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LA BUONANOTTE di Rab – Foglie morte
Foglie morte
Ogni tanto cerchi una carezza e ti tocca aspettare che arrivi il vento.
Anche se poi, quell’aria mista al tuo pianto si trasformerà in cemento.
Duro sulla pelle, divenuta secca.
Denutrita.
Così.
Forse avrai pensato a me, in quei momenti.
Io ho smesso di farlo, da tanto tempo.
Ormai.
Le mie vene sono, foglie morte.
Aride, prosciugate.
Ho scordato come si fa, a perdersi tra gli angoli più scuri della mia mente.
Non m’interessa più, sai, sapere come sta la gente.
Non cerco più, nessuno.
Non cerco più, qualcuno.
Come quell’amore che mi avevi promesso tu.
Adesso vivo per un sorriso, diviso.
Nei sogni, non cerco più risposte.
Sono come stelle cadenti.
Tu le hai mai viste?
Nonostante il navigatore, continuo a sbagliare direzione.
Ho deciso di andare, altrove.
Ho scelto che in queste parole, non ti voglio più.
Offrire la mia distrazione.
Voglio farti sentire il male.
Te lo voglio disegnare.
Assaporarne il sapore.
Cerco strade, colorate da foglie morte.
Piene di suoni freddi.
Ululati di una memoria che ha imparato a perdere.
Sai, forse non lo sai.
Ma è quando cominci a perdere che hai vinto per davvero.
Perché non t’interessa più, ottenere.
Tenere. Trattenere.
Ti godi le cose, finché hai le forze.
Tieni strette le mani, sudate.
Le senti scivolare.
Un flash.
Instanti che, se siamo fortunati diventano momenti.
Indimenticabili.
L’amore è, foglie morte.
Una poesia per pochi.
Le tue caviglie storte.
Baciarci forte.
Sotto un temporale che ha il gusto delle nostra lacrime.
Aspettando che i tombini ingorgati da foglie morte, rigettino fuori parole.
Capaci ancora di stupirci, per un arcobaleno.
Per un tuo sorriso.
Linfa.
In queste mie vene, foglie morte.
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