La BUONANOTTE di Rab – M’accendi

M’accendi

M’accendi, tipo sigaretta, al contrario.

Che se ti penso mi distraggo, finisco per sbagliare strada, scendo a quella dopo.
Sorrido, sembro scemo, non sembro manco io, quando parlo di te.
Quando dico noi, poi.

Che mi fa strano, quando camminiamo e mi prendi la mano e sto, apposto così.
Come fanno le barchette di carta, m’affondi, qualche metro più in là, mi sprofondi.
Con quei piedi gelati che cercano i miei, con le tue mani che contano i miei nei.
E ascolto Venditti, Che tesoro che sei, e penso a quando te ne andrai.
Ascolto Gazzelle, Ok.

M’accendi, con quei tuoi occhi che si fermano a pensare, si fermano su di me.
Spero che si posino dentro ai miei.
Giochiamo, dai. A mescolarci gli sguardi.
A scambiarci i guai.
E se ti dico che ti conosco, mi rispondi che ne sai.

Allora accendimi, come le notifiche col cellulare.
Fammi vibrare.
C’ho l’intestino storto, il cuore un po’ di più.
Accendimi, mentre vai giù.
Dimmi che ci pensiamo dopo.
Accendimi tipo fuoco.
Spiaggia e chitarra, cantami come se fossi la tua canzone da stonare.
Mordimi come se fossi da mangiare.
Baciami. Scegli tu come fare.

M’accendi.
Ti vengo a prendere, scendi?
Hai pensieri miei, me li vendi?
Se sto a terra vieni qui? Ti stendi?
Accanto a me, a guardare come il cielo se ne va a puttane.
Disegniamo nuove costellazioni.
Tagliamo i bordi al sole.
M’accendi, facciamo l’amore.


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