Statue più belle di Torino: le 10 da vedere e conoscere

Ritengo la mia città incantevole dal punto di vista artistico; tra residenze barocche e raffinato stile liberty possiamo ammirare alcune delle statue più belle di Torino tra le vie simmetriche della città. Torino fa parte del triangolo della magia nera insieme a Londra e San Francisco e di quella bianca con Lione e Praga, rendendola così importante vertice energetico.

statue più belle di Torino
Monumento ai cavalieri d’ Italia – Piazza Castello

Le 10 statue più belle di Torino in un tour per le vie del centro

Tutte le città hanno i loro monumenti caratteristici. Conoscere la storia di una città attraverso le sue statue ci fa capire i risvolti storici e culturali del luogo, soprattutto sapendo le varie e stravaganti curiosità dietro al loro significato. Abbiamo in totale 222 composizioni, analizzeremo insieme 10 delle statue più belle e significative della città, tra storia magia e attualità.

1 e 2 • Po e Dora Riparia – Piazza CLN

Le due fontane gemelle in marmo che rappresentano allegoricamente i due fiumi torinesi con le sembianze di un uomo barbuto e una donna formosa realizzate da Umberto Baglioni nel 1936, che hanno anche il significato esoterico del Sole e della Luna, sono state scenario della pellicola horror più famosa di Dario Argento, Profondo Rosso. Chi di noi passando di lì non ha pensato almeno una volta a quel film?
Dopo anni di incurie sono state restaurate e risanate nel 2005.

3 e 4 • Fede e Religione – chiesa Gran Madre di Dio

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Tra le mie statue preferite di Torino. Opere di Carlo Chelli, sono le statue più cariche di mistero della città, poste ai lati della chiesa. Punto focale della magia bianca, la Fede solleva un calice mentre con l’altra mano tiene un libro aperto, la Religione sorregge una croce e ha un triangolo sulla fronte, che rappresenta lo sguardo onnisciente di Dio. La leggenda narra che le statue mostrerebbero il luogo dove si nasconde il Sacro Graal. Sicuramente un luogo pieno di energia. Vi consiglio di salire la scalinata quando i cancelli della chiesa sono aperti ammirando le statue da dietro e l’incredibile visuale su piazza Vittorio Veneto.


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5 • Fontana Angelica – Piazza Solferino

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Altro luogo simbolo della magia bianca in città, opera di Giovanni Riva del 1929. Le quattro figure scultoree raffigurate sulla fontana sono ispirate alle quattro stagioni: Primavera ed Estate sono figure femminili e rappresentano sia l’aspetto più sacro che quello più profano dell’amore. 
Autunno e Inverno, dalle sembianze maschili, rappresentano Boaz e Joaquim, i due leggendari guardiani delle Colonne d’Ercole che segnavano i confini del mondo, e delle due colonne del Tempio di Salomone replicate all’interno di tutte le logge massoniche. La composizione è ricca di dettagli concettuali e anche qui troviamo ricorrente a colpo d’occhio il simbolo del triangolo.

6 • Monumento al traforo del Cenisio-Frejus – Piazza Statuto

Sorge imponente al centro di una delle piazze che ha segnato la mia adolescenza, il monumento realizzato da Luigi Belli nel 1879 la cui struttura piramidale è composta da grandi pietre che provengono direttamente dal Traforo del Frejus. In cima troviamo un Genio Alato nero che portava sul capo una stella a 5 punte rovesciata, rimossa durante un restauro nel 2013 per l’esplicito significato esoterico.


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Sui massi della fontana ci sono le statue di alcuni Titani sconfitti. Luogo simbolo della magia nera torinese, che delimitava la fine della città e il luogo delle esecuzioni, non scelto a caso ma perché estremamente a occidente, dove il sole scompare e iniziano le tenebre. Si sviluppano attorno al monumento delle interpretazioni da brivido che credono che la statua simboleggi Lucifero, l’angelo esiliato. C’è sempre un grosso divario tra realtà storica e leggenda popolare, ma indubbiamente questa composizione è poesia per gli occhi.

7 • Fontana dei 12 mesi – Parco del Valentino

A mio avviso tra le statue più belle di Torino. Progettata da Carlo Ceppi nel 1898 in occasione dei 50 anni dello Statuto Albertino, è un mix di stile liberty e rococò. Si trova a sud del Parco del Valentino ed è composta da un vascone circondato da 12 statue che rappresentano ognuna un mese dell’anno. Anche qui si sviluppa una curiosa leggenda attorno a questa imponente opera: sarebbe il luogo in cui Fetonte, figlio del Dio del Sole, cadde dopo essersi impadronito del carro del padre.


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Grazie alla sua ubicazione, alla struttura e alla leggenda a cui è legata, questa fontana è indubbiamente un luogo molto romantico e suggestivo; io personalmente mi fermo sempre a fare qualche foto quando mi trovo da quelle parti, mi rilassa molto vederla dalle varie prospettive.

8 • Monumento a Emanuele Filiberto – Piazza San Carlo

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Il Caval ‘d brôns è sicuramente la statua equestre più famosa di Torino e si trova al centro della piazza più raffinata della città. Realizzata da Carlo Marocchetti nel 1838 sotto la commissione di re Carlo Alberto che voleva una statua con lo stile parigino dell’epoca, raffigura il più grande condottiero dei Savoia: Emanuele Filiberto.
Anche qui un curioso aneddoto: secondo la teoria delle statue equestri, se il cavallo è rampante il condottiero è morto da eroe in battaglia, se ha solo una zampa sollevata significa che il cavaliere è morto in seguito per le ferite riportate durante il combattimento, se tutte le zampe sono a terra è morto per cause naturali.
La statua in questione ha una zampa sollevata, ma la causa della morte di Emanuele Filiberto fu la cirrosi epatica, non di certo conseguenza delle sue imprese eroiche.

9 • Monumento a Vittorio Emanuele II – largo Vittorio Emanuele II

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Dedicata al primo re d’ Italia e voluta dal figlio Umberto I, il monumento in bronzo e granito è opera dell’architetto Pietro Costa. Dopo anni di lavori travagliati venne inaugurato il 9 settembre 1899, a vent’anni dalla morte del re con grandi festeggiamenti annessi. La scultura bronzea è sorretta da quattro colonne doriche ed è alta in totale 39 metri, visibile infatti anche a grande distanza. Alla base troviamo quattro statue che rappresentano l’Unità, la Libertà, la Fratellanza e il Lavoro. Fatto curioso è che il monumento volge le spalle a occidente, alla Francia, a disprezzo dei cugini d’oltralpe e ai vari compromessi politici che i Savoia dovettero subire per ottenere l’indipendenza del Regno d’Italia.

10 • Eco in via Giuseppe Verdi 39

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Oltre a tanta storia, campeggia per le vie del centro anche l’opera scultorea contemporanea di Marc Didou, artista francese, installata nel 2001 davanti a Palazzo Nuovo. Dal forte valore simbolico rappresenta due volti, uno rovesciato e uno dritto, mentre urlano con le mani posizionate vicino alla bocca per ampliare il suono; infatti la statua racchiude un originale sistema idrico attraverso il quale è possibile avvertire il suono evocativo dei fiumi più importanti di Torino, il Po e la Dora.


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L’opera vuole far riflettere sul sovraccarico delle informazioni alla quale tutti noi siamo soggetti ad opera dei media, facendo vacillare a volte la realtà. Infatti se l’opera la si guarda da lontano risulta piatta, come vista attraverso uno schermo; avvicinandosi e guardandola da tutte le prospettive acquisisce forma, tridimensionalità e concretezza.

Torino vista attraverso le sue statue più belle.

Abbiamo fatto insieme una passeggiata ammirando le statue più belle di Torino. Tra contraddizioni, leggende e pilastri storici queste opere rappresentano le mille sfaccettature della città. Ci passiamo sempre accanto e per abitudine non le osserviamo neanche, adesso le vedremo con occhi diversi sapendo il vero significato e le curiosità che si celano dietro alla loro figura.

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