Scrivici a
Curva Futura: il progetto del Cagliari Calcio per i tifosi bambini
Sono passati ormai otto anni da quando l’Unipol Domus, stadio che ospita le partite casalinghe del Cagliari, ha cambiato planimetria.
Il piccolo fortino rossoblù, che sorge accanto all’ex Sant’Elia, a pochi chilometri dal mare, sotto un cielo solcato da aerei e fenicotteri, non conta più solo i suoi cinque settori principali:
• Curva Nord
• Curva Sud
• Distinti
• Tribuna
• Settore ospiti
Ma è il primo impianto in Italia a prevedere la presenza di un sesto spazio pensato esclusivamente per i piccoli tifosi, riuniti in un clima di festa, lontano dagli eccessi rancorosi e a tratti violenti che spesso contraddistinguono il tifo dei grandi: la Curva Futura.
Nessuno spazio per cori goliardici, attacchi alla squadra avversaria, petardi e battibecchi tra gli spalti: nella curva di domani si sostengono i propri beniamini e si impara il rispetto per fedi calcistiche diverse in pieno spirito sportivo. Un sogno utopistico? Forse, dopo tanti anni si può iniziare a parlare di progetto educativo concreto a lungo termine.
10 curiosità sulla Ferrari che forse non conosci
Cos’è il tifo?
Definire il tifo è senza dubbio complesso, per quanto sia un sentimento di dedizione del tutto spontaneo. Proprio in virtù della sua almeno originaria spontaneità sarebbe riduttivo ricorrere a una semplice didascalia da dizionario, mentre risulta forse più efficace procedere per immagini.
Il tifo è quell’orgoglio che nasce quando, da bambino, vedi quel calciatore che gioca proprio in quella squadra fare una rovesciata spettacolare, segnare ma anche non centrare la rete e rimettersi in piedi ammirato dai compagni, mentre tu lo osservi col fiato sospeso. Oppure è il colore della maglia che i tuoi genitori ti mettono addosso quando sei ancora neonato, non hai idea di cosa succeda intorno a te ma hai già sulle spalle un’eredità identitaria che ti porterai dietro tutta la vita. O lo stemma di cui va fiero il tuo migliore amico, il coro intonato la prima volta che assisti dal vivo a un match, la squadra della città universitaria che ti accoglie la prima volta lontano da casa e ti regala un nuovo posto a cui appartenere. È insomma la passione che ti trasmettono, o che incontri e tenti di trasmettere a chi verrà dopo di te.

Il tifo appassionato di questo tipo è un sentimento sanissimo ed è il vero motore, anche economico, del calcio contemporaneo. Nei dibattiti tra non addetti ai lavori si parla spesso di un’idea di sostegno alla squadra del cuore basata sulla valutazione dei giusti acquisti, dei giusti investimenti e delle giuste politiche societarie, ma nessuno, dopo una giornata passata a far quadrare i conti di casa, vuole mettersi in testa di gestire, anche da lontano, dinamiche finanziarie di milionari. Ed è tutto bellissimo, se non fosse che i casi di violenza, atti prepotenti e pericolosi negli stadi e tra gruppi di tifosi continuano ad alimentare le cronache e annebbiare l’atmosfera serena all’interno degli impianti sportivi.
Ferrari Luce: genialata o distruzione del brand?
Cos’è e perché nasce la Curva Futura?
Proprio per far fronte al clima ostile e aggressivo di cui spesso si nutre il tifo, non solo organizzato, con declinazioni che vanno dal turpiloquio allo scontro fisico vero e proprio, il Cagliari Calcio, in collaborazione con la Fondazione Carlo Enrico Giulini e l’agenzia di marketing sportivo Infront, ha concepito il progetto della Curva Futura, primo settore in Italia interamente dedicato ai più giovani, inaugurato nel 2018.
Uno spazio fisico in cui 136 bambini, precedentemente formati sul tema del supporto positivo alla propria squadra del cuore, cantano e incitano i propri beniamini in un clima di festa e condivisione che ravviva ogni match casalingo.
Attenzione, questo non implica minore dedizione alla causa: i piccoli rossoblù partecipano orgogliosi indipendentemente dal sole o dalla pioggia, con entusiasmo e gioia tangibili. È tifo vero, forse il più vero che si possa concepire.

“Questo progetto persegue una vasta politica di prevenzione primaria della violenza nello sport, volta a creare un humus sociale ed educativo per realizzare modelli più armoniosi e creativi di costruzione identitaria della passione del tifo”, ha dichiarato Paolo Giulini, evidenziando l’urgenza di proporre un modello alternativo a quello del contrasto che troppo di frequente i bambini imparano negli stadi proprio dagli adulti. L’obiettivo è rifondare il supporto sportivo del futuro e, perché no, far riflettere gli adulti di oggi sulle opportunità di scambio e unione che il calcio può offrire.
L’iniziativa ha già raccolto frutti importanti: la Curva Futura ha vinto il primo premio del “The Stadium Business Awards 2020”, nella categoria “Fan Experience”, riconoscimento che premia le migliori innovazioni relative agli impianti sportivi a livello mondiale.
“Questo progetto persegue una vasta politica di prevenzione primaria della violenza nello sport, volta a creare un humus sociale ed educativo per realizzare modelli più armoniosi e creativi di costruzione identitaria della passione del tifo”
A Scuola di Tifo: come i bambini si preparano all’esperienza allo stadio
Ma come si coltiva questa consapevolezza prima che venga applicata sugli spalti? È qui che entra in gioco un altro progetto della Fondazione Giulini, esposto con chiarezza sul sito ufficiale: la Scuola di Tifo. Bambini e insegnanti degli Istituti Comprensivi di Primo Grado sardi sono coinvolti in un incontro di sensibilizzazione al tifo non violento ma anche ad altre tematiche associate ai buoni principi dello sport e all’inclusione, dentro e fuori dal campo.
L’iniziativa è sostenuta dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Sardegna, e si basa su alcuni obiettivi fondamentali, così riassunti dalla Fondazione:
• promozione mediatica, culturale, sociale dei diritti delle persone di minore età in Sardegna
• inclusione attraverso la partecipazione attiva alla pratica sportiva
• promozione del benessere psicofisico
• educazione al fair play e al rispetto delle regole
Si tratta dunque di un incontro immersivo in cui la scuola, sede istituzionale dell’educazione, si conferma polo essenziale per la formazione degli adulti del futuro ben oltre l’aspetto curricolare. È tra i banchi, infatti, che il Cagliari Calcio immagina l’inizio della maturazione anche all’interno dei contesti d’intrattenimento come quello sportivo e riconosce la correlazione insolubile tra attività ludiche, vita comunitaria e propensione all’inclusione.
Così, mentre si provano cori e si realizzano cartelloni di sostegno alla squadra del cuore, si mettono alla prova i principi del tifo positivo e quelli più ampi della vita sociale, nel primo nucleo collettivo in cui il bambino è chiamato a destreggiarsi.

Hai già messo mi piace a TheGiornale?
Come si traduce il progetto allo stadio
Fuori da ogni discorso puramente teorico, proviamo ad immaginare una partita per i piccoli tifosi della Curva Futura. Se si considera il coinvolgimento di classi di istituti di tutta l’isola, l’avventura inizia spesso diverse ore prima della gara, su un pullman in cui i bambini, vestiti coi colori della squadra che amano, danno avvio ai festeggiamenti, accompagnati da maestri e maestre che li hanno sostenuti durante tutte le fasi del progetto.
Si arriva dunque alla Unipol Domus e si prende posto nel settore dedicato. E qui inizia la vera magia: tra i fischi, gli improperi, le parole sopra le righe degli spalti dedicati ai più grandi, in cui i bambini presenti imparano un modo di vivere il calcio che, quando saranno adulti, contribuirà a mantenere alta la tensione negli stadi, i tifosi della Curva Futura cantano, applaudono e si fanno sentire anche più degli ultras casalinghi, noti per essere grandi motivatori. E lo spettacolo più bello si presenta in occasione di match contro squadre più blasonate come Juve, Inter o Milan, in cui si possono vedere bimbi di schieramenti opposti incitare uno accanto all’altro i propri giocatori preferiti.
La partita si conclude di frequente con una foto ricordo scattata sul terreno di gioco, in compagnia di calciatori e dell’immancabile Pully, la mascotte più famosa d’Europa. In quello stesso clima di festa, a prescindere dal risultato, si torna a casa, stanchi ma felici, perché il tifo è prima di tutto un’occasione di costruire ricordi con le persone che ci circondano, raccontare quel giorno allo stadio come un momento epico.





Bellissimo progetto…..per i bambini si fa sempre troppo poco..speriamo si realizzi.
Sì una bellissima iniziativa che coinvolge tanti bambini entusiasti da qualche anno e che speriamo continui a rinnovarsi e, perché no, ad ispirare altre realtà