16 Luglio 2024 21:07
Dorayaki: i pancakes giapponesi

L’atmosfera magica dei paesi del Sol Levante fa parte della vita di noi occidentali da molti anni. Percepiamo l’armonia zen e la pace che regna in quei giardini che tanto cerchiamo di ricreare con bonsai e bamboo. Con i dorayaki: i pancake giapponesi, i mochi e il sushi riviviamo la loro tradizione culinaria.

I libri e il cinema ci hanno fatto amare ogni cosa di quella terra lontana: il sakè, le danze del Domannaka Matsuri e le geishe. Il loro mondo fragile fatto di kimono, shamisen e obi ci hanno fatto venire il desiderio di viaggiare in quelle meravigliose terre orientali.

Geisha che passeggia a Kyoto in primavera

Ma quel mondo così misterioso e affascinante è anche stato da sempre il nostro compagno di avventure prima e dopo la scuola, con i cartoni animati di Sampei, Sailor Moon, Kiss Me Licia, Lady Oscar, Doraemon e Dragon ball. Siamo cresciuti così,fra i disegni fatti con carta e matita e tanta fantasia. L’infanzia più bella di tutte!

Oggi possiamo sentire gli stessi profumi e assaporare la stessa armonia della cultura orientale che è giunta fino a noi grazie al Festival dell’Oriente. Oppure attraverso i ristoranti tipici e ai commercianti, che trasferendosi nel nostro paese ci hanno donato parte del loro patrimonio culinario, arrivando fino alle nostre tavole.


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La cucina orientale

Chi ama la cucina orientale come me, si diletta a imparare a cucinare prodotti che non fanno parte della cultura italiana. È un delizioso passatempo, facilitato dall’attuale reperibilità in commercio delle materie prime per ogni preparazione.

Pensiamo all’alga nori, utilizzata per la preparazione dei maki di sushi, oppure al riso glutinoso, fondamentale per la preparazione dei dolcetti mochi o ancora alla soia o al tofu, ampiamente diffusi nei banchi frigo dei principali supermercati. Tutta questa varietà ci permette di spaziare sia nella conoscenza sia nella preparazione di piatti diversi dalla nostra dieta mediterranea.

Naruto sta al ramen come Doraemon ai dorayaki: i pancake giapponesi

Doraemon fa scorpacciata dei dorayaki

Da quando Naruto, già famoso per il manga è approdato in tv, il ramen, piatto tipico giapponese, è diventato di moda anche nel nostro paese. Stessa cosa vale anche per i dorayaki, in giapponese どら焼き. Diventati famosi grazie al simpaticissimo Doraemon, i dorayaki: i pancake giapponesi sono dolci ripieni di marmellata o crema. Il loro impasto è simile ai pancake americani, sia per forma che per dimensione.
Doraemon, il gatto robot combinaguai protagonista del cartone animato, ne fa scorpacciata ogni merenda.

Sono tanti i cibi visti nei cartoni animati e portati sulle nostre tavole grazie ad appassionati che si sono lasciati incantare dall’idea di provare nuovi sapori. Mentre il ramen richiede una preparazione quasi perfetta, i dorayaki sono molto più semplici da preparare.
Il risultato è da leccarsi i baffi, per dirla con le parole di Doraemon.

Le ricette della signora Toku e The Ramen Girl

Quando io preparo la marmellata Anko, tendo sempre l’orecchio ad ascoltare quello che i fagioli hanno da dirmi. Cerco d’immaginare tutto quello che hanno vissuto. I loro giorni di pioggia e i loro giorni di sole. Portati dal vento, sono arrivati fino a noi. Ascolto il racconto del loro viaggio. Sì, bisogna ascoltarli. Tutto quello che esiste nel mondo possiede il suo linguaggio. È così, ne sono convinta. Il più tenero raggio di sole o il vento meritano che noi si tenda l’orecchio ad ascoltarli. Forse è proprio per questo che ieri sera il vento che soffiava tra gli arbusti di agrifoglio, sembrava dirmi che dovevo scriverle. Io l’ho sentito. – Toku

Questa citazione arriva da un film giapponese “Le ricette della signora Toku” del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa. È stata la prima volta che ho sentito parlare della marmellata anko. Quel film, imperdibile direi, narra la passione di una nonnina per la preparazione della marmellata anko. La ricetta originale giapponese della marmellata anko è preparata con fagioli rossi dolci. Anko è il nome della tipologia di fagioli, da cui prende nome la marmellata.

La sua dedizione e il suo “ascoltare rispettosamente” i fagioli durante la cottura, osservandoli e cucinandoli con cura è qualcosa di unico. Un rapporto unico. Come se quell’emozione dovesse diventare parte di un unione per accogliere quel cibo con delicatezza nel nuovo ambiente.
La stessa empatia che ho sentito nel film “The Ramen Girl”, del 2008 diretto da Robert Allan Ackerman. Quando Abby impara a preparare la ricetta perfetta del ramen, mette anima, cuore e amore in ciò che cucina. Un altro film che merita di essere visto.

Non so come, ma le emozioni che spesso ci vengono tramandate dai film sono reali e si manifestano in molte occasioni nella nostra vita.
Così da Doraemon alla Signora Toku, quel semplice dorayaki è diventato qualcosa di più che dovevo assolutamente provare.

Dove mangiare i dorayaki a Torino? Ecco i pancake giapponesi originali

Passeggiando per le strade di Torino, si incontrano spesso ristoranti o negozietti etnici e orientali dove si possono gustare piatti tipici.
Uno di questi appartiene a Livio, un gentilissimo commerciante che ha aperto un piccolo locale dove si possono trovare mochi, dorayaki e gelato in roll.
La sua ricetta dei dorayaki è buonissima e oltre alla Nutella, si può trovare anche la farcitura originale con la marmellata anko.

Il suo locale si chiama Zero Ice Roll & Mochi e si trova a Torino, in via Principe Amedeo 33/C.

Perfetto per ritrovare lo spirito del Giappone senza dover prendere un aereo.

La mia ricetta dei dorayaki: i pancake giapponesi

Ingredienti per preparare i dorayaki:

  • 2 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 100 gr di farina 00
  • 1 cucchiaino di miele
  • 2 cucchiai di acqua
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci (utilizzare il lievito istantaneo annulla i trenta minuti di attesa)
  • 1 cucchiaino di mirin (un liquore giapponese che è contenuto nella ricetta originale, ma è facoltativo, non è un ingrediente necessario).
  • 2 cucchiai di anko per farcire (marmellata dolce fatta con i fagioli azuki, che puoi sostituire con una crema al cioccolato o alle nocciole)

Primo step: prepara l’impasto

In una ciotola amalgama bene le uova con lo zucchero.

Aggiungi il mirin e il miele, mescola bene e aggiungi la farina, amalgamando bene fino a ottenere una pastella densa, cremosa e omogenea.
Puoi aiutarti con una frusta a mano.

A parte crea un emulsione di lievito e acqua, che andrai poi ad aggiungere alla pastella non appena si sarà amalgamata bene.

Mescola ora tutto il composto finché si sia amalgamato omogeneo.
Copri con la pellicola e mettila in frigo a riposare per trenta minuti.

Secondo step: cucina i dorayaki

Scalda bene una padella o una piastra antiaderente e bagna il fondo con olio di semi, spargendolo uniformemente con uno scottex in modo da creare uno strato di olio in tutta la superficie.

Aggiungi mezzo mestolo di pastella alla padella oliata e fai cuocere a bassa temperatura finché la pastella farà le bollicine e si staccherà dalla piastra, come un pancake.

Rovescia con una paletta il dorayaki e fallo cucinare anche dall’altro lato per circa 40 secondi finché si stacca dalla superficie di cottura.

Prosegui nello stesso modo con tutta la pastella, che se dovessi trovare troppo densa puoi ammorbidire con un cucchiaino di acqua, ma poco alla volta.

Terzo step: farcisci i dorayaki

Mentre sono tiepidi puoi farcirli con uno o due cucchiaini della crema scelta, appoggia poi un altro dorayaki sulla farcitura e schiaccia con cura ma delicatamente lungo i bordi per far aderire i dorayaki.

Consumali caldi e accompagnali con un bicchiere di latte o uno smoothie.

Puoi conservare l’impasto crudo per 12 ore in frigo oppure i dorayaki cotti per 3 giorni coperti da un foglio di pellicola.

I dorayaki: i pancake giapponesi

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Buon appetito: ora conosci la ricetta dei dorayaki

Sperimenta le ricette orientali per celebrare la tradizione giapponese. Prova questa ricetta dei dorayaki: i pancake giapponesi e se puoi fai un viaggio in Giappone per assaggiare i piatti originali. Sarà un viaggio indimenticabile.



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