I murales di Torino: un tour tra i quartieri
TheTorino 15 Giugno 2026

I murales di Torino: un tour tra i quartieri

I murales di Torino sono tele a cielo aperto tutte da scoprire. I loro molteplici colori lasciano cadere nell’oblio il ricordo di una città grigia e industriale.

Spesso la street art è sinonimo di protesta e rottura, un linguaggio visto come atto di ribellione e per questo non sempre apprezzato. A Torino però non è così: per molti quartieri la riqualificazione passa anche da murales straordinari capaci di integrarsi perfettamente con il tessuto urbano e farsi amare dagli abitanti, e non solo. Da Borgo Campidoglio a Barriera di Milano, passando per Aurora e Vanchiglia, andiamo alla scoperta dei murales di Torino.

Alla scoperta dei murales di Torino

1. Borgo Campidoglio

Borgo Campidoglio è definito il primo vero quartiere-museo d’Italia, infatti il suo percorso a cielo aperto viene considerato proprio museo chiamato MAU – Museo di Arte Urbana.

Il quartiere conta oltre 200 opere dipinte sui muri delle case e che fanno parte di un processo di valorizzazione della zona iniziato nel 1991. Grazie alla disponibilità dei residenti si è cominciato a realizzare le opere sulle facciate private, opere che ancora oggi rendono questo quartiere unico nel suo genere.

Essendo un museo a cielo aperto è accessibile a tutti e a tutte gratuitamente, se invece si vuole essere guidati alla scoperta di queste opere, con un piccolo contributo è possibile partecipare alle visite guidate organizzate ogni quarta domenica del mese.


Street art a Torino su InkMap


2. Barriera di Milano

I murales che animano il quartiere di Barriera di Milano fanno parte del progetto Habitat dell’artista Millo: 13 gigantesche opere in bianco e nero in cui si racconta il rapporto tra uomo e dimensione urbana.

Millo è un artista pugliese che ha potuto realizzazione il suo progetto dopo aver vinto il bando di arte pubblica B.ART – Arte in Barriera, finalizzato ad aumentare la qualità urbana e l’attrattività ambientale attraverso la realizzazione di interventi artistici proprio come questi murales per le strade di Torino.

In ogni opera è presente un personaggio fuori scala rispetto al contesto in cui si trova, per rimettere l’uomo al centro e dargli la giusta rilevanza.

“La sproporzione delle figure è più che altro una rivincita rispetto al mondo in cui viviamo: città gigantesche, centri commerciali che ci opprimono, non sono città a misura d’uomo. Io con le mie opere ho rimesso l’uomo al centro. È cosi che dovrebbe essere. “

Tredici edifici riprendono vita grazie alla street art


Millo: Urban art in Barriera di Milano


3. Vanchiglia, Aurora e Porta Palazzo

Il nostro percorso tra i murales di Torino continua tra i quartieri di Vanchiglia, Aurora e Porta Palazzo in cui è possibile osservare le opere artistiche che rappresentano gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. Le opere fanno parte del progetto Toward 2030: what are you doing? nato dalla collaborazione tra Lavazza e Città di Torino.

I programmi che fanno parte dell’agenda politica globale, con lo scopo di essere raggiunti entro il 2030, riguardano le persone e il pianeta. Ad esempio la balena di rifiuti (The Rubbish Whale) dell’artista MrFijodor rappresenta l’Obiettivo 14 ovvero la vita sott’acqua. L’opera simboleggia la fragilità degli ecosistemi marini e l’allarme per l’inquinamento da plastica. La trovate in via Cardinal Cagliero, 3 nel quartiere di Porta Palazzo.

L’artista OKO ha invece scelto un fenicottero rosa (Solitary Walker) per rappresentare l’Obiettivo 8 ovvero il lavoro dignitoso e la crescita economica. In diverse culture infatti il fenicottero rappresenta la cooperazione e l’uguaglianza. Lo trovate in via Giulia di Barolo 3, in Vanchiglia.

Diciassette obiettivi ma diciotto murales. Questo perché è stato aggiunto un murale “goal zero”, un obiettivo extra ideato dai curatori per spingere chiunque a porsi la domanda ” E io cosa sto facendo per raggiungere questi obiettivi?” e promuovere azioni concrete. L’opera di Ernest Zacharevic mostra dei bimbi che si arrampicano su una statua di un cavallo, trasformando un simbolo statico in qualcosa di vivo. Il messaggio è che l‘idea di sostenibilità non deve rimanere un concetto astratto o intoccabile come una statua, ma deve essere vissuta e partecipata, partendo dai più piccoli. L’opera si trova in via Luigi Tarino 14.


TOward 2030: 17+1 opere d’arte per la sostenibilità


4. Opere singole

Fin qui abbiamo visto tanti murales che fanno parte di progetti più ampi, alcuni voluti dai residenti stessi e altri da realtà più grandi, come Lavazza. Ma ci sono molti altri murales “solitari” che non fanno parte di un progetto ma che assolutamente vale la pena citare.

Nel quartiere Aurora il murale di ROA, eseguito per il Festival PicTurin del 2010, rappresenta una Donnola che si ciba di topi. Il messaggio dell’artista è che, in aree fluviali come questa, anziché usare disinfestanti chimici inquinanti, è meglio reinserire animali che svolgano il ruolo naturale di equilibratori. Il messaggio però non è stato colto e l’opera è stata più volte contestata dai cittadini.

Murale di Torino Thegiornale

ROA, Donnola, 2010, lungodora Savona 30. Fotografia di Roberto Cortese, 2017 © Archivio Storico della Città di Torino

Tra i murales di Torino, sulla facciata dell’Università di Palazzo Nuovo, spicca un gigantesco murale dell’artista spagnolo Aryz, a metà tra il surrealismo e la pop art. L’enorme figura umana è in fase di “svestizione”, un gesto simbolico per rappresentare l’abbandono degli stereotipi e dei consumi della società contemporanea.

Concludiamo con un murale molto suggestivo, poiché dedicato alle vittime dell’incidente avvenuto nel 2007 nello stabilimento Thyssenkrupp, ma in generale anche a tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro. Su uno sfondo nero si vedono, tra le fiamme, la data e l’ora della tragedia, le mani protese in un tentativo di fuga e al centro i nomi dei sette operai che persero la vita. L’operata è stata realizzata da MKE in collaborazione con Artefatti, KNZ, Il Cerchio e le Gocce e l’Associazione Legami d’Acciaio.  

Murale di Torino | Thegiornale

MKE, ThyssenKrupp, 2010, muro in corso Valdocco. Fotografia di Roberto Cortese, 2019 © Archivio Storico della Città di Torino


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Perché non perdere i murales di Torino

Si conclude questo viaggio tra i murales della nostra città. Non solo opere pronte a finire in uno scatto Instagram ma opere ricche di significato, impegno sociale e memoria. Questa è la dimostrazione che la street art non è sempre da bistrattare e da guardare con occhi negativi, ma anzi può essere un potente mezzo di comunicazione che può arrivare a tutti.

L'autore Elisa Dagnese 44 articoli pubblicati

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