Dove mangiare la bagna cauda a Torino: 5 indirizzi per il 2026
Filosofia di Cucina 5 Novembre 2026

Dove mangiare la bagna cauda a Torino: 5 indirizzi per il 2026

Quando a Torino arriva la nebbia, arriva anche lei: la bagna cauda. Aglio, acciughe, olio e un fornelletto acceso al centro del tavolo. Abbiamo scelto cinque indirizzi dove mangiare la bagna cauda a Torino nel 2026, dalle trattorie storiche a chi la reinterpreta, con le date del Bagna Cauda Day e qualche consiglio per non arrivare impreparatə.

La bagna cauda non è un piatto, è un appuntamento. Si fa in compagnia, si mangia lentamente e il giorno dopo lo sa tutto l’ufficio. Da fine ottobre le trattorie torinesi riaccendono i fujot e per qualche mese la città profuma di aglio (in senso buono, giuriamo).

Se state cercando dove mangiare la bagna cauda a Torino, questi sono i posti che ci sentiamo di consigliarvi. Li abbiamo scelti per tradizione, atmosfera e rispetto dello spirito del piatto, e abbiamo verificato indirizzi e partecipazione al Bagna Cauda Day sulle fonti ufficiali.

Cos’è la bagna cauda, e perché in Piemonte è un rito?

Il nome dice già quasi tutto: in piemontese bagna cauda significa «salsa calda». È una salsa di aglio, acciughe e olio che si tiene in caldo sul fornelletto e in cui si intingono le verdure, crude e cotte. Nasce nel basso Piemonte contadino e, secondo la tradizione, si preparava per festeggiare la spillatura del vino novello dopo la vendemmia.

Resta un piccolo mistero: come ha fatto una regione senza mare a mettere le acciughe al centro della sua cucina? Le acciughe sotto sale arrivavano lungo le vie del sale dalla Liguria e dalla Costa Azzurra, che fino al 1860 era territorio sabaudo. C’è perfino chi racconta che servissero a nascondere il sale per evitare i dazi, ma con ogni probabilità è solo una bella leggenda.

Nel 2005 la delegazione di Asti dell’Accademia Italiana della Cucina ha depositato la ricetta «ufficiale» presso un notaio di Costigliole d’Asti (qui la storia completa). Ve la lasciamo qui sotto, poi passiamo alle cose serie: dove mangiarla.

La ricetta depositata, per 4 persone

4 teste d’aglio, 200 g di acciughe rosse di Spagna sotto sale, 500 ml di olio e un bicchiere di vino rosso per lavare le acciughe. Facoltativa una noce di burro a testa, per una salsa più delicata.

Dove mangiare la bagna cauda a Torino? 5 indirizzi posti da visitare

1. Antica Bruschetteria Pautasso, la classica del Quadrilatero

Se dovessimo accompagnare qualcuno alla sua prima bagna cauda, lo porteremmo qui. In piazza Emanuele Filiberto, nel cuore del Quadrilatero, Pautasso è un’istituzione: Turismo Torino ricorda che il locale non ha mai chiuso dalla fine dell’Ottocento, e la bagna caoda è uno dei piatti per cui ci si torna. Atmosfera da trattoria vera, porzioni generose e una piazza che la sera sa ancora di vecchia Torino.

Dove: piazza Emanuele Filiberto 4/H · Come arrivare · Sito

2. San Giors, la bagna cauda a due passi dal Balôn

Il San Giors è uno di quei posti che a Torino esistono da prima che ce ne accorgessimo. Turismo Torino ne fa risalire le origini al XV secolo e dalla fine dell’Ottocento è nella sede attuale, in via Borgo Dora, nel quartiere del Balôn. In cucina trovano spazio il vero bollito misto alla piemontese e la bagna caôda, e il locale partecipa al Bagna Cauda Day 2026.

Dove: via Borgo Dora 3/A · Come arrivare · Sito

3. Osteria Rabezzana, il vino prima di tutto

Qui la storia è di famiglia: nel 1911 Luigi Rabezzana aprì un emporio per vendere i vini di produzione propria e dal 1948 l’enoteca è in via San Francesco d’Assisi, a due passi da piazza Solferino (la racconta bene Mentelocale). Oggi è anche osteria, ed è uno dei posti migliori in centro per abbinare la bagna cauda al vino giusto. Partecipa anche al Bagna Cauda Day 2026.

Dove: via San Francesco d’Assisi 23 · Come arrivare · Sito

4. Osteria Sinella, all’ombra della Mole

In corso San Maurizio, tra Vanchiglia e la Mole, l’Osteria Sinella è la classica tappa di fine giornata: cucina del territorio e ambiente raccolto. Partecipa al Bagna Cauda Day 2026. È il posto che sceglieremmo per una cena tra amici senza troppe cerimonie. Prima di andare, verificate gli orari sul sito del locale.

Dove: corso San Maurizio 23/B · Come arrivare · Sito

5. Poormanger, per chi vuole una bagna più leggera

Poormanger è nato nel 2011 con un’idea semplice: trasformare la patata ripiena in un piatto popolare, fatto con ingredienti locali. Oggi ha tre sedi in città e partecipa al Bagna Cauda Day 2026. Se volete una tappa informale, con un’idea di piatto popolare diversa dal solito, è una buona scelta.

Dove: via Maria Vittoria 36, via Palazzo di Città 26 e piazza Paleocapa 2 · Scheda Bagna Cauda Day

La bagna cauda non si mangia da soli. Si mangia in tanti, lentamente, e possibilmente senza appuntamenti importanti il giorno dopo.

Bagna Cauda Day 2026: date e come funziona?

Il momento migliore dell’anno per la bagna cauda è il Bagna Cauda Day, organizzato dall’Associazione culturale Astigiani. Nel 2026 si svolge venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre e poi venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 novembre, a pranzo e a cena, ad Asti, in tutto il Piemonte e anche all’estero.

Da sapere

Prezzo: uguale in tutti i locali aderenti, da verificare sul sito ufficiale. Il Bagna Cauda Day è libero dal costo del coperto.
Il semaforo: rosso per la tradizionale «come Dio comanda», giallo per quella con l’aglio stemperato («eretica»), verde per quella senza aglio («atea»).
Da asporto: molti locali aderiscono a «Sporta a cà», la bagna cauda da portare a casa con tutti gli ingredienti.
Prenotazioni: direttamente al locale.

A Torino aderiscono, tra gli altri, 12 Arcate Osteria, Antico Balon, Cantine Risso, MacBUN, Osteria Rabezzana, Osteria Sinella, Ostu Enoteca, Poormanger e San Giors: l’elenco completo, con il semaforo di ogni locale, è sul sito ufficiale. E se novembre vi sfugge, c’è il secondo round: la Bagna della Merla, dal 28 al 31 gennaio 2027.

Come si mangia la bagna cauda? (senza fare brutte figure)

Un fujot in terracotta per la bagna cauda accanto a un peperone rosso
Il fujot. Foto di Madaki, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

La bagna cauda si serve nel fujot, il tegamino di terracotta con la candela o il fornelletto sotto, che la tiene calda per tutta la cena. Ognunə ha il suo, oppure si condivide un grande tegame al centro del tavolo.

Le verdure sono metà del piacere: peperoni crudi e arrostiti, topinambur, cavolo verza, finocchi, patate e barbabietole bollite, cipolle al forno. Il re della tavola è il cardo gobbo di Nizza Monferrato, che si mangia crudo e con l’aglio fa scintille.

Poi c’è il finale di rito: quando la salsa sta per finire, si rompe un uovo nel fujot e lo si strapazza nel fondo. Al Bagna Cauda Day alcuni locali lo completano con una grattata di tartufo bianco d’Alba. Ultimo consiglio: il bavagliolo si indossa senza vergogna, ve ne sarete gratə.


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Domande frequenti sulla bagna cauda a Torino

Quanto costa una porzione di bagna cauda?

Durante il Bagna Cauda Day il prezzo è lo stesso in tutti i locali aderenti: lo trovate sul sito ufficiale, nelle schede di ogni locale. Nel resto dell’anno ogni locale decide per sé, quindi conviene chiedere al momento della prenotazione.

Dove si mangia la bagna cauda in provincia di Torino?

Tra i locali del Bagna Cauda Day 2026 ce ne sono diversi in provincia, da Carmagnola a Cumiana, da Coazze a Chiomonte. L’elenco aggiornato è nella sezione Torino del sito ufficiale.

Esiste la bagna cauda senza aglio?

Sì: è quella che il Bagna Cauda Day chiama, con un certo umorismo, «atea». Accanto c’è la versione «eretica», con l’aglio stemperato.

Quando è la stagione della bagna cauda?

Tradizionalmente da ottobre, con la fine della vendemmia, fino all’inverno inoltrato. Alcune trattorie la propongono tutto l’anno, ma il momento giusto è quando fuori fa freddo e dentro si sta stretti.

Dopo la bagna cauda serve un posto per l’ultimo bicchiere, un’altra tappa della tradizione o un’idea per il resto della serata. Ecco tre nostre guide.

Foto di copertina: Lombroso, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Indirizzi e partecipazione al Bagna Cauda Day verificati il 5 novembre 2026: prima di andare, chiamate sempre il locale per orari e prenotazioni.

L'autore Gabriele Schettino 49 articoli pubblicati

Ho fondato TheGiornale a Torino nel 2017, quando c'era solo voglia di scrivere. Di lavoro faccio marketing digitale, tra SEO e campagne ADV; qui scrivo di marketing e di tutto quello che mi incuriosisce.

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