13 Luglio 2024 6:13

Negli ultimi anni, nella scena politica italiana si sono imposti in maniera prepotente i partiti populisti, dominandola quasi completamente.

Per comprendere al meglio di cosa si stia parlando, è necessario descrivere le caratteristiche di quello che si definisce POPULISMO: l’ enciclopedia Treccani lo definisce come “termine utilizzato per designare movimenti politici, sviluppatisi nel corso del ventesimo secolo, dove si trova una rappresentazione idealizzata del popolo e, un’ esaltazione di quest’ultimo come portatore di valori positivi, in contrasto con i difetti e la corruzione dell’élite”.

Quali sono i partiti populisti più votati nel Bel Paese?

Sicuramente il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord i quali, rispettivamente alle ultime elezioni amministrative si sono portati a casa una percentuale di preferenze pari a  29.6%, nel primo caso e, 11,7% nel secondo.

Esaminando il “caso” Lega Nord, con il passaggio del testimone da Umberto Bossi al leader attuale Matteo Salvini, molti sono stati i cambiamenti che si sono potuti notare, soprattutto dal punto di vista comunicativo; il nuovo leader, ha imposto una comunicazione soprattutto basata sui social network, risultata sicuramente vincente visto i risultati ottenuti.

Il Movimento 5 Stelle dal momento della sua nascita, il 4 Ottobre 2009, ha sempre fatto del World Wide Web il suo punto di forza; la domanda che ora viene naturale porsi è: “quanto influisce il web e quanto influiscono i social network in questa nuova politica 2.0?”.

Risulta innegabile il fatto che ora per un politico, rispetto a vent’ anni fa, tutto sia molto cambiato; quello che prima poteva essere un comizio in piazza, ora è prevalentemente un comizio sulla sua homepage Facebook e Twitter, questo perché questi nuovi strumenti gli permettono di raggiungere molte più persone in molto meno tempo, con un minor spreco di energie.

partiti populisti

Il “NUOVO POLITICO”, come il “nuovo uomo comune”, si nutre dei “mi piace” altrui, scatenando così la “GUERRA DEI LIKE” i quali, spesso, non rispecchiano però le percentuali di voto effettive riscosse durante le elezioni.

partiti populisti

Esaminando le pagine Facebook delle tre figure politiche italiane di maggior spicco in Italia oggi,  possiamo facilmente notare la discrepanza tra le percentuali di voto effettive riscosse e, le preferenze riscosse online; in testa, con il maggior numero di like presenti sulla sua pagina, troviamo Matteo Salvini, con 1.830.478 pollici alzati. Segue Alessandro Di Battista, con 1.340.196 like e, per finire, troviamo il segretario del PD, Matteo Renzi, a quota 1.086.505.

Scenario completamente differente invece, quello riguardante le preferenze riscosse dai Partiti dei tre leader sopracitati; vince la gara di like il MS5 con 1.069.299 preferenze virtuali, a cui segue la Lega Nord con 333.972 like e, medaglia di bronzo al PD con “soli” 202.447 pollici alzati.

Come possiamo vedere, è uno scenario totalmente differente dai risultati elettorali riscossi dai Partiti nella vita “reale”.

Ma cos’ ha portato al dilagare di questi partiti populisti oggi?

Come la storia insegna, i partiti populisti hanno avuto il loro picco di successo durante periodi economici e sociali non favorevoli, nutrendosi del malcontento del popolo e, proponendosi come alternativa reale all’ élite politica esistente, incolpata di essere responsabile dei problemi esistenti.

Il web ha sicuramente creato una cassa di risonanza negli ultimi anni, sviluppando ancora di più il successo di questi ANTIPARTITI, portandoli come abbiamo visto, a un boom nelle ultime elezioni amministrative.

Dalle ultime elezioni comunali però, qualcosa sembra sia cambiato; i movimenti populisti hanno perso terreno, a favore dei partiti “classici” di élite.

Che sia stato solo un fuoco di paglia?

Che la guerra dei social network non riscuota più successo nella vita reale?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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