Dove andare a Ferragosto? Scopriamo il Castello di Luzzano

Manca pochissimo, il 15 agosto è dietro l’angolo e per molti decidere dove andare a Ferragosto, rimane un grosso punto interrogativo. Nonostante gran parte degli italiani in vacanza stiano affollando spiagge europee e non, ci sono ancora quelli che possono incastrare solo pochi giorni di ferie.

 

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Conoscete già il Castello di Luzzano?

Ecco dove andare a Ferragosto senza macinare troppi chilometri.

Se abitate nel Nord Italia, per esempio a Torino o nei dintorni, e avete la possibilità di spostarvi solo per qualche giorno in vista di Ferragosto 2018, un buon consiglio è circoscrivere le zone più rapide da raggiungere. Una di queste è senza dubbio la provincia di Pavia e, nello specifico, il comune di Rovescala. Bastano meno di due ora per raggiungerlo e godersi anche solo una giornata all’insegna del relax più totale.

Lo sappiamo, solitamente le mete più gettonate dove andare a Ferragosto sono orientate verso mare o montagna; ma quali sorprese può riservare una fuga come questa? Piccola anticipazione: vino, buon cibo e scorci di paesaggi meravigliosi.

 


 

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Catapultiamoci quindi in Lombardia, dove a Rovescala, che comprende poco più di 900 abitanti, il Castello di Luzzano si affaccia su vigne e campi di girasoli. Il percorso è semplice, una volta usciti dall’autostrada bisogna attraversare Creta seguendo le indicazioni fino al castello. Per raggiungerlo, superata una serie di curve tra le colline, è necessario salire lungo una strada inghiaiata e affiancata da due file di imponenti alberi.

Una volta sul piazzale di fronte all’edificio, ad indicarvi la strada, troverete simpatiche sculture in ferro battuto e vuoti di bottiglia.

 

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Entrati nel cortile, percorrendo il corridoio sulla vostra destra, arriverete all’ingresso del locale dove potrete assaporare una degustazione di vini locali di ottima qualità. Non sapendo dove andare a Ferragosto, il Castello di Luzzano offre una finestra storica sulla zona viticola, sia per chi sale la valle dei Colli Piacentini, sia per chi arriva dalle strade dell’Oltrepo Pavese.

La produzione vinicola del Castello di Luzzano nasce dal lavoro della famiglia Fugazza, proprietaria dal 1900, che ha vissuto a contatto con la natura, una vendemmia dopo l’altra. Oggi una delle figlie del padrone, Giovannella Fugazza, ex avvocato che fin da piccola tornava appena possibile in questi posti, gestisce questa che è annoverata tra le più qualificate aziende della zona, seguendo una linea in chiave moderna.

 

Concludere in bellezza il Ferragosto last minute?

Dopo aver assaggiato le diverse qualità di vini proposti con il marchio “Castello di Luzzano” ed aver ammirato le scatole per bottiglie in legno, finemente dipinte dalla stessa proprietaria, si può pensare alla continuazione della serata. La chicca del luogo sta nel fatto che si può scegliere di pernottare in una delle abitazioni attigue, gustando una cena tipica.

 

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Affiancata alla produzione vinicola, infatti, è in pieno slancio l’attività di agriturismo e ristorazione, grazie anche all’apertura della Dogana Vecchia. In questo cascinale, dove spiccano i muri blu intenso, si può pranzare, cenare e anche fermarsi a dormire in una delle particolari camere disponibili.

Che sia bel tempo o meno non fa differenza, alla Dogana sono presenti tre salette interne e una veranda esterna che si affaccia sulle vigne. In tavola sono serviti piatti della cucina di confine tra Pavia e Piacenza, accompagnati da altrettanti vini dei Colli Piacentini e Oltrepo Pavese. Pernottare alla Dogana Vecchia vuol dire ammirare il tramonto tra le file di uva, accompagnati dal canto di grilli e cicale. Il risveglio, poi, grazie alla lauta colazione inclusa nel servizio, non può che rigenerare e dare la carica giusta per il ritorno a casa.

 

Prima di tornare a casa una tappa a Pavia non guasta

Certo la città di Pavia è conosciuta come polo universitario per eccellenza. Fondata nel 1361, rimane infatti una delle Università più antiche d’Europa. Ma sulla via del ritorno, fermarsi a visitarne i monumenti è quasi d’obbligo. Basta qualche ora a piedi per le vie del paese per incappare in chiese e monumenti imponenti. Raggiungibili facilmente, vantano caratteristiche peculiari.

 

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Le viuzze che si intersecano portano facilmente a zone imperdibili come il Duomo di Pavia, la chiesa di San Francesco e il Castello Visconteo. Ciò che risalta tra le opere architettoniche è senza dubbio la basilica di San Michele, maestosa al di fuori e ricca di allestimenti caratteristici all’interno. Passeggiando per Pavia nella stagione estiva, inoltre, è facile proteggersi dal sole cocente grazie ai numerosi portici cittadini sotto i quali ripararsi nel corso della visita.

Procedendo in direzione Ticino, si giunge al Ponte Coperto di Pavia. Questo collega il centro storico della città ai pittoreschi quartieri fuori dalle mura. Attraversandolo a piedi ci si può affacciare sul fiume dagli sporadici balconcini con ringhiere in ferro battuto. Giunti sull’altro versante, girando a sinistra su via Milazzo che costeggia il Ticino, si può scorgere un monumento in bronzo.

 

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Eccoci alla statua della Lavandaia di Pavia. Opera dello scultore Giovanni Scapolla, è stata posta a ricordo di una figura significativa legata al fiume Ticino, quella appunto della lavandaia. In passato, infatti, molte erano le donne che si recavano lungo le rive del fiume per lavare i panni.

Su una delle lastre di marmo del basamento della statua è incisa una poesia in dialetto pavese del poeta Dario Morani. Un bel modo di salutare la città di Pavia, non più immagine di polo universitario ma anche centro culturale ricco tradizione.

 

‘NA FILA AD CASETT CULURÀ
VÜNA SÜ VÜNA GIU
E UN VEL AD NEBIA IN GIR
DADRE UNA SES AD PIANT GRIS
LA FILTRA AL FÜM DI CAMIN
IN SL’ARSIN LA BRINA
LA DISEGNA I BASÉ
E L’ACQUA SCÜRA
LA SPECIA IN SU MALÀ
ME OMBAR.
I LAVANDER
I SBATN I PAGN
PER GUADAGNASE
LA MICA

Sulla via del ritorno? Fermiamoci alla Certosa di Pavia per concludere la gita di Ferragosto

Pur avendo scelto all’ultimo momento dove andare a Ferragosto, vi siete goduti una giornata di degustazione in una zona caratteristica tra Oltrepo Pavese e valli piacentine, visitando inoltre il centro storico di Pavia; è il momento di tornare a casa facendo però un’ultima tappa: la Certosa di Pavia.

Parcheggio pagato, zainetto in spalla e via lungo l’ingresso della Certosa. In una giornata di sole ciò che spicca inizialmente è il contrasto tra il verde intenso delle siepi e i chiari muri del complesso monumentale. Questo comprende un monastero e un santuario. In fondo allo sconfinato cortile, si può entrare e visitare una parte di questo gioiello architettonico tra volte affrescate e marmi tutt’intorno.

 

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Simbolo della città sul Ticino, la Certosa di Pavia è un vero e proprio capolavoro costruito dalla mano dell’uomo. Porta la firma di Bernardo da Venezia, lo stesso architetto del Duomo di Milano e per completarla ci sono voluti oltre 200 anni. La chiesa, a pianta a croce latina, presenta tre navate corredate da abside e transetto, costellate da dipinti e decorazioni magnifiche.

Una volta usciti e ritornati sui propri passi a ritroso, si può entrare a sinistra nello stabile da cui intravedere il chiostro interno, il museo della Certosa di Pavia e il negozio dove acquistare gadget e specialità prodotte dagli stessi Cistercensi che gestiscono la struttura.

 

Dove andare a Ferragosto? Problema risolto

Lasciata la Certosa di Pavia si può imboccare nuovamente l’autostrada e dirigersi verso casa. Per coloro che ancora non sanno dove andare a Ferragosto, sicuramente un’alternativa low cost e last minute può essere il Castello di Luzzano con annessa visita a Pavia e Certosa. Un itinerario che associa al breve tempo a disposizione un ampio tour tra vigneti e monumenti per nulla scontati o obsoleti.

 

 


 

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Autore dell'articolo: Federica Testa

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