16 Luglio 2024 20:57
Veganuary: perché partecipare (anche se non è gennaio) | TheGiornale

Sei un* vegan* conclamat* ed espert*, ti stai approcciando a questo tipo di dieta grazie al Veganuary o, più semplicemente, sei curios* e ti piace sperimentare? In questo articolo ti spiego perché dovresti dare una chance al mondo vegan.

Alimentazione plant-based a gennaio

Cos’è il Veganuary?

Prima di elencare i motivi per cui dovresti dare un’occasione all’alimentazione vegetale, una breve, brevissima introduzione su questa iniziativa. Veganuary è una crasi dei termini inglesi vegan + January (gennaio) ed è stata ideata da Veganuary, un’organizzazione no-profit che cerca di promuovere e diffondere la dieta plant-based in tutto il mondo. Lo scopo di questa campagna, in breve? Alimentarsi in maniera totalmente vegetale per tutto il mese di gennaio (e oltre).

In Italia, come spesso accade in vari campi, ci siamo uniti a giochi già iniziati, solo nel 2020, grazie a Essere Animali e, da allora, ogni anno il numero di partecipanti è in costante aumento.

In questo articolo scoprirai tre buoni motivi per partecipare.

1. Creatività e sperimentazione: le parole chiave

Molto spesso, si associa l’alimentazione vegetale alla privazione. Ci si fissa su ciò che non si può, invece che guardare più attentamente e scoprire che c’è un mondo.

Non si tratta di eliminare pesce, carne, uova e latticini e cibarsi solo di pasta, verdure e aria. Ci sono anche i legumi. E ne esistono di moltissime varietà: ceci, piselli, fagioli – ma quali, dei tanti? –, taccole, fave, lupini (no, non quelli de I Malavoglia!), soia, lenticchie – e, anche in questo caso, le varietà sono molte – e chi più ne ha più ne metta.

Per non parlare dei cereali, che non si riducono alle accoppiate pasta-riso o pane-patate. Ci sono anche il miglio, il cous cous, la quinoa, l’amaranto, il sorgo, il grano saraceno, l’avena, l’orzo e il farro, solo per citarne alcuni. Ti accorgerai che ognuno ha un sapore e una consistenza diversi e che sono tutti estremamente versatili.

E inizierai a sperimentare, a variare fonte di carboidrati e di proteine nell’arco della settimana, ti imbatterai in verdure dai colori sgargianti che non avevi mai visto prima e, pres* dalla curiosità, farai un tentativo. Con qualche alimento sarà amore a prima vista, per altri, magari, sarà necessario più tempo, qualche esperimento in più.

Ben presto ti accorgerai che mangiare vegetale non è limitante: è un gioco di creatività e fantasia, è una coccola per gli occhi, con tutti quei colori, e fa bene al pianeta.

Veganuary e alimentazione vegetale

2. Sostenibile per natura

Riprendo ora proprio quest’ultimo concetto, che sta sempre più a cuore a tutti.

Moltissimi esperti, ricerche, articoli, libri sostengono che l’alimentazione plant-based sia quella che salvaguarda maggiormente il pianeta e gli animali.
Nel suo libro Come evitare un disastro climatico, Bill Gates afferma che l’allevamento è una delle maggiori cause dell’emissione di gas serra nell’atmosfera ed è la principale fonte di emissioni del settore di riferimento (ndr. agricoltura, deforestazione e altri usi del suolo).
La stessa tesi è supportata anche da Fabio Ciconte in Fragole d’inverno, che fa riferimento a uno studio pubblicato nel 2019 dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), secondo cui l’intero settore è responsabile del 23% delle emissioni totali – ma questa cifra salirebbe al 37%, se si considerano anche i processi di trattamento e trasformazione dei prodotti alimentari. Queste percentuali possono subire leggere variazioni a seconda degli studi che si prendono come riferimento, ma l’assunto centrale è innegabile: l’industria agroalimentare – e soprattutto gli allevamenti intensivi – causa un’ingente quantità di emissioni di CO₂ ed è tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici.
La soluzione? “Secondo gli scienziati dell’IPCC, una dieta senza […] uso di carne ha un potenziale di riduzione di CO₂ elevatissimo, molto più della dieta mediterranea” (Fabio Ciconte, Fragole d’inverno).

Quindi, con un’alimentazione vegetale potrai avere un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

3. Alimentazione green per non restare al verde

Sfatiamo un altro mito: mangiare vegetale non significa spendere un occhio della testa. Anzi.

I prodotti più costosi, come i Beyond Burger o i sostituti della carne, i formaggi vegetali, il tempeh, il seitan, e compagnia bella non formano la base della dieta vegana. Sono solo valide alternative per quando si ha voglia di cambiare, si ha meno tempo, ci si vuole coccolare. Gli alimenti più consumati dai vegani sono i cereali, le verdure e i legumi: tutti ingredienti “poveri” ma dall’elevato potere saziante.
Addirittura, uno studio dell’Università di Oxford ha dimostrato che un regime alimentare vegano riduce l’importo della spesa del 22-34%, rispetto a una dieta onnivora.



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Senza rendertene conto, quando inizierai il tuo Veganuary – che non deve per forza coincidere con il mese di gennaio – avrai anche risparmiato. Cosa stai aspettando?

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