Calcio e lettura: 5 libri per calciatori di Serie A
Sport 9 Luglio 2026

Calcio e lettura: 5 libri per calciatori di Serie A

Fabio Pisacane e Carlos Cuesta, giovani allenatori che hanno esordito in Serie A nella stagione 2025/26, sottolineano l’importanza del connubio fra calcio e lettura nella formazione dei giocatori del nostro campionato.

Calcio e lettura sono due temi, spesso, non associati. Eppure i giovani allenatori dimostrano una maggiore sensibilità per la formazione personale e tendono a dare consigli costruttivi ai propri giocatori. Due esempi su tutti: Fabio Pisacane e Carlos Cuesta. In due interviste pubblicate sul profilo Instagram Cronache di spogliatoio, tra le varie idee di calcio di ciascuno, si possono trovare due riferimenti ai libri. A tale proposito sono cinque i libri che consiglio loro, come ispirazione personale e professionale.

Chi sono Fabio Pisacane e Carlos Cuesta?


Fabio Pisacane, classe 1986, allenatore esordiente in Serie A con il Cagliari nell’ultima stagione e già alla guida della Primavera rossoblù, spiega il valore dello studio e racconta la scoperta in età adulta della lettura. Quando un testo lo ispira e pensa possa essere motivo di stimolo per i suoi ragazzi, non perde occasione per segnalarlo.

Carlos Cuesta, classe 1995, anche lui all’esordio come primo allenatore col Parma nell’appena conclusa stagione 2025/26 dopo la trafila nelle giovanili e un periodo da vice all’Arsenal, riporta un aneddoto interessante: a Natale ha regalato a ciascuno dei suoi calciatori un libro che considerava più in linea con la personalità del destinatario, ricevendo talvolta dei riscontri dopo la lettura.

5 libri che consiglio ai calciatori di serie A

A questo punto è stato per me inevitabile chiedermi: ma io, lettrice lontana dal gioco professionistico, quali libri consiglierei a un calciatore di Serie A? Consapevole dei miei limiti e, forse, dell’arroganza della mia presa di posizione, ho scelto comunque di accettare questa sfida con me stessa. Ecco cinque libri che, secondo me, un giocatore del nostro campionato dovrebbe leggere, come ispirazione umana e atletica.

1. Bar Sport di Stefano Benni: un tuffo fresco nella quotidianità epica del tifoso

Al primo posto non poteva mancare il manuale del tifoso, che è poi il manuale dell’italiano medio che, nella semplicità del quotidiano, scrive le gesta straordinarie della sua esistenza. Stefano Benni, scomparso il 9 settembre 2025, racconta un paese che non esiste più, lento, non digitalizzato, fortemente radicato nelle piccole realtà locali.

Allo stesso tempo è il cantore parodico e affezionato di un’Italia che, sotto il vortice delle trasformazioni, mantiene un spirito immutato. Bar Sport non parla solo di calcio.

Calcio e lettura: 5 libri per calciatori di Serie A  | TheGiornale
Bar vintage – foto di djedj da Pixabay

Epico l’episodio de La trasferta. Una trasferta per assistere a Firenze-Bologna diventa un’Odissea da Omero stralunato, con tutti gli ingredienti che la contraddistinguono, come partenza a mezzogiorno, incontro alle otto del mattino, adulti, bambini, canottiere, autisti ubriachi, soste in Autogrill, strade sbagliate, con la partita seguita con desolazione alla radio, e il finale paradossale: “Il Bologna perse sei a zero dopo essere stato lungamente in vantaggio”.

“Il Bologna perse sei a zero dopo essere stato lungamente in vantaggio”

Altrettanto significativo il capitolo Viva Piva, storia parodistica del classico fenomeno di provincia in balia di promesse degli osservatori, umori dei tifosi e frasi fatte dei giornalisti e degli intervistati.

Bar Sport è il libro perfetto perché il giocatore sia per un po’ tifoso, parte dell’italianità a tratti istrionica e contraddittoria di un paese che da troppi anni non ha nel calcio una rappresentanza nei palcoscenici più importanti.


La grammatica di Dio: la vita spiegata da Benni


2. La perla di John Steinbeck : perché un giovane ricco e di successo dovrebbe leggerlo?

Il secondo libro che consiglio è funzionale a offrire una risposta alla domanda che costituisce la base di questa riflessione e, credo, anche delle scelte degli allenatori di cui si è detto: perché un ragazzo, realizzato e con buoni guadagni, dovrebbe trascorrere del tempo nella lettura?

John Steinbeck in questo breve romanzo offre un chiaro monito sul ruolo della conoscenza: Kino, un indio messicano, padre di un bimbo piccolo e marito di Juana, teme di perdere la sua semplice serenità quando suo figlio viene morso da uno scorpione e rischia la vita. Per pagare le cure l’uomo pesca una grossa perla dal valore inestimabile. La guarigione inattesa del bambino grazie a medicamenti casalinghi mette la famiglia, in possesso di un tesoro, di fronte agli infiniti investimenti che possono cambiare le prospettive dei suoi membri.

Al di là delle riflessioni su colonialismo e discriminazione che il testo suggerisce, è interessante l’ossessione di Kino per l’istruzione del figlio, considerata una porta d’accesso all’emancipazione per tutto il suo popolo. A dimostrarlo è l’estrema difficoltà del protagonista nel difendersi, in quanto analfabeta, da tutti coloro che cercano di portargli via quell’oggetto prezioso approfittandosi della sua inferiorità culturale.

Essere persone di successo, con grandi disponibilità economiche, in un mondo che non si conosce e senza strumenti per decifrarlo, può essere più pericoloso che conveniente.

3. Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella: quanto costa un sogno?

Questo libro ci riporta nel mondo dello sport, in quello difficilissimo della realizzazione di una grande aspirazione personale che si scontra con i duri limiti di contesti fragili.

Parliamo, infatti, della storia romanzata di Samia, ragazza somala realmente esistita, con il sogno di diventare una campionessa dell’atletica. Gli allenamenti hanno come sfondo un paese in condizioni politiche e militari instabili, con vincoli religiosi e culturali che complicano il processo di crescita di una giovane donna.

Ciò non impedisce a Samia di partecipare alle Olimpiadi del 2008, in cui non conta la classifica, ma fare un primo passo nel mondo dello sport che conta. Il secondo passo la porta, alla ricerca di fortuna, ad affrontare il terribile viaggio per l’Africa e poi per il Mediterraneo che tutto ingoia, viaggio che ogni giorno sconvolge le vite di tutti coloro che cercano solo uno spazio di libertà.

Questo libro tocca il cuore di qualsiasi giocatore che abbia dovuto lavorare più degli altri per trovarsi a competere nei “palcoscenici” più importanti. Rimane per sempre impresso in quei tanti sportivi che vengono da realtà altrettanto complesse e conoscono il peso enorme del loro riscatto. È la voce di tutti gli altri che, per motivi diversi, alla fine, non ce la fanno.

4. Il meraviglioso Mago di Oz di Lyman Frank Baum: il gruppo compensa le crepe del singolo

Chi pensa che i libri per bambini siano solo per bambini ha avuto la sfortuna di non averli mai presi sul serio. E dato che la sottoscritta parla ai più piccoli molto seriamente, ha letto questo gioiello da adulta e ne è rimasta incantata.

La storia è nota: Dorothy è una bimba che vive con gli zii in Kansas e viene sorpresa da un tornado che sradica la sua casa e la trasporta in un mondo magico. Il suo ritorno alla normalità passa per un lungo cammino durante il quale incontra i suoi strampalati compagni d’avventure: uno spaventapasseri senza cervello, un taglialegna di latta senza cuore, un leone senza coraggio.

Calcio e lettura sono un connubio perfetto | TheGiornale
Mago di Oz – foto di George da Pixabay

La forza del racconto, per me, risiede proprio nell’incompletezza che accomuna i diversi personaggi. Solo in gruppo questa somma sgangherata di figure in cerca di ciò che non hanno è in grado di superare ostacoli, crescere e mitigare le fragilità.

È forse il miglior esempio di lavoro di squadra che si possa offrire a chi gioca in squadra: il bello degli sport di questo tipo è che ognuno può avere delle pecche e contare su chi gioca lì a fianco.


Hai già messo mi piace a TheGiornale?


5. Libro bonus: un testo di un autore della regione o della città in cui si gioca

Per concludere la mia lista di libri sul tema calcio e lettura mi sento di suggerirne uno che permetta ai giocatori di entrare fino in fondo nelle atmosfere e nelle abitudini della realtà in cui militano, anche per poco. I luoghi, i racconti narrati da un autore o un’autrice locale sono scolpiti nella gente, ne riprendono i tratti, le asprezze, i lidi più dolci.

Per esempio, se dovessi indicare una scrittrice sarda ai giocatori del Cagliari, che rappresentano un’isola nominerei Grazia Deledda.

Certo, le mie comuni origini nuoresi potrebbero influire, ma è anche vero che Grazia Deledda racconta la Sardegna che chi non è sardo spesso non conosce, quella brulla e tagliente, boscosa e tradizionalista dell’interno, quella chiusa ma accogliente che spesso si riconosce tra gli spalti.

Una Sardegna che studia chi viene da fuori, lo ammette nella comunità, lo rende una sua parte integrante e poi gli fa desiderare, quando possibile, di restare.

L'autore Fanny Boninu 2 articoli pubblicati

2 commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

TheGiornale
Panoramica Privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

È possibile regolare tutte le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.