Milan, che disastro! Dov’è finita l’anima del Diavolo?

Era iniziata bene l’estate rossonera, nonostante i tanti, tantissimi dubbi e le poche certezze. Tanti dubbi perché dopo più di 30 anni passati fra grandi acquisti, grandi vittorie e soprattutto tanti titoli era difficile, se non impossibile immaginare un Milan senza Berlusconi.

Milan presentazione nuova società
Il nuovo Milan Cinese presentato in conferenza.

 

Ma si sa, nel calcio i grandi cicli iniziano, si vivono intensamente e poi finiscono. Eravamo ormai arrivati al limite: ultimo campionato vinto nel 2011; campagne acquisti basate ormai solo su parametri zero e su giocatori di livello mediocre; completo distacco fra tifoseria e società con la tifoseria che più volte ha ribadito la sua posizione contraria alle mosse operate dall’ormai ex “Condor” e Ad rossonero Adriano Galliani. Ecco che allora una ventata d’entusiasmo arriva dall’estremo oriente, con diverse cordate che ormai da anni si contendono l’acquisto del club di Milano. Finalmente nel giugno di quest’anno arriva la fumata bianca. I dubbi riguardano gli acquirenti: non si sa , o meglio non si riesce a capire chi effettivamente ci sia dietro questa cordata e quante garanzie abbia da fornire al popolo rossonero. Che fine farà il buon vecchio Diavolo rossonero?

Il Milan dei grandi acquisti e le aspettative

A smentire qualsiasi dubbio la campagna acquisti è faraonica, sin dai primi giorni di mercato. Non si vedevano così tanti acquisti di qualità dai tempi di Nesta, Cafù, Seedorf, Inzaghi & Co. I nuovi innesti sono ben 11, mirati, nei ruoli in cui da anni si faticava a far bene: sono stati comprati due terzini di qualità, due centrali oltre Romagnoli, il mediano che imposta il gioco, due punte. Il mercato è stato fatto con cura e con particolare attenzione nel creare un mix di giocatori giovani e di grandi prospettive (vedi Kessiè, Conti, Calhanoglu, Andrè Silva, ed il rinnovo “particolare” di Gigio Donnarumma) , affiancati da gente che conosce bene il calcio italiano e che ha esperienza internazionale (Bonucci, Musacchio, Biglia, Rodriguez, Kalinic, Borini), per far tornare grande dopo ormai 6 anni dall’ultimo trionfo il Diavolo. L’inizio di stagione è uno dei più caldi degli ultimi 10 anni , basti pensare che alla prima in casa nel primo preliminare di Europa League contro il Craiova, San Siro è vestito dalle grandi notti europee con ben 65.000 spettatori.

 

 

C’è grande attesa e grande entusiasmo attorno alla squadra, gli obiettivi sono chiari : arrivare tra le prime 4 in Serie A e provare a vincere l’Europa League ; insomma il prossimo anno il Diavolo deve tornare in Champions League a tutti i costi anche per questioni legate al Fair Play Finanziario. L’acquisto di Bonucci, futuro capitano del nuovo corso e leader indiscusso della retroguardia del Milan da una delle rivali storiche per più di 40 milioni di euro, fa scalpore certamente, ma fa sognare eccome i tifosi . Parliamo di uno dei difensori centrali più forti al mondo (secondo solo a Sergio Ramos e Thiago Silva probabilmente), che nella Juventus ha fatto vedere cose strabilianti .

I fantasmi del passato che turbano il Milan del futuro

L’inizio di stagione è buono. Il Milan ottiene una facile qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League, eliminando Craiova prima e Shkendija poi, e passando agevolmente alla prima di campionato in casa del Crotone per 0-3. Per le prime giornate il Diavolo mantiene bene il passo delle grandi pur non mostrando un ottimo gioco di squadra. Tutto ciò è comprensibile visto che i 9/11 della formazione titolare sono giocatori nuovi. Le prime difficoltà vengono fuori nel match contro la Lazio (4-1 per i biancocelesti all’Olimpico), ma soprattutto dopo la sconfitta a Genova con la Sampdoria a cui seguiranno una rocambolesca vittoria per 3-2 in Europa League con il modesto Rijeka, la sconfitta in casa per 0-2 con la Roma e la sconfitta nel Derby Cinese con l’Inter per (3-2 in cui per tutto il primo tempo il Milan è stato assente ingiustificato) . La crisi, ormai profonda, è stata avvertita da tutta la tifoseria di fede rossonera giovedì 19 ottobre, dove a San Siro i giocatori del Milan sono usciti di scena con i fischi del pubblico, dopo uno scialbo 0-0 contro l’AEK di Atene seguito dal pareggio sempre in casa contro il Genoa di Mr. Juric a soli 5 punti ed in lotta per non retrocedere. Un bottino di 13 punti in 9 gare, -12 dalla vetta, già -9 dall’obiettivo minimo.

Il simbolo della crisi del Milan

E’ arrivato circondato da un’ondata di entusiasmo pazzesca come il difensore più pagato della storia del Club. Il record precedente era detenuto da un certo Alessandro Nesta, pagato 31 milioni nel 2002 dalla Lazio. Leonardo Bonucci è stato pagato ben 10 milioni in più di Nesta , gli è anche stata affidata la fascia di capitano per la sua esperienza internazionale, per il suo carisma all’interno dello spogliatoio. E’ l’uomo che avrebbe dovuto “spostare gli equilibri” più di qualunque altro acquisto. Ed è lui stesso, con ogni probabilità, il simbolo di questo Milan che fatica a trovare la sua quadratura definitiva per fare il salto di qualità, sia nel sistema di gioco, che negli interpreti. Tante le delusioni parlando dei singoli giocatori. Iniziando da Kessie, reduce da un’ottima prima stagione in Serie A con l’Atalanta versione Europa, continuando con Calhanoglu, di cui Montella non riesce a capire ancora l’esatta collocazione in campo, e Andrè Silva che fatica a trovare il gol nel nostro campionato, complice anche uno scarso minutaggio.  Uno su tutti pero, sta diventando il capro espiatorio per i tifosi , ed è proprio il capitano . E ci sta, perché da lui ci si aspettava molto di più, sia in termini di qualità che quantità. Alla Juventus era quello che faceva partire il gioco dalle retrovie, il difensori dai piedi buoni, che salvava con interventi miracolosi le partite e segnava gol pesantissimi. Si parlava della BBC (ora Buffon, Barzagli e Chiellini) orfana del suo leader Bonucci che in quella difesa a 3 sembrava il padrone incontrastato. Tanti episodi ormai pesano sulla schiena del capitano rossonero come un macigno in questa stagione: gli errori nella sconfitta con la Lazio (tripletta di Immobile, suo diretto avversario), l’errore clamoroso con la Sampdoria, gli errori nel Derby sui due gol di Icardi (tripletta anche per lui), e ultima ma non per importanza, l’espulsione rimediata dopo meno di 30 minuti nell’ultima partita del Diavolo contro il Genoa. Episodio chiave questo per spiegare il momento del capitano del Milan perché riflette lo stato d’animo del giocatore e probabilmente di tutta la squadra: la frustrazione. Frustrazione perché rifila una gomitata del tutto inutile e violenta a Rosi, lasciando la sua squadra in 10 uomini per 70 minuti e perché salterà almeno le prossime due gare: Chievo e Juventus!

 

 

Che ne sarà del povero e vecchio Diavolo? E’ ancora in fase di rodaggio?Ingranerà prima o poi? Oppure continuerà il declino di una squadra sulla carta attrezzata per competere tre le prime 4 d’Italia? Riusciremo in tempi brevi a vedere il Milan dove gli spetta?

 

Milan campione d'Europa 2007
Milan campione d’Europa 2007.

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Autore dell'articolo: thegiornale.it

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