LA BUONA NOTTE di Rab – Eppure

Eppure

Eppure mi sono lavato i denti così tante volte, ancora ho il gusto di te, stampato sul palato.Sei incastrata, come un popcorn tra i denti, costringi la mia lingua a passarci sopra.

Eppure, mi avevano detto che sarebbe andata male, ho sorriso, perché le sfide si devono affrontare, ho sorriso più forte, perché eri la volta che sarebbe andata bene.

Allora, la pelle ha tremato forte, dentro le ossa che non si sapevano più spostare. Paradossale, tremano e non si riescono più a muovere. Un po’ come la prima volta che ci siamo riusciti a baciare.

Ricordi?

Eppure il Natale mi avevano detto che arriva una volta sola all’anno, per me arrivava ogni volta che tu eri sotto casa mia. Pura follia.

Il regalo più bello d’abbracciare, il sorriso che diventa come il letto, sempre da rifare.

Allora, ho chiuso gli occhi, sotto i colpi dei tuoi baci, dentro quei mi piaci, sono inciampato sorridendo perché ero distratto dal tuo modo di parlare, in disordine come i tuoi capelli che a posto non sanno mai stare.

Incastrati, dentro la mia barba.

Persi, tra le nostre labbra.

Eppure avevano ragione, gli altri, non sbagliano mai. Perché il popcorn poi lo riesci a levare, come le mutande prima di scopare. Come i punti, cicatrici che ti ricordano quanto ti sei fatto male. Fin dentro le ossa, rotte, come le mie labbra senza le tue.

Eppure c’è il sole, nelle mie strade buie, le vie che erano solo mie, ora sono le nostre, per sempre tue.

Allora ci sei, anche se non so più che sapore hai.

Perché quei baci poi, non li dimenticherai mai.

 

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Autore dell'articolo: Rab

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