11 Febbraio 2026 1:05
Fare arte a Sydney TheGiornale

Immagine presa da Pixabay

A Sydney Andrea Bertolini, giovane torinese classe ’95, con la sua tavola da skateboard e la sua matita da disegno, ha dato vita  alla sua arte.

Sidney: dove arte e skateboarding si incontrano | TheGiornale
Foto di Andrea Bertolini | Permessi accordati

Nella vita come nello skateboarding non ci sono trucchi magici

Tramite i suoi lavori  Andrea vuole  farci giungere un messaggio semplice per certi versi ma complesso per altri: no magic in skateboarding. Sì, perché la vita non è facile e non ci sono trucchi magici che ti aiutano. Vivere è un po’ come andare su una tavola: si cade e ci si rialza, a volte anche con fatica. L’importante è non arrendersi e provare sempre. Tutti noi siamo in equilibrio su una tavola per cercare di raggiungere la meta ma nel farlo dobbiamo ricordarci di vivere sempre intensamente senza paura di esprimere noi stessi. 

Incuriosita e anche affascinata dai suoi lavori, ho deciso di intervistarlo.

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Come mai hai scelto proprio Sydney?

È stato del tutto casuale all’inizio. Dopo un’esperienza lavorativa di un anno a Milano, nel 2019, sentivo il bisogno di cambiare aria e di fare qualcosa che mi permettesse di viaggiare e lavorare fuori dall’Italia. Per coincidenza, un amico era appena tornato da Sydney dopo un anno di Working Holiday in Australia, un visto che consente di lavorare e viaggiare per un anno senza particolari restrizioni. Dopo aver visto le sue foto dei meravigliosi paesaggi naturali, degli skatepark e del mare del Down Under, non ci ho pensato due volte: ho fatto la valigia e preso un biglietto di sola andata.

arte e skateboarding si incontrano in Australia | TheGiornale
Foto di Andrea Bertolini | Permessi accordati

Che tipo di arte fai, come la si potrebbe definire?

Devo ammettere che questa è una domanda difficile a cui rispondere, semplicemente perché mi piace molto sperimentare e lasciarmi influenzare da mondi diversi e da varie tipologie di design e arte visiva. Di conseguenza, ciò che realizzo può cambiare completamente a seconda del progetto o dell’idea che ho in mente. Detto questo, direi che alla base i miei lavori sono fortemente influenzati dall’ambiente urbano, dallo skateboarding e dal fumetto, e sono quasi sempre caratterizzati da un tocco di ironia.

Fare arte a Sydney: tutto può essere fonte d’ispirazione

Arte e skateboard, arte e sport …sono le tue due grandi passioni? Come ti è venuta l’idea di fonderle insieme?

Assolutamente sì, sono le mie due grandi passioni ed unirli insieme è stato quasi automatico. Il mondo dell’arte e lo skateboarding hanno molte più cose in comune di quanto si possa pensare: entrambi nascono dalla necessità di esprimersi come individui e di sviluppare, attraverso la pratica e la costanza, un proprio stile. Di conseguenza, uno ha aiutato l’altro e, nel mio caso, lo skateboarding è spesso la narrativa, mentre l’arte è il mezzo per renderla tangibile.

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A Torino hai esposto recentemente i tuoi lavori presso lo Spazio Eventa. Prima mostra in Italia? Come è andata?

Quella a Spazio Eventa è stata la mia prima vera esposizione in Italia ed è stata un’esperienza davvero emozionante, resa possibile anche dal bellissimo ambiente messo a disposizione da Eventa e dalla loro grande disponibilità. Parlo al plurale perché, dal punto di vista logistico, io mi trovavo a Sydney ed è stato mio padre a occuparsi con grande cura della stampa e dell’allestimento delle opere. Nell’agosto 2025 avevo già realizzato una precedente esposizione, più raccolta, del mio ultimo progetto editoriale No Magic In Skateboarding, all’interno di una cantina in Piazza Vittorio, sempre a Torino. Un contesto dall’atmosfera underground che ha coinvolto principalmente amici della scena skateboarding torinese.

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Per i tuoi disegni, per lo stile, a chi ti sei ispirato? 

Sin da bambino sono un grande appassionato di fumetti e cartoni animati. Sono partito da Topolino quando ero più piccolo (sempre presente in bagno) per arrivare, da adolescente, a The Simpsons e South Park. Questo tipo di ironia e di narrazione mi ha sempre affascinato moltissimo. Il mio stile ha sicuramente preso molta ispirazione da quel mondo, ma non solo. Fumettisti leggendari come Massimo Mattioli, Robert Crumb e Andrea Pazienza mi hanno fatto capire la potenza e l’importanza della comunicazione e, soprattutto, quanto sia fondamentale sviluppare una propria identità, anche quando questa si esprime nei modi più stravaganti.

In Australia percepisci un buon riscontro da parte del pubblico?

Nel mio piccolo sono riuscito a distribuire diverse copie della mia ultima fanzine, No Magic In Skateboarding, sia a Sydney che a Melbourne. Il progetto editoriale include interviste realizzate da me a skater noti qui a Sydney, cosa che ha contribuito a far arrivare il magazine all’interno di alcuni skateshop come Hemley Skateshop e Boardworld Skateshop. In questo periodo sto stampando molti dei miei lavori e collaborando con altri amici del settore, quindi, come dicono qui, stay tuned!

Sydney tra arte e skateboard
Foto di Andrea Bertolini | Permessi accordati

In Australia, tra arte e skateboard

In Australia lo skateboard è un po’ come il calcio in Italia, giusto? Atleta preferito? Lo sport e la performance dell’atleta è fonte di ispirazione per i tuoi lavori?

Sì, assolutamente: lo skateboarding sta crescendo sempre di più a livello globale e, qui in Australia in particolare, si sta investendo molto in nuovi skatepark ed eventi che ospitano i migliori skater del mondo. Il mio skater preferito rimane Mark Gonzales, “The Gonz”, uno skater americano degli anni ’80 che ha rivoluzionato lo street skateboarding per come lo conosciamo oggi, nonché un grande artista che ha creato grafiche iconiche per Krooked.

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Sogno nel cassetto? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Riuscire a vivere della mia passione per il design e l’arte sarebbe il più grande sogno nel cassetto e, passo dopo passo, ci sto lavorando. Sicuramente questo ambiente è molto competitivo e, in questo momento, sta attraversando numerose trasformazioni con l’introduzione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’importante è non fermarsi, essere curiosi e rimanere aggiornati su ciò che accade, così da riuscire ad adattarsi ai cambiamenti. Attualmente sto lavorando a un nuovo progetto con il Conservatorio di Sydney, sviluppando illustrazioni e possibili progetti editoriali. Parallelamente, sto portando avanti un progetto con Rossella Petrini, mia partner sia nella vita che nel lavoro, con cui abbiamo fondato un upcycled brand di borse e abbigliamento chiamato MokaStudio. Con questo progetto abbiamo recentemente esposto alla Melbourne Fashion Week, lo scorso novembre. Per scoprire cosa avrà in serbo per noi, seguite il suo profilo instagram.

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