13 Marzo 2026 9:22
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“Basta crederci veramente, tutto è possibile”. Una frase fatta alla quale però non diamo quasi mai credito, andando così ad accantonare i nostri sogni. Matteo Mosca e Gabriele Gambotto, fondatori di Leva, sono invece l’esempio che, se lo vuoi, tutto è possibile.

Leva: l'impossibile diventa realtà | TheGiornale
Foto di Leva | Permessi accordati

Quando l’ingegneria incontra la creatività

Leva, fondata nel 2015, è una società di ingegneria creativa specializzata nella realizzazione di installazioni cinetiche ed exhibit interattivi che connettono le persone a brand e spazi. Matteo oggi è alla guida di un team straordinario, di esploratori che, come lui amano “sfidare l’impossibile”, creando esperienze immersive all’incrocio tra movimento meccanico, motion content e interattività.

 
I fondatori di Leva | TheGiornale
Foto di Leva | Permessi accordati

Come è nata Leva?

La storia di Leva inizia nel 2015, quando io e Gabriele ci siamo conosciuti al Politecnico di Torino. Eravamo due studenti di ingegneria appassionati di meccatronica, user experience design e tecnologie creative: due personalità molto diverse, unite da forze creative e rigorose e spinte da un bisogno quasi ossessivo di progettare cose tangibili e straordinarie. Sono seguiti anni di notti passate a scrivere codici e costruire prototipi, che hanno dato vita a oggetti strani e bellissimi. Ispirati dalla biomimetica, dalla manifattura digitale, dal prototyping, dall’animazione computerizzata e dal creative coding, ogni idea era un’occasione per fondere logica e poesia.

Leva graphic content motion
Foto di Leva | Permessi accordati

Questa tensione tra immaginazione e precisione è diventata la scintilla della collaborazione che, più tardi, avrebbe preso il nome di Leva Engineering. Oggi Leva è un luogo in cui creatività e ingegneria camminano insieme, dove gli ingegneri sognano e i designer calcolano, dove la precisione tecnica si fonde con la magia dello storytelling e dove a competenze fortissime corrispondono valori ancora più forti.

Leva: l'impossibile diventa realtà | TheGiornale
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Quali sono i servizi che offrite?

Ci definiamo ingegneri dell’impossibile e spesso è proprio questo che offriamo: soluzioni su misura che sospendono l’incredulità, immergendo lo spettatore in un mondo immaginario, e aiutano i brand a creare esperienze memorabili. Ci occupiamo di creative engineering applicato alle esperienze spaziali: progettiamo e realizziamo installazioni cinetiche custom, exhibit interattivi e sistemi meccatronici per spazi espositivi dei brand, centri esperienziali, musei, eventi e parchi tematici. Ogni progetto nasce da un’idea, da un’intuizione narrativa, che viene tradotta in un’esperienza fisica attraverso il movimento meccanico, il motion content e lo spatial storytelling. Lavoriamo a 360°, dal concept e dallo studio di fattibilità alla prototipazione e produzione, fino all’installazione on site.

Leva, dove tecnologia e narrazione dialogano sempre

In questo settore molto di nicchia come vi state muovendo?

Il nostro è un campo particolare proprio perché richiede competenze interdisciplinari: ingegneria meccanica, controllo di movimento, design interattivo e contenuti visivi fusi in un unico linguaggio. Il nostro approccio non è solo tecnico ma creativo: tecnologia e narrazione sono sempre in dialogo. Questo ci permette di costruire soluzioni uniche, delle vere e proprie sfide ingegneristiche che riescono a fare breccia in un mondo sempre più affaticato da esperienze digitali ripetibili. È un settore che sta evolvendo molto, proprio perché i brand e le persone in generale sono sempre più alla ricerca di momenti memorabili, di interazioni ed eventi che lasciano il segno.

Dove tecnologia e narrazione sono sempre in dialogo | TheGiornale
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Il Made in Italy: Italia che piace agli stranieri

Si può dire che siete il Made in Italy che piace agli stranieri: possiamo ancora giocarci questa carta?

Credo che il “Made in Italy” sia un valore reale per noi, ma non nel senso convenzionale: è un modo di lavorare fatto di visione, cura del dettaglio e capacità di armonizzare creatività e rigore tecnico. Questo approccio è riconosciuto e apprezzato in molti Paesi, dall’Europa al Medio Oriente, anche perché offre soluzioni custom, e non prodotti standard, aiutando i nostri clienti a distinguersi. Il fatto di aver realizzato progetti importanti in Paesi come Arabia Saudita, Qatar o gli Stati Uniti è soltanto una conferma che il nostro modo di combinare design, storytelling ed engineering risuona a livello globale.

Il valore del Made in Italy | TheGiornale
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Quando la performance fa la differenza

Si teme spesso che il prodotto di imitazione venduto a prezzo inferiore vinca sulla qualità e sull’originalità, che hanno un costo superiore…nel tuo campo pensi si corra questo rischio o il cliente preferisce investire sulla qualità?

È una domanda interessante perché tocca una tensione reale tra costo e valore. Nel nostro campo la differenza la fanno la performance, l’esperienza e l’affidabilità: un’installazione deve funzionare ogni giorno, spesso in contesti ad alto traffico e con aspettative molto elevate. Le alternative più economiche sono delle soluzioni digitali standard che non possono replicare l’effetto emotivo e l’impatto di una soluzione realizzata su misura: quindi, parliamo proprio di due mondi diversi. I clienti che scelgono questo tipo di esperienza capiscono subito che non è una questione di prezzo, ma di valore: investono per creare qualcosa che rimane impresso, che genera coinvolgimento e memorabilità, e questo paga nel tempo.

Leva soluzioni su misura | TheGiornale
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Con chi state lavorando maggiormente?

Ultimamente stiamo lavorando molto con gli Stati Uniti, soprattutto nel mondo tech e con grandi aziende che stanno investendo in experience center importanti. Il nostro lavoro però si ritrova un po’ in tutto il mondo e, in generale, collaboriamo con partner che condividono una visione simile alla nostra, a prescindere dalla location: quella di creare momenti di pura meraviglia e raccontare le loro storie e il loro brand attraverso installazioni capaci di trasformare concetti in esperienze.

Torre strega animata in Francia
Foto di Leva | Permessi accordati

Lavori di cui vai più fiero?

È difficile sceglierne solo alcuni, quindi farò riferimento soprattutto ai progetti dell’ultimo anno. Nel 2025 abbiamo realizzato la nostra prima installazione permanente e outdoor per uno dei più grandi parchi a tema in Francia, il Puy du Fou. Al di là dell’enorme complessità tecnica (più di 200 moduli progettati ad hoc e tantissimi studi per garantire la resistenza agli agenti esterni durante tutto l’anno) è semplicemente uno spettacolo stupendo. Ci sono andato più di quattro volte con la mia famiglia e ogni volta mi sono goduto l’esperienza come se fosse la prima: c’è qualcosa di davvero incredibile nel vedere una torre alta 12 metri che si anima e diventa il volto di una strega in tempo reale. Sono poi particolarmente fiero anche delle installazioni che abbiamo realizzato per l’experience center negli Stati Uniti, perché rappresentano molto bene la maturità che Leva ha raggiunti.

Prossimi progetti? Puoi anticiparci qualcosa?

I prossimi progetti continuano sulla scia di quello abbiamo costruito finora: sfide ingegneristiche che cercano di fermare il tempo e creare momenti di condivisione, sospendendo l’incredulità. Stiamo lavorando sempre su experience center, musei e spazi permanenti, dove la narrazione diventa esperienza fisica, che dura nel tempo. Posso anticipare che uno dei prossimi lanci unirà danza, tessuti, braccia robotiche e…un aeroporto.
Stay tuned!
Per essere aggiornati sulle prossime realizzazioni di Leva seguite la pagina Instagram.

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