Robert Capa a colori in mostra a Torino

Robert Capa è finalmente arrivato a Torino con Capa in color, una mostra nuova in Italia che ripercorre la sua carriera attraverso i suoi scatti a colori più importanti. L’esposizione, allestita nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, raccoglie oltre 150 scatti, lettere personali e riviste d’epoca in cui furono pubblicate  le fotografie. 

Le immagini sono lì, basta catturarle.

Una prospettiva diversa sui lavori del “più grande fotografo di guerra”

Robert Capa, nato a Budapest nel 1913 e naturalizzato americano nel 1946, è considerato unanimemente il fotografo di guerra più famoso di tutti i tempi. È stato, assieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger, fondatore della Magnum Photos, l’agenzia di fotoreporter più importante di sempre, nata proprio da un’idea di Capa stesso.

Diversi suoi scatti hanno contribuito a scrivere la storia della fotografia, primo fra tutti l’iconica immagine Il miliziano colpito a morte, scattata nel 1936 durante la guerra civile spagnola. Sono molto meno conosciute, invece, le sue immagini a colori.


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Ciò che molti non sanno è che Capa a partire dal 1938 iniziò a testare l’uso del Kodachrome, il primo rullino a colori. Le sperimentazioni, nonostante inizialmente questo tipo di fotografie fosse difficilmente commerciabile, durarono lungo tutta la sua carriera. La sua ostinazione nel produrre anche queste immagini nonostante la scarsa richiesta e i lunghi tempi di elaborazione e stampa ha dato vita ad una produzione meno nota ma decisamente non meno rilevante.

La mostra trasmette un’immagine a tutto tondo del fotografo. L’uomo d’azione, il reporter di guerra della famosa frase “se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino“, ma non soltanto. Troviamo anche e soprattutto un uomo di mondo, abituato alle belle donne e alle frequentazioni celebri, e una persona dalla mille idee, dalla Magnum Photos fino al progetto Gen X.

Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita.

Capa in color, Robert Capa a colori a Torino

In questa esposizione le fotografie di guerra sono una minoranza. Le prime immagini provengono da alcuni servizi scattati nel 1938 in Cina e durante la seconda guerra mondiale, ma già a partire dalla seconda sala la tematica cambia.

Sono gli anni dei dopoguerra, dell’ottimismo, dei reportage sullo stile di vita americano e sulle località internazionali alla moda. Si alternano pochi servizi inerenti la geopolitica, fra Unione Sovietica, Marocco e un’Israele ancora agli albori, a immagini più patinate della bella vita dell’epoca.

Uno dei reportage di maggior successo è sicuramente quello che rappresenta le vacanze nelle stazioni sciistiche in voga nel 1949 tra Francia, Austria e Svizzera. Gli scatti ritraggono ricchi turisti americani e celebrità del calibro di Billy Wilder e del principe d’Olanda in atteggiamenti informali e rilassati, mentre si dedicano a sci e divertimenti.


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A seguire, le vivaci immagini delle località balneari francesi di Deaville e Biarritz, i salotti buoni della “Roma eterna” pre-dolce vita, la Parigi città dell’amore e di Montmatre, nonché diversi set cinematografici, da “La Rosa Nera” di Orson Welles a “Viaggio in Italia” di Rossellini.

Molto interessante anche il suo lavoro per il progetto della Magnum “Generazione X“, in cui i ritratti di ragazzi provenienti dai cinque diversi continenti sono stati affiancati a delle approfondite interviste sui loro sogni, pensieri e desideri.

La mostra termina con l’ultimo viaggio di Capa, quello in Indocina, dove nel 1954 perse la vita calpestando una mina.

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Una nuova mostra per i Musei Reali: «La verità è l’immagine migliore, la miglior propaganda. Con questa frase celebre, Robert Capa afferma l’importanza del mezzo fotografico come arma di testimonianza e di denuncia. Noto universalmente come figura emblematica del fotoreporter di guerra, Capa documentò in bianco e nero i principali conflitti del Novecento, dalla guerra civile spagnola alla Seconda Guerra Mondiale, dal conflitto arabo-israeliano alla prima guerra di Indocina. Sperimentò l’uso del colore mentre si trovava sul fronte della seconda guerra sino-giapponese, nel 1938, e si avvicinò al cinema intervenendo in una pellicola prodotta da Luis Buñuel (Spagna 36) o quale fotografo di scena sul set del film Notorious, diretto da Alfred Hitchcock, che gli consentì di introdurre al neorealismo di Rossellini l’amata Ingrid Bergman. Un’estetica calata nella realtà e un uomo sempre pronto a misurarsi con le miserie, il caos e la storia, fino alla morte avvenuta nel 1954 in Vietnam, mentre scattava una foto». Condividiamo le parole di Enrica Pagella per ricordarvi che da domani, sabato 26 settembre, la mostra Capa in Color vi attende nelle Sale Chiablese: oltre 150 immagini a colori, lettere e riviste raccolte nell'esposizione presentata da ICP-International Center of Photography e prodotta insieme al nostro museo e alla Società Ares. Per info e prenotazioni: link in bio o www.capaincolor.it _ Photo Credits: Daniele Bottallo per i Musei Reali _ #capaincolor @icp #museirealitorino #salechiablese #newexhibition #turin #mostra @mibact @museitaliani #magnumphotos @magnumphotos #robertcapa #capa #photography #photographer #photographylovers #photoreporter #photoreportage #fotografia #grandifotografi #maestridellafotografia #famousphotographer @agcultnews @abbonamentomuseipiemonte @coopculture_it @turismotorino @cameratorino @lavenariareale @palazzomadama

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Una retrospettiva ricca di fascino

I Musei Reali di Torino non ci offrono solo la possibilità di ammirare i lavori di Capa a colori, ma ci regalano anche una visione alternativa a quella più nota del “reporter di guerra” e “maestro del bianco e nero”.

Questa retrospettiva presenta dei veri e propri racconti, degli spaccati di vita. A volte lo sguardo è ironico, come nel caso delle fotografie scattate a Picasso, altre più serio e critico.

Il risultato è una visione ampia e sfaccettata della vita dal 1938 al dopoguerra, un ritratto della società dell’epoca elegante e ricco di fascino.

Da anni dialogo con re, contadini e commissari e li fotografo, e ho finito col convincermi che la curiosità, insieme con la libertà di viaggiare e con le tariffe economiche, sia più di quanto vicino alla democrazia esista nella nostra epoca – forse la democrazia, dunque, è il turismo.

Informazioni pratiche:

Dov’è la mostra di Robert Capa? Torino, Musei Reali, Sale Chiablese

Quand’è la mostra di Robert Capa? Dal 26 settembre 2020 al 31 gennaio 2021

Quali orari vengono seguiti? Dal martedì al venerdì: 10.00 – 19.00

Sabato e domenica: 10.00 – 21.00

Sito internet: Musei Reali Torino

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