Il 26 settembre è uscito su etichetta Universal Music Italia il nuovo di disco di Tropico, al secolo Davide Petrella. E noi, siamo qui per farvi la nostra recensione di Soli e Disperati Nel Mare Meraviglioso, di Tropico.

Chi è Tropico?
Partiamo da questa domanda che di sicuro sarà passata in testa a molti: chi è Tropico? Facile, Tropico è Davide Petrella.
Seconda domanda: chi è Davide Petrella? Semplice, uno degli autori più importanti della musica italiana di quest’ultimo decennio.
Pensiamo a Logico#1 e Poetica di Cesare Cremonini, Bravi a cadere di Marracash, Rolls Royce e 16 marzo di Achille Lauro e molte altre, portano la firma del nostro beniamino.
In altre parole, Petrella è sinonimo di hit. Voi dite che queste non sono state hit? Va bene, ve ne dico un’altra: Questa non è Ibiza, Festivalbar con la cassa dritta e chi l’ha letta senza cantare mente. Ecco, questa canzone viene da lui, il nostro Davide.
Per dirla come John Lennon e McCartney, non scrive canzoni, scrive i soldi per un’altra piscina.
Da Non esiste amore a Napoli e Soli e Disperati Nel Mare Meraviglioso di Tropico
Nel 2021 Petrella decide di intraprendere anche un suo personalissimo progetto. Nasce così Tropico.
Un approccio totalmente diverso, più intimo, con canzoni delicate e viscerali.
Il primo album si chiama Non esiste amore a Napoli.
Da subito è chiara la direzione della musica di Tropico. Suoni larghi e testi stretti, attaccati a lui.
La title track del primo album, cantata insieme a Calcutta è una dichiarazione di intenti.
«E non ci pensi mai che è stato un lungo viaggio incontrarsi? Sarebbe meglio scordarsi e diventare uguale a tutti gli altri». Versi che ti fanno piangere anche sull’amore dell’asilo.
Quel viaggio che parte da Napoli e a Napoli torna e fa una nuova tappa con questo disco appena uscito: Soli e Disperati Nel Mare Meraviglioso. Il terzo disco, dopo il già citato Non esiste amore a Napoli e Chiamami quando la magia finisce.
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Le canzoni di Soli e Disperati Nel Mare Meraviglioso
Il disco si apre con la title track. Con la voce di Tropico che rompe il silenzio, prima ancora della musica, quasi avesse fretta di parlare alla lei. Con quel «Forse adesso che non so dove sei» la canzone, per citare Mario de Il Postino, ci fa sentire come una barca tra le onde del mare.
E per restare sulla metafora del mare e sulle citazioni, come direbbe Manuel Agnelli: «Sembra che ti culli ma poi ti vuole affondare».
Infatti quando arriva il ritornello, quell’ammissione «Anche se noi non ci rivedremo mai più, sarai sempre la mia solitudine…». E il napoletano che arriva per andare ancora più in fondo con il verso: «Te voglio ‘bbene, t’ ‘o giuro», cantato con una voce in bilico tra la nostalgia e la disperazione.
Da qui arrivano altre 16 tracce in cui si alternano instant hit, come Per Te Per Sempre. Un pezzo con Achille Lauro, dove la voce del cantante romano accompagna nel profondo dei suoi bassi l’ascoltatore, mentre chiede «Chi cercheremo di notte quando non c’è niente?».
E se il vostro cuore ha resistito a questa doppietta iniziale, adesso arriva la chitarra melanconica di Felicità Non Andartene. Una canzone da tramonto sugli scogli di Capri e solo una traccia più in là arriva A Vita Pe Mme.
Certo, per chi non è madre lingua potrebbe essere difficile da capire. Ma come diceva Eduardo prima dei suoi spettacoli «Questa sera reciteremo in lingua napoletana, non è colpa vostra se non capirete, ma nostra che non vi abbiamo fatto arrivare le emozioni di questo testo».
Ecco, Tropico, in un solo verso « M’ ‘e ‘ccis ammore» (Mi hai ucciso l’amore) fa arrivare tutto quello che deve dire. In quattro parole riassume come si sta dopo la fine di un amore e non si vuole trovare nessun altro.
Arriva Sabato Sera, il feat con Calcutta che parte come una hit e finisce in un esperimento sonoro e ostinato divertentissimo, prendendo in giro l’uso dell’AI. Che ricordiamo, per qualcuno ChatGPT può sostituire un amico.
La penna dell’autore però diventa sottile per Vita.
Quasi una ninna nanna, intrisa di dolcezza e dolore per un amore andato. Anche qui troviamo immagini meravigliose come «e quanti vote ancor aggià murì per te?». Attingendo a piene mani da quella tradizione napoletana che parte da Libero Bovio e Salvatore Rosa.
Il disco poi si chiude con un trittico devastante. I due singoli già usciti: Mi Sono Innamorato Di Te, con quei violini strazianti e meravigliosi, e poi Si Nun Me Vuò Bene CChiù. La più “Tropicana” delle canzoni di tutto l’album.
L’ultima traccia è Infiniti Modi per Rovinare Tutto. Direi che il titolo basta, no?
Tropico, tradizione e innovazione
Tropico è una delle figure più belle della scuola napoletana. Una scuola che attualmente ha come capofila Liberato.
Cantanti che partono come già detto dal melodico, o neo-melodico, di Libero Bovio (Libero/Liberato, dice nulla?).
Per passare dal check-point obbligato della musica di Pino Daniele, a questo proposito ho sentito un omaggio in questo disco di Tropico – Musica Musica – e poi puntare al futuro.
E se vi chiedete perché spesso i cantanti napoletani mischiano Italiano, napoletano e inglese, la risposta è facile. La trovate nella Tammuriata Nera – quella del bimbo nato nero e la mamma lo chiama Ciro.
Soli e Disperati nel Mare Meraviglioso di Tropico e Luciano De Crescenzo
I suoni, le produzioni di Tropico respirano nella modernità più assoluta, ma i testi sono pervasi di quella tipica e contagiosa amarezza napoletana nell’eterna ricerca di un amore.
Che forse fu riassunta benissimo da Luciano De Crescenzo nella frase: «Siamo angeli con un’ala soltanto. Possiamo volare solo restando abbracciati».
Uagliù è un bel disco, andatelo ad ascoltare. E se volete, qui trovate le date del suo tour.
