LA BUONA NOTTE di Rab – Splendido disagio

Splendido disagio

Ehi tu, t’ho vista sai? Che eri lì a cercare di nascondermi i tuoi occhi. Ti ho beccata, che volevi scappare con la refurtiva, con il mio cuore tra le tue mani. Ed ho notato anche cosa ti porti dentro, splendido disagio che non sei altro.

Non mi chiedere come abbia fatto, certe cose non vanno spiegate, sono fatte solo per essere vissute. Ed io non ti chiederò più di non avere paura, ora che mi stai stringendo le mani. Ora che la notte arriva a guardarci, e tu mi chiedi di restare. Dove altro potrei desiderare di andare a sognare?

Se non accanto a te, che hai fatto di tutto per nasconderti. Tu, che poi hai fatto esplodere il tuo cuore dentro il mio. Come hai fatto finora? A non farti trovare da nessuno. A correre così forte da non farti raggiungere, a scappare persino da te stessa. Come hai potuto?

Insegnamelo perché un domani se mai dovessi avere di nuovo paura di tutto, io macinerò la mia esistenza per venirti a cercare di nuovo. Per scovarti, come si fa con i posti bellissimi nei quali vogliamo assolutamente ritornare.

Insegnalo al mio cuore, infettalo con la bellezza delle tue parole che lo sanno placare rendendolo agitato. Ossimoro. Oh si, muoio. Se non bacio quel disagio splendido che fatica ad uscire dalle tue labbra mentre provi a non dirmi che hai paura.

Sei come una lettera scritta a matita e mai consegnata, rarità che va vissuta per impedire al tempo che la renda sciupata. Sono la busta, che vuole proteggere ogni tua lacrima che andrà versata. Siamo il connubio, il bacio tra ciò che splende e ciò che mette a disagio.

E l’amore è troppo bello per essere unico, tutti provano a copiarlo, ed io con te voglio vivere questo fantastico plagio.

Tu, mio splendido disagio.

 

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