultato deludente.

Tuttavia, non è la prima volta che un film tratto da un videogioco incassa critiche negative. Ma a cosa possono essere dovute queste reazioni? Prima di vederle insieme, ci è utile esplorare due concetti molto importanti per capire in che contesto ci stiamo muovendo…

Film, libri e videogiochi: mezzi diversi, stesso universo

Oramai è abitudine vedere una storia che viene raccontata su media diversi, che, generalmente, arricchiscono di particolari la vicenda cominciata sul medium “originale”. Questo comporta il fatto che, per poter apprezzare appieno di tutte le sfumature di una stessa narrazione, occorre seguirla in modalità di fruizione molto diverse.

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Dei concetti di crossmedialità e transmedialità.

Film tratti da videogiochi: dal crossmediale al transmediale

Chiunque si intenda di narrazioni e storytelling, deve aver ben presente questi due concetti: crossmedialità e transmedialità. Nel primo caso, si intende una stessa storia che viene raccontata e declinati su più media, mentre nel secondo caso siamo sì di fronte a una storia che viene spalmata su più mezzi di comunicazione, ma ognuno di essi ha il preciso compito di apportare qualche elemento in più alla narrazione, arricchendola con eventuali sottotrame o nuove avventure. Questo è proprio il caso dei film tratti dai videogiochi.

Certamente dietro a queste scelte si nascondono delle logiche di marketing, ma non solo: poter raccontare una storia su più mezzi può, infatti, fare in modo che quella stessa storia venga conosciuta da un pubblico più ampio, consentendole di uscire dalla sua nicchia di riferimento originale.

Tra i prodotti transmediali vediamo proprio il film di Uncharted, che nasce come vero e proprio prequel della saga videoludica. Infatti, è lo stesso Fischer, regista del film, che in un’intervista ha affermato:

è quello che abbiamo cercato di fare con Uncharted, raccontando un capitolo della storia di Nathan Drake che nessuno aveva ancora visto nei videogiochi.

Un altro esempio è la saga di Star Wars, che è spalmata tra film, fumetti, serie tv e videogiochi. Tra l’altro, se ancora non hai visto almeno i film, qui ti lascio cinque motivi per farlo ora!

Per restare a tema “film basati su videogiochi”, ne costituisce un esempio degno di nota la saga di The Witcher. In questo caso, infatti, la storia comincia nei romanzi dell’autore polacco Andrzej Sapkowski per poi essere continuata nei videogiochi e arricchita di nuove vicende nella serie tv.

Henry Cavill come Geralt di Rivia nella serie tv tratta dal videogioco The Witcher
Henry Cavill e Geralt di Rivia a confronto. Fonte: Rolling Stone.

Ultimo esempio da citare, i film dell’MCU (Marvel Cinematic Universe): qui le storie dei film sono ampiamente attinte dal materiale letterario legato ai fumetti e che hanno trovato successo anche nella loro versione videoludica.

Alla luce di tutto questo, viene da chiedersi: dunque, perché i film tratti da videogiochi non piacciono?

Vediamolo insieme!

Era meglio il videogioco!“: 5 motivi per cui i film tratti dai videogiochi non piacciono

1. Il medium non funziona

Uno dei motivi per cui i film tratti dai videogiochi non piacciono è proprio il fatto che i media impiegati (videogiochi e film) possiedono codici e caratteristiche diverse, non sempre facilmente conciliabili. Infatti, i videogiochi presentano la fondamentale variabile dell’interazione diretta con la trama (è un gioco, appunto).

Quando giochiamo, siamo noi i veri protagonisti della storia. Siamo noi, infatti, che pendiamo le decisioni, affrontiamo i nemici, piangiamo e gioiamo con i personaggi che ci accompagnano lungo il percorso. Nei film tutta questa dimensione di interattività viene decisamente meno, rilegandoci a una posizione di semplici spettatori passivi.

2. La sceneggiatura non (sempre) funziona

Un altro motivo per cui i film tratti dai videogiochi non piacciono risiede nella sceneggiatura. Infatti, il tentativo di trasporre le scene che troviamo nei videogiochi nei film non è sempre una scelta vincente.

Secondo quanto riportato in questo articolo di Marco Giuliani, Why many video games film are bad, l’errore principale dei registi di questo genere di film sarebbe quello di concentrarsi principalmente sulle scene d’azione. Così facendo, il rischio è quello di riproporre cose già viste e magari anche realizzate decisamente meglio nei videogiochi (pensiamo, per esempio, alla saga di Tomb Raider…).

La cosa ideale sarebbe, invece, dare maggiore importanza agli elementi che compongono la storia in generale e che meriterebbero un maggior approfondimento sulla scena.

Inoltre, nei videogiochi possono accadere delle cose totalmente illogiche, ma che vengono comunemente accettate perché facenti parte della logica del mezzo (banalmente potremmo pensare: “massì, è un videogioco”). Al contrario, questi stessi espedienti in un film possono risultare totalmente grotteschi.

Un esempio al volo? Super Mario, idraulico italiano che salva principesse, lotta contro i draghi e… mangia funghetti per vivere.

3. C’è troppa trama

Questo potrebbe sembrare un motivo futile alla base del fatto che i film tratti da videogiochi non piacciono. Potremmo infatti domandarci: in che senso “c’è troppa trama”? Ebbene, i videogiochi si prestano bene ad avventure ben congeniate, con una trama anche molto corposa che viene sciorinata in diverse ore di gioco. E’ chiaro che in questo modo c’è tutto il tempo per aggiungere dettagli, colpi di scena, scene e situazioni che, invece, nel film vengono necessariamente condensate. Il risultato che si ottiene è una storia densa di particolari e di situazioni che non possono essere raccontate bene nel dettaglio come meriterebbero.

Peggio ancora, il rischio è quello che lo stesso pubblico non capisca del tutto perché certe cose accadono all’interno del film. E’ stato questo il caso del film di Assasin’s Creed, per il quale Wired ha anche dovuto spiegare la trama ai non addetti ai lavori.

Michael Fassbender nella locandina del film di Assassin’s Creed. Fonte: Vigamus Magazine.

4. Scelte del cast molto discutibili

Scegliere un cast che in qualche modo rispecchi i personaggi amati dai fan è più che mai fondamentale: lo è quando parliamo di personaggi tratti dai libri e vale lo stesso principio anche per i videogiochi! Per esempio, proprio nel caso del citato Uncharted, è stata criticata la scelta di ingaggiare Tom Holland per il ruolo di Nathan Drake, che nei videogiochi appare essere molto più maturo (come del resto anche Mark Whalberg nel ruolo di Sully non appare proprio calzante…).

5. Aspettative del pubblico altissime

Come per ogni evento mediatico, spesso e volentieri le aspettative sui film tratti dai videogiochi che, spesso e volentieri, hanno incantato milioni di persone sono altissime. Alla luce dei punti trattati sopra, è facile che il pubblico sia profondamente deluso dagli sceneggiati prodotti, magari perché si aspettava qualcosa di molto più simile ai videogiochi.

Non dimentichiamoci, infatti, che i principali spettatori di questo genere di film sono proprio loro… i videogiocatori (sì, ho controllato sul dizionario e si dice così in italiano. Non gamers).



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Perché i film basati su videogiochi non piacciono?

Insomma, per concludere, possiamo affermare che, in generale, i motivi per i quali i film tratti dai videogiochi non piacciono possono essere riassunti in cinque punti:

  1. I media sono differenti. Pensiamo, per esempio, al fatto che viene meno completamente l’elemento dell’interattività;
  2. Gli espedienti che funzionano nei videogiochi non necessariamente funzionano nei film;
  3. La trama, spesso complessa e spalmata su decine e decine di ore di gioco, viene condensata in due ore, andando così a perdere molti elementi fondamentali;
  4. Le scelte di casting sono spesso discutibili e non incontrano il favore del pubblico;
  5. Le altissime aspettative del pubblico;

Insomma, per quanto sia bello poter usufruire di una stessa storia su media differenti, alle volte bisogna fare i conti con logiche diverse che possono modificare il modo in cui ci approcciamo a quella stessa narrazione. Di conseguenza, una storia che potremmo aver amato in un videogioco, potrebbe non convincerci sul grande schermo o viceversa.

E comunque vi svelo un segreto: a me il film di Uncharted è piaciuto.

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