Valli di Lanzo: Torino e le sue valli dimenticate

Il nome della nostra città è associato in tutto il Bel Paese alla Val di Susa e alle varie polemiche che essa suscita. Seguono poi una serie di mete turistiche molto ambite sia in estate che in inverno, come Bardonecchia, Sestriere e Sauze d’Oulx. Peccato che, a pochi chilometri dalla città, ci siano tre Valli che ogni anno si svuotano sempre di più, raccolte sotto il nome di Valli di Lanzo: la Val Grande, la Val d’Ala e la Val di Viù.

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Vrù, nella Val Grande

Breve storia di tre valli fantasma

Val Grande e Val d’Ala si ritrovano a Ceres, separate dal fiume Stura, e insieme scendono verso la Val di Viù. Queste tre valli, il cui momento culminante è stato tra fine ‘800 e inizio ‘900, sono state teatro di parecchi eventi, compresa la visita dei Savoia e di illustri turisti stranieri. Naturalmente, dopo, sono state uno dei nuclei centrali della Resistenza torinese.
Adesso, invece, le Valli di Lanzo non sono più teatro di nulla, se non di qualche occasionale festa di paese. Essendo spesso troppo basse per gli impianti sciistici, l’unica attrattiva che spinge i pochi turisti ad avventurarvisi sono i percorsi che portano ai rifugi sulle principali vette, tra cui il gruppo delle Levanne e il Rocciamelone.

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Ala di Stura, in Val d’Ala

Un triste spettacolo

 Vedere, anno dopo anno, tre valli che hanno tanto da offrire è assai malinconico. E ovviamente il primo sintomo di questo svuotamento è la carenza di giovani. E’ stato infatti chiuso da poco più di un mese il Sacripante – situato ad Ala di Stura, lo storico locale che ha accompagnato generazioni su generazioni.
Le strade, sconnesse e piene di buchi, sono causa di piccoli incidenti che hanno reso difficile e pericoloso l’avventurarsi nei paesi più lontani, negando loro la sopravvivenza.
Sono sempre di più, infatti, quelli che rimangono vuoti, rianimati solo dai turisti estivi. Paesi di seconde case e ruderi diroccati.
Anche così, però, le Valli di Lanzo mantengono il loro fascino, immerse nella natura e quasi selvagge.

 

Poco tempo fa invece vi abbiamo parlato di un posto che in quanto a turismo se la cava piuttosto bene: venite a scoprire il Barolo e le sue fantastiche cantine.

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Autore dell'articolo: Giulietta De Luca

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