5 influencer ecosostenibili che dovresti seguire prima di subito

Per prendere coscienza dell’ambiente, e su come salvaguardarlo, non è mai troppo tardi. Ecco perché Instagram può essere un ottimo alleato, suggerendoci 5 influencer ecosostenibili che dovresti seguire per partire con il piede giusto. Da Greta Thunberg alle influencer nostrane ecco di chi parliamo oggi

1. Greta Thunberg

Ormai arrivata a 10,3 milioni di follower, Greta Thunberg, si posiziona prima fra le 5 influencer ecosostenibili che dovresti seguire. Non conoscerla non si può, a soli 16 anni è riuscita a far scioperare migliaia di scuole nel mondo per il cambiamento climatico. Vi ricordate quando è stata qui a Torino per il Friday For Future?
Il fatto che una ragazza così giovane sia arrivata in soli due anni ad essere leader mondiale con la sola forza della sua motivazione, è un esempio per tutte noi.

Non solo i personaggi pubblici, ma anche le persone comuni si stanno muovendo per fermare l’inquinamento e il disastro ambuentale. Soprattutto attraverso i social, e in particolare Instagram, i cosiddetti green influencer hanno iniziato a condividere non solo opinioni e informazioni, ma soprattutto le loro scelte quotidiane nel segno della sostenibilità che possono realmente aiutare l’ambiente e ispirare tutti noi.


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2. Bea Johnson

Bea Johnson aka @zerowastehome, si anno vera nella lista dei 5 influencer ecosostenibili che dovesti seguire per, e soprattutto, essere stata tra i primi, se non addirittura la prima, a condividere sui social come ridurre e azzerare gli sprechi a casa.
Hai letto  “Zero Waste Home”? Ecco è proprio il suo bestseller che propone soluzioni domestiche a impatto zero ambientale per risparmiare tempo, denaro ed energie.

Basta contenitori di plastica a casa, saponi fai da te al posto di detersivi troppo chimici e la giusta frutta e verdura da comprare. Tutte queste informazioni le potrai trovare nel suo profilo Instagram e ogni giorno avere nuove idee su come limitare lo spreco e riciclare quella vecchia bottiglia di vetro.

3. Lisa Casali tra i 5 influencer ecostostenibili che dovresti seguire

Tranquilli, ci sono anche quelli italiani. Come lei, Lisa casali, è stata top green influencer nel 2019, si occupa dei rischi dell’inquinamento, ma soprattutto di cucina sostenibile.
Ci pensate a quanto cibo venga sprecato? La causa è la troppa offerta di alimenti rispetto alla richiesta. E ancora sai quanta acqua ci va per far crescere un avocado? Più di quanto ti aspettassi.
Anche questi accorgimenti sono fondamentali per ridurre lo spreco, non solo il controllo sulla plastica o l’acqua.


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Lisa è testimonial del Wwf per l’alimentazione a basso impatto ambientale e ambasciatrice per b (Marine Stewardship Council) per la pesca sostenibile.
Il suo obiettivo è quello di contribuire a ridurre gli sprechi partendo dal cibo. Il suo profilo Instagram è ricco di interessanti spunti per la vita di tutti i giorni. 

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4. GGalaska fra le 5 influencer ecosostenibili che dovresti seguire

La quarta influencer che vi presento oggi è tutta di casa nostra. Si, perché @ggalaska aka Giorgia è Torinese doc. L’ho conosciuta qualche anno fa ad evento e da lì ho visto il suo cambiamento verso il green. Visto? Quando vi dico che non è mai troppo tardi per salvare il mondo, non dico bugie.

Ha molto a cuore tutto ciò, che a 360°, riguarda l’ambiente. Dalla battaglia al plastic free, alla salvaguardia delle api e al mangiare sostenibile.
Il caratteri pre-impostati di Instagram le stava stretti e così ha deciso di aprire un blog per, come dice lei, determinare consapevolezza in se stessa e poi negli altri.

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A volte sono le cose più piccole a fare la più grande differenza. ♻️⁣⁣ ⁣⁣ Spesso ho l’impressione che divulgare sulla sostenibilità ambientale qui sopra stia dando i suoi frutti. Altre volte, invece, mi pare che il mio impegno per la causa sia una goccia d’acqua in un oceano. Ecco, magari insignificante per molti, ma fondamentale per me.⁣⁣ ⁣⁣ Per quanto ottenga risultati parlare di alternative plastic free o vestiti eco-friendly – siamo a sinceri, la plastica è SOLO la punta dell’iceberg – non riesco a togliermi dalla testa l’idea di voler fare di più. Cercare di fare meglio. Di spingermi oltre. ⁣⁣ ⁣⁣ Sento un carico addosso che non mi ha messo nessuno, se non io stessa. Però non posso far altro che assecondare il mio istinto autodistruttivo e andare avanti. ⁣⁣ ⁣⁣ Mi gonfio e mi sgonfio come un palloncino. Sono in crisi il 90% del mio tempo e ho paura che alla fine non freghi un cazzo a nessuno se parlo o se sto zitta.⁣⁣ ⁣⁣ Attenzione: I’m not fishing for compliments. Non voglio nessuna pacca sulla spalla o incoraggiamento alcuno. Voglio semplicemente che qualcosa cambi.⁣ ⚠️⁣ ⁣⁣ Credo in tutto quello che comunico e pubblico qua sopra. Sia che si tratti di un consiglio di acquisto o un monologo sui diritti umani calpestati in agricoltura. E spero ci crediate anche voi. In me. In questo. In voi stessi. E nella possibilità di un cambiamento.⁣⁣ ⁣⁣ Buona riapertura e buon inizio ripresa, sperando che sia sostenibile e che non si getti fin da subito tutto alle ortiche 🌿

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5. Carotilla_ ovvero Camilla Mendini

Anche la moda è e dovrebbe essere sostenibile. Infatti, per la salvaguardia del mondo non basta pensare a ridurre la plastica o a chiudere il rubinetto, ma ci si dovrebbe concentrare anche su come e dove vengono cuciti i vestiti, ad esempio quelli delle catene del fast fashion.

Chi si occupa di ciò è Camilla Mendini è nata a Verona, ma vive a New York da qualche anno.
Ama definirsi con la parola “sostenibilità“. Creatrice del brand Amorilla Clothing, e attraverso i suoi profili social ha iniziato a far conoscere la linea di abiti spiegando perché è meglio indossare un capo sostenibile e quanto le nostre scelte, anche nel vestirci, devono essere fatte in maniera attenta e consapevole per non avere un impatto negativo sull’ambiente.  E’ stata eletta tra le 10 Top Italian green Influencer del 2019 con la menzione speciale per Lifestyle.

Con i suoi vestiti vuole far conoscere l’artigianato e la produzione locale, le quali raccontano storie diverse. Ha intensione far capire alle persone la pericolosità di alcuni passaggi della moda, come la sabbiatura dei jeans o l’uso di colori chimici nella tintura delle stoffe.


Leggi anche: Lotta al cambiamento climatico: il 2020 sarà l’anno decisivo?


Ora, non ti resta che scattare con i pollici e correre su Instagram così da iniziare ad acquisire la consapevolezza giusta per attuare piccole pratiche, che nonostante possano essere gocce nell’oceano, serviranno a qualcosa.

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Autore dell'articolo: Margherita Tolosa

Sto frequentando Comunicazione, ICT e media a Torino.Cacciatrice di cose belle, appassionata di shopping e pioniere della parte stravagante. Se vuoi vedere le mie foto cercami su Instagram come: ceunfottutoutenteconquestonome

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