A Torino, nella splendida location di Villa Della Regina, Francesco Mazzonetto, talentuoso pianista concertista di fama internazionale, è direttore artistico del “Musica Regina in Villa” International Music Festival.
Ogni estate, ai piedi della collina di Torino, Francesco dirige musicisti provenienti da tutto il mondo dando vita ad uno spettacolo sensazionale. Scopriamone di più insieme…

In estate “Musica Regina in Villa” incanta Torino
Ho avuto il piacere di assistere al Festival e oggi sono con Francesco, perché, chi meglio di lui per trasmettere ai lettori tale meraviglia.
Con il “Musica Regina in Villa” International Music Festival hai portato a Torino la bellezza della musica classica con quel qualcosa in più. Come è nata questa idea?
Quando ho deciso di creare il “Musica Regina in Villa” International Music Festival, ho voluto fin da subito cambiare il paradigma di quella che è l’idea di Festival; per me non deve e non può essere una mera successione di concerti, ma un succedersi di momenti vivi ed indelebili che restano nel cuore delle persone, un evento che, una volta giunto alla fine, faccia sentire la sua mancanza e la voglia di tornare l’anno dopo, perché ci si è trovati bene, in un’oasi di cultura e bellezza. Ho cercato di trarre spunto dagli aspetti positivi che vedevo nei vari Festival dove ho avuto l’onore di suonare lungo la mia carriera internazionale, un’indagine profonda i cui frutti ho voluto portare nella mia città, Torino.

Villa della Regina, una location d’eccellenza
La location lascia senza parole. Come è nata la collaborazione con Villa della Regina?
Io avevo l’idea ma mancava il luogo. L’ incontro con la Presidentessa dell’Associazione di “Amici di Villa della Regina”, Maria Teresa Buttigliengo, dopo un mio concerto è stato uno di quei momenti che mi piace chiamare decisivi. Abbiamo da subito trovato una sincera comunione d’intenti nel creare qualcosa di bello e sono sinceramente grato a lei ed all’Associazione Amici di Villa della Regina per il supporto che riservano al Festival fin dalla sua prima edizione nel 2022 e che continueranno a rinnovare anche per la prossima edizione che si terrà nel 2026 a Villa della Regina dal 28 giugno al 5 luglio 2026. Mi sento anche di ringraziare sentitamente la Direttrice di Villa della Regina Sara Lyla Mantica per la passione che dimostra nel far sì che il Festival si svolga a Villa della Regina nelle migliori condizioni.
Un vero investimento sulla cultura e sul territorio
Tante persone hanno fin da subito creduto nel tuo progetto e hanno aiutato nella realizzazione dell’evento. Come vedi questa compartecipazione?
Per me, un aspetto molto importante legato al Festival, è quello della riscoperta del mecenatismo musicale che per secoli ha supportato il fiorire di idee e visioni che risultano ben evidenti nel nostro immenso patrimonio musicale. Dopo la prima edizione sempre più persone hanno voluto appoggiare e sostenere questo progetto ed il suo grande potenziale, persone che non esito a definire illuminate, un vero e proprio raggio di sole che squarcia le tenebre di questo periodo storico. Quello che fanno non è semplicemente finanziare un evento, è un vero e proprio investimento sulla cultura e sul suo sviluppo, senza pretendere qualcosa in cambio nell’immediato, ma gioendo dei frutti che la crescita di questo Festival può portare al pubblico, agli artisti e a loro in termini di connessioni e relazioni.

“Musica Regina in Villa” è quello che è grazie al suo pubblico
Possiamo dire che il tuo pubblico crede in quello che fai ed è una componente importante del Festival
Lungo le sue prime quattro edizioni il pubblico del Festival è aumentato, una crescita costante e, ad un certo punto, esponenziale. Questo ha comportato, oltre all’immensa soddisfazione per il lavoro organizzativo che porto avanti insieme con l’Associazione Apeiron e quello artistico, nuove sfide che sicuramente stimolano a dare il meglio per la gioia di tutte quelle persone che di anno in anno riempiono Villa della Regina per godere della meraviglia che solo la musica sa portare. Il pubblico è uno degli elementi portanti in un Festival, e una delle missioni principali che il “Musica Regina in villa” International Music Festival si pone, è quella di far scoprire alle persone il gusto comunitario della fruizione della cultura, il ritrovarsi tutti insieme, in una società che ci spinge sempre più all’isolamento, per emozionarsi e viaggiare alla scoperta di un patrimonio che vive nell’istante in cui viene suonato.

Un Festival per permettere a tutti di avvicinarsi alla musica classica
Da sempre si pensa che la musica classica sia una musica d’élite, non adatta a tutti. Forse per questo molte persone non osano avvicinarsi a questo mondo.
Per fare in modo che questo avvenga ho voluto dare a questo Festival una connotazione accogliente. Vero. Tante volte le persone mi esprimono il loro timore nell’avvicinarsi alla musica classica, hanno paura di non sapere a sufficienza, di applaudire nel momento sbagliato ed essere rimproverati, di sentirsi in qualche modo esclusi fermi davanti ad una porta chiusa. Al che dico sempre che la musica basta ascoltarla e viverla, senza quei vincoli non scritti che per troppo tempo hanno allontanato le persone dalla musica deumanizzandola. Per questo faccio anche molta attenzione alle artiste ed agli artisti che invito, a pari merito artistico ci tengo ad invitare persone con una spiccata dote umana, che facciano sentire il pubblico parte di qualcosa di grande, raccontando aneddoti, accompagnandoli nei brani che verranno suonati, che rendano la musica di nuovo un fattore umano a cui tutti possono accedere decidendo in un secondo momento cosa fare di questo dono.
Qual è l’aspetto a cui tieni maggiormente per il Festival?
Quando inizio a creare il programma di ogni edizione del Festival, l’aspetto più importante che prendo in considerazione è la qualità di ciò che viene proposto. In queste quattro edizioni dalla sua nascita il Festival ha visto la presenza di grandi artiste ed artisti come il grande pianista americano Jeffrey Swann, i pianisti italiani Gianluca Lusi, Marco Pasini, Marco Sollini e Salvatore Barbatano, il primo violoncello della Scala di Milano Sandro Laffranchini, le grandi attrici Stefania Sandrelli e Amanda Sandrelli, negli stessi programmi senza distinzioni hanno trovato spazio giovani musicisti con carriere già avviate perché credo fermamente nel valore delle connessioni personali: un grande pianista durante il Festival può assistere ad un concerto di un giovane promettente e magari dar vita ad una collaborazione duratura, uno scambio di idee che non si ferma al momento del singolo concerto, ma prosegue durante i ricevimenti che il Festival offre, per fare in modo che le persone possano approfondire la conoscenza degli artisti e del loro mondo.

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo festival?
Nel 2026 il “Musica Regina in Villa” International Music Festival, vedrà l’ingresso di un’altra arte che affiancherà quella musicale, la danza, ed in particolare il Flamenco e le connessioni che la musica di J.S. Bach riesce a stabilire con questa danza così culturalmente differente. Verrà dedicato un concerto alle figure delle compositrici come Clara Wiek, relegate ingiustamente in un ruolo di secondo piano per costumi e stigmi delle epoche passate. Il Festival, inoltre, vedrà all’interno della sua programmazione la partecipazione della Filarmonica del Teatro Regio di Torino, la dirigerà la bacchetta di Cinzia Pennesi. Sarà la prima volta che un’orchestra sinfonica si esibirà a Villa della Regina riempiendo di meravigliosa musica i giardini esterni della sua Esedra. Rimanete quindi al nostro fianco per conoscere il resto del programma e per viverlo intensamente non dimenticate di venire a Villa della Regina sarà dal 28 giugno al 5 luglio, il “Musica Regina in Villa” International Music Festival vi aspetta a braccia aperte.
