14 Dicembre 2025 17:30
3 anime da guardare per inziare | TheGiornale

Non mi sono mai approcciata seriamente al mondo anime e manga. Fino a quest’anno. Complice il mio ragazzo, da sempre appassionato otaku, e la mia migliore amica, ho deciso di dare una chance all’animazione giapponese. Il risultato è che oramai non posso più farne a meno. Fare una classifica dei 3 anime da guardare per iniziare non è facile e sicuramente ci sono persone più qualificate di me per farlo. Tuttavia, proprio perché anche io mi sto avvicinando per la prima volta a questo mondo, voglio provare a dare la mia opinione personale.

3 anime da guardare per iniziare | TheGiornale
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3 anime da guardare di tre diversi generi

Gli anime, come i film e le serie tv live action, hanno dei generi e sub-generi che possono aiutare tantissimo a scremare e a trovare quello che fa esattamente per voi. Nel caso vi sembri ovvio, per me non lo era così tanto. Infatti, uno dei motivi che mi ha sempre fatto desistere dall’approcciarmi al mondo anime è proprio il fatto che non pensavo esistesse così tanta varietà.

Non voglio che chiudiate qui l’articolo, ma a me Dragon Ball non è mai interessato, tanto meno One Piece, per quanto ne riconosca una certa importanza per il genere. Certo, da bambina guardavo i classici cartoni animati, che sì, per la maggior parte erano anime, e ho sempre canticchiato le sigle dei cartoni animati degli anni ’90, ma nulla più di questo. Tornando a noi, la prima domanda che vi porgo, quindi, è: che genere vi piace? E siccome non potete rispondermi, vi dirò io 3 anime da guardare per iniziare di tre generi differenti.

Quali sono i 3 anime da guardare per iniziare?

Senza perdere altro tempo, vi do subito la mia personale opinione:

  1. Death Note
  2. Nana
  3. Fullmetal Alchemist

Faccio anche un doveroso disclaimer: nessuno di questi è il mio preferito in assoluto, nonostante li abbia amati tutti e tre.

Quali sono stati i criteri di selezione?

Come ho detto sopra, ho scelto di consigliare questi tre anime per iniziare ad approcciarsi a questo mondo un po’ perché appartengono a generi diversi tra loro. Un altro motivo è che, almeno secondo me, si tratta di opere “facili” da fruire, che trattano di temi complessi ma comunque “vicini” a noi, sui quali almeno una volta ci siamo interrogati tutti. Inoltre, presentano un cast di personaggi memorabili e sono i prodotti che hanno segnato un’epoca (tutti e tre gli inizi degli anni Duemila) che non hanno niente da invidiare a delle serie TV o film con attori in carne e ossa. Ora lasciate che vi racconti qualcosa in più su ognuno di loro.

1. Death Note o anche l’anime thriller più mainstream

Consigliare Death Note per cominciare ad avvicinarsi al mondo anime può sembrare il consiglio più banale e scontato mai dato, e in effetti lo è. D’altra parte, è innegabile che sia un ottimo punto di partenza per cominciare a vedere anime con un approccio più maturo e ve lo dice una che fino a pochi mesi fa non aveva idea di che cosa fosse.

La storia di Death Note inizia con uno studente modello, Light Yagami, che trova in maniera del tutto fortuita un quaderno dalla copertina nera nel cortile della sua scuola, il Death Note, per l’appunto. Questo “quaderno della morte” ha effettivamente il potere di uccidere le persone quando si scrive il loro nome sulle sue pagine. Spinto dall’idea di creare un mondo più giusto e “puro”, Light decide di diventare “Kira” e comincia a operare secondo il suo ideale di giustizia. Tuttavia, dopo i primi casi di morti di criminali apparentemente inspiegabili, la polizia decide di assoldare il geniale detective L. Questo dà il via a una battaglia psicologica fatta di inganni, strategie e dilemmi morali sul potere e la giustizia.

Death Note anime per principianti | TheGiornale
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Quando nasce Death Note?

Death Note nasce dalla mente di Tsugumi Ōba e dalla penna di Takeshi Obata agli inizi degli anni 2000. Più precisamente, siamo nel 2003, e il mondo intero ancora deve riprendersi dall’attacco alle Torri Gemelle del Trade Center di New York avvenuto l’11 settembre di due anni prima. Siamo in un’epoca in cui tutto quello che prima era dato per sicuro, ora viene messo in discussione. Infatti, niente come questo attacco rende evidente come persino il Paese più potente del mondo può essere colpito direttamente nel cuore.

Di che cosa tratta Death Note?

In un contesto caratterizzato da forti instabilità emotive, Death Note affronta questioni etiche e morali di straordinaria complessità. L’opera esplora il concetto di bene e male non come categorie assolute, ma ammettendo che molto spesso si sconfina in zone “grige” in cui per far del bene si commettono atti terribili e viceversa. Death Note ci porta a interrogarci sul senso stesso di giustizia: chi ha il diritto di decidere cosa è giusto? Chi può arrogarsi il potere di vita o di morte su altri esseri umani? E ancora, come si traccia il confine fra “noi” e “loro”?
Per questa ragione, per quanto può sembrare una scelta mainstream, per me Death Note resta uno degli anime più importanti da guardare quando ci si approccia al genere.

2. Nana, l’anime per le anime sensibili

Qui cambiamo del tutto genere e ci buttiamo su un anime tratto dall’omonimo manga della mangaka Ai Yazawa. Uscito per la prima volta a maggio del 2000 (mentre l’anime è del 2006), Nana è uno shojo, ovvero un manga/anime destinato a un pubblico di giovani ragazze. Tuttavia, riesce a toccare temi estremamente delicati con una sensibilità che non avevo mai visto in altre opere.

La storia narra di due ragazze, Nana Osaki e Nana Komatsu, che si conoscono su un treno diretto a Tokyo. Per una coincidenza fortuita finiscono prima per diventare coinquiline e poi migliori amiche. La loro vita scorre come quella di tante altre ventenni, tra le difficoltà quotidiane legate alla carriera, all’amore e all’amicizia, tutte cose in cui ognuno di noi si è ritrovato almeno una volta. Fino a quando le loro vite sono destinate a cambiare per sempre.

3 anime da guardare per iniziare Nana | TheGiornale
Foto di Sebastian Ervi: https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-in-concerto-1763075/

Perché Nana è un anime da guardare per iniziare ad approcciarsi al genere

Se pensate che Nana sia un banale anime per ragazzine, allora vi consiglio di guardarlo perché di sicuro vi ricrederete. Infatti, i temi affrontati, che spaziano dalla sindrome dell’abbandono, l’abuso di droghe, gravidanze indesiderate, l’accettazione sociale e molto altro, sono tutt’altro che frivoli. Se ho deciso di inserire Nana in questa lista dei 3 anime da guardare per cominciare, è proprio perché Nana è davvero un meraviglioso slice of life, un ritratto di vita preciso, adulto e crudo ma poetico allo stesso tempo.

In che contesto fu concepito Nana?

Nana emerge nella stessa fase storica di Death Note, ma offre una prospettiva radicalmente diversa sul Giappone del primo decennio 2000: quella femminile. Attraverso le sue due protagoniste, Ai Yazawa costruisce un dialogo fra due modelli di donna che coesistono, ma che talvolta di scontrano. Nana Komatsu incarna la donna tradizionale, quella ancora troppo attenta ai dettami della società. Nana Osaki, al contrario, è una donna emancipata, ambiziosa e devota alla carriera musicale che ha deciso di intraprendere.
Questa dicotomia permea ogni aspetto dell’opera e ci viene comunicata anche attraverso la moda, che qui diventa un’evidente forma di espressione e di appartenenza culturale.

3. Fullmetal Alchemist, per chi ama fantapolitica e dilemmi morali

Secondo me Fullmetal Alchemist rientra a pieno titolo nella lista dei 3 anime da guardare per iniziare ad approcciarsi al mondo dell’animazione giapponese. La ragione di questo è che siamo davanti a un battle shonen che di fatto… stravolge, almeno parzialmente, le regole del genere. Ma se vi state chiedendo: “cosa sono i battle shonen?“, ora facciamo un passo indietro e vediamo tutto con calma.

Che cos’è un battle shonen?

Quando si tratta di manga o anime, è bene imparare alcuni termini per capire subito che tipo di prodotto abbiamo davanti. La parola shonen si riferisce sempre al target per cui è stata concepita una certa opera. In particolare, parliamo dei ragazzi giovani, indicativamente in età adolescenziale. Detto questo, spesso e volentieri i temi trattati e il cast dei personaggi sono tanto profondi e ben sviluppati che possono essere facilmente godibili anche dagli adulti.

Col termine battle, invece, indichiamo il genere. In questo caso, siamo di fronte a una storia che progredisce attraverso scontri, tornei e una progressione lineare di avversari da superare, con valori centrali come l’amicizia, la perseveranza e la determinazione. Per intenderci, Dragon Ball e Naruto o il più recente Demon Slayer sono battle shonen.

perché guardare Fullmetal Alchemist | TheGiornale
Image by Vinson Tan ( 楊 祖 武 ) from Pixabay

Perché Fullmetal Alchemist è un anime consigliato per iniziare?

Detto questo, come dicevo, Fullmetal Alchemist non rispetta totalmente questa definizione in quanto, più che un susseguirsi di scontri e power up, l’attenzione è posta sul piano psicologico e morale e i combattimenti finiscono a fare da sfondo alla storia, non da motore principale.

La storia è ambientata in un mondo fantasy di stampo steampunk, dove l’alchimia è una scienza riconosciuta e regolamentata dallo Stato. In questo contesto, i due giovani fratelli alchimisti, Edward e Alphonse, devono affrontare le conseguenze devastanti di un esperimento andato male. Alla ricerca di una soluzione, i fratelli vengono man mano travolti da questioni che trascendono il loro scopo iniziale.

Io vi consiglio di guardarlo perché la storia non progredisce tanto a seguito di scontri e battaglie, che sì, ci sono, ma è interessante soprattutto per la fitta trama di fantapolitica, le riflessioni filosofiche sul concetto di potere, di vita e di morte e anche sul prezzo da pagare per accedere alla conoscenza. Alla fine, quella che parte come un’opera shonen come tante, porta chi la guarda a porsi domande esistenziali. Mica male per “un cartone animato giapponese”.


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Non vorrete più smettere di guardare anime

Questo almeno è quello che è successo a me e scommetto che sarà quello che succederà anche a voi. Gli anime sanno cogliere sfumature della vita e della psicologia umana che raramente ho visto in altri prodotti seriali commerciali, o comunque lo fanno al pari livello di capolavori come Breaking Bad. Fidatevi, parola della fan numero uno di Walter White.

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