16 Luglio 2024 21:22
Il significato del Gatto con gli stivali 2 - TheGiornale

Il significato del Gatto con gli stivali 2 è racchiuso in un film di animazione ben riuscito, che affronta temi fondamentali dell’esistenza. Vediamoli insieme. 

Il significato del gatto con gli stivali 2
Il gatto con gli stivali con l’immancabile Leche (Foto di Il Cinematografo)

Il significato del Gatto con gli stivali 2: i messaggi iniziatici

Undici anni dopo, ecco il nuovo Gatto con gli stivali. Come negli altri episodi del filone narrativo – che ha origine in Shrek – regna il più variopinto pullulare di incantesimi e artifizi, creature fiabesche e oggetti magici. Questo aspetto rende Il gatto con gli stivali un atlante dell’impercettibile, dell’invisibile.

Le fiabe e le favole, oltre a dipingere una geografia del fantastico, diventano la cornice di una nuova mitologia, cui ricorrere per celebrare la gioia della vita e confrontarsi con i temi della morte, della rinascita e delle tappe iniziatiche, con le relative soglie e i rispettivi guardiani.

Per raggiungere la Stella del desiderio occorre affrontare la Foresta oscura (un eco dantesco visto che anche il felino, pur muovendo dalla selva, tornerà a “riveder le stelle e più precisamente quella del desiderio). Il tema del viaggio è la chiave esperienziale del movimento iniziatico. Il tema del bosco o della selva, invece, si pone come labirintico luogo della Ricerca.

Il gatto con gli stivali 2 è un affascinante film dai connotati gotici e noir. Pur rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo, è chiaro che sia suggerito ad una platea adulta, più avviata a domande e dilemmi esistenziali.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
(Foto di Animation World Network)

Il tema della doppiezza e il significato del Gatto con gli stivali 2

Come osservava Calvino “il volto della fiaba è doppio“. Le forme fiabesche hanno come rovescio deformità mostruose. Il doppio del castello fatato è la palude. Allo stesso modo, il regno di Molto molto lontano non è che il doppio del nostro mondo! L’oggetto vicino viene posto alla debita distanza perché possa essere osservato interamente. Questo movimento è doppio e paradossale: distanziarsi per avvicinarsi.

Il gatto con gli stivali 2 restituisce la doppiezza di tutte le cose. Questo film di animazione veicola messaggi iniziatici e illustra la matematica dell’esistenza. Con le sue combinazioni e i suoi algoritmi variabili, questa matematica appare nella mappa del desiderio, che conduce alla Stella.

Questo strumento magico mostra ad ognuno una via diversa per soddisfare “l’ultimo desiderio”. Il significato del film va cercato sul filo del rasoio: non tanto “l’ultimo desiderio”, quanto il “desiderio ultimo” cioè quello più profondo. Sulla mappa, i luoghi da affrontare incarnano le proprie paure, i propri limiti. L’obiettivo esige che siano affrontati stati d’animo negativi e privazioni.

Solo il piccolo cane non vede ostacoli nella mappa, perché accettando ciò che ha ricevuto dalla vita, non deve inseguire alcun desiderio o soffrirne i costi. Desiderare costa. I desideri impongono transizioni energetiche, simili a quelle proposte da Tremotino, l’antagonista magico principale di Shrek 4. In particolare, impongono un viaggio.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
Il Gatto con gli stivali (Foto di JoBlo)

Il significato del Gatto con gli stivali 2 e il tema della morte

Un tema fondamentale del film è il mistero della morte. Il gatto con gli stivali è una celebrità: vive per questo. La sua passione dominante è l’orgoglio. La difesa dell’onore, tuttavia, gli è costata otto delle nove vite feline. Gliene rimane una, dopo il combattimento con un gigante che assalta i suoi devoti concittadini. A ricordarglielo – solenne come la tromba del giudizio – è la morte stessa.

A prestare le proprie fattezze allo oscuro mietitore è il lupo cattivo delle favole, con le sembianze di uno sciacallo. Come non pensare ad Anubi, dio egizio della morte? Si pensi anche al lupo che nella favola esopica incontra un agnello intento ad abbeverarsi alla fonte, e accampa giustificazioni assurde per divorarlo.

Nell’aneddoto di Esopo è la morte stessa che si presenta all’agnello. Le ragioni della morte sono illogiche, incomprensibili, assurde per ogni essere vivente. La morte però non ha bisogno di un’apologia, non ha necessità di addurre ragioni. In primo luogo, perché è naturale. In secondo luogo, perché la sua prerogativa e la sua condizione coincidono. Si impone in quanto più forte, in quanto suprema.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
La morte appare al Gatto con gli stivali (Foto di IMDb)

Il gatto e l’incontro con la morte

Tornando al film, il gatto fugge ma la morte non rimane a mani vuote. Da quel momento, il protagonista non è più lo stesso di prima. La prova che in quell’incontro è accaduto qualcosa emerge solo alla fine, quando il lupo afferma di essere tornato a prendere un gatto egoista. Il felino però si è trasmutato e la morte deve desistere, essendo venuta meno la vittima prescelta.

Simbolicamente, il gatto con gli stivali inteso come celebrità muore dopo il primo incontro con il funereo sciacallo. Dopo la nefasta apparizione è diverso: prova paura. Questa emozione appare nuova per lui che, dominato dall’orgoglio, veste i panni – o meglio, gli stivali – della leggenda. Inizialmente, non riconosce la morte. Il riconoscimento avviene in concomitanza con la sua evoluzione psicologica.

La fine del suo sé è rappresentata nella scena in cui seppellisce il mantello, il cappello e gli stivali. Il gatto rincorre “l’ultimo desiderio” (sottotitolo del film) per sconfiggere la morte. Ci riesce, ma in un senso diverso da quello che credeva. La vince quando la accetta, rispettandola e traendone maggior entusiasmo per affrontare la sua ultima vita. Il film permette di rivalutare anche la portata gnoseologica del dolore (πάθει μάθος: “il dolore insegna”).

Il significato del Gatto con gli stivali 2
La “tomba del vecchio sé” del protagonista (Foto di SkGaleana)

Il significato del Gatto con gli stivali 2 e il tema della rinascita

La rinascita del gatto è un percorso che si concretizza nel corso del film, dopo l’incontro con la morte. Questo episodio inaugura la nigredo del felino, culminante nell’auto-celebrazione delle esequie del vecchio sé. Dopo aver seppellito i leggendari indumenti, simbolo della vecchia vita, il gatto “interra” metaforicamente anche sé, nascondendosi presso Mama Luna.

La donna è una gattara che protegge ossessivamente una moltitudine indistinta di felini, dai misteriosi ispettori sanitari. Le buone intenzioni della donna non convincono fino in fondo. La sua missione è patologica: non si rende conto che per proteggere la miriade felina nascosta nell’abitazione, la sottopone a condizioni degradanti. Questo stadio suggerisce che la vita condotta nascondendosi dalla morte non è vita.

Il percorso di rinascita del protagonista passa dallo stadio dell’umiltà, attraverso l’umiliazione inferta all’Io dall’essere identico agli altri, spersonalizzato. Il protagonista non è abituato ad attendere ore per accedere ad una lettiera comune ricolma e nauseabonda; non è abituato a mangiare da una fetida vasca pubblica, conducendo una vita statica e ripetitiva, simile a un ciclo industriale. Soprattutto, non è abituato a non essere speciale.

Il “paradiso” messo in scena da Mama Luna ricorda piuttosto l’inferno dell’omogeneizzazione seriale. Allo stesso tempo, simboleggia la maternità spinta fino al lunaticismo e alla patologia (“Mama”/ “Luna”). Da un lato, la luna nella tradizione cinquecentesca è la sede della follia terrestre. Dall’altro, il tema materno testimonia che il gatto dopo “aver seppellito la vecchia vita” è già rinato e sta affrontando l’alba della rinascita. Il soggiorno da Mama Luna corrisponde a una nuova prima infanzia, in cui è accudito come un neonato.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
Mama Luna (Foto di All Green Gardening & Landscaping)

L’evoluzione psicologica è un giro intorno a sé?

L’evoluzione del gatto è testimoniata dalla lunga barba che cresce sul suo muso. La barba da un lato simboleggia la saggezza, dall’altro il regresso allo stato selvatico, che è un momento iniziatico. La rinascita è un processo per tappe. Un percorso può compiere una rivoluzione simile a quella degli astri.

L’anello si chiude. Si torna al punto di partenza, ma il viaggio può determinare o meno l’evoluzione di un personaggio. Questo è il caso del gatto con gli stivali, che al secondo incontro con la morte si comporta diversamente dalla volta prima: combatte, piuttosto che fuggire. Il tempo è galantuomo e la morte tornerà a cercarlo. Questa consapevolezza non gli impedirà di vivere con entusiasmo ognuno dei suoi ultimi giorni. Piuttosto, renderà ogni istante a sua disposizione degno di essere valorizzato massimamente.

Il gatto rinasce ma non nel senso antico: nella Caverna delle Anime Perdute ha la meglio sulle sue vite passate, che lo tentano esortandolo a non evolvere. L’ultimo avversario da vincere – in prossimità della soglia definitiva – è il vecchio sé che, come l’Angelus Novus di Paul Klee, non vuole arrendersi al vento del cambiamento.

Il significato del Gatto con gli stivali 2? Il tema della ricerca

La Ricerca è un tema iniziatico cardinale. Il percorso mostrerà che non conta tanto l’oggetto magico ricercato, quanto il percorso intrapreso per raggiungerlo, con le sfide che comporta. L’ultimo desiderio – che è il nome specifico del film – appare ad ognuno con una sembianza diversa, perchè è soggettivo. Occorrerà recitare una formula magica al momento giusto, al passaggio della Stella del desiderio, per vedere avverare il proprio sogno.

Come nell’Orlando Furioso, ci sono numerosi contendenti che si sfidano. L’inganno consiste in ciò: ognuno vorrebbe sfruttare la Stella come scorciatoia verso il desiderio; invece, come mostra la mappa, i pericoli e le insidie rendono imprescindibilmente la via della Stella lunga e impervia, soprattutto senza alleati, amici o artifici.

Little Jack Horner

L’eminenza antagonista è Jack Horner, imprenditore dolciario facoltoso, avido e spregiudicato. Questa figura potrebbe essere paragonata alla parte oscura di Willy Wonka: a ciò che l’istrionico genio dei dolci sarebbe potuto diventare se fosse decaduto nell’ombra, se non avesse trasmutato sé stesso.

In verità, anche Jack proviene dalla tradizione anglosassone, dalla filastrocca di Little Jack Horner. Sia nel film sia nei versi popolari è rappresentato con una prugna incastrata sul dito. Si ricorre alle seguenti righe, tradizionalmente, per denunciare l’avidità o l’opportunismo sfrontato (soprattutto in gergo politico):

Little Jack Horner
Sat in a corner,
Eating his Christmas pie;
He put in his thumb,
And pulled out a plum,
And said, “What a good boy am I!”

Little Jack Horner nel Gatto con gli stivali 2
Little Jack Horner (Foto di Animation Magazine)

Jack Horner sfoggia l’uso improprio della magia, tra il mero collezionismo e la mortificazione del mezzo. Il collezionista, in sé, è un ricercatore; tuttavia, rischia di rimanere per sempre imprigionato nel vortice della musealizzazione e nel piano ottuso dell’inchiesta. L’inchiesta, per quanto simile, è diversa dalla Ricerca essendo contingente, brevilinea e fine a se stessa.

Jack, pur apparendo circondato dalla più straordinaria magia, è colui che ne è più lontano. Horner nel corso del film denuncia di avere provato invidia per Pinocchio in passato. Lui – un bambino “vero” – non era in grado di apprezzarsi e di gioire per il dono ricevuto, invidiando un burattino a sua volta in fuga dalla natura lignea (un dettaglio notevole, visto che anche la favola di Collodi è ricca di messaggi iniziatici).

La trasmutazione mancata di Jack Horner

Jack Horner ha una similitudine con Pinocchio: la presenza inascoltata del Grillo parlante, simbolo della voce interna coscienziosa. Horner nella vita è diventato un imprenditore di successo ma non ha costruito altro, oltre a ciò! Ai suoi fasti materiali non è corrisposto alcun progresso spirituale.

La prova si ha alla fine del film, quando si lamenta nonostante abbia avuto una vita gratificante e confortata dalla stabilità materiale e da una condizione più che agiata. Horner ha frainteso il senso del percorso, non ha compreso l’essenza della Stella del desiderio. La pietra non è stata trasmutata: non è rimasto che un sepolcro imbiancato. Jack è il grande sconfitto della storia.

Riccioli d’oro e gli orsi

Anche Riccioli d’oro e i tre orsi ricercano la Stella del desiderio. Si evince come sia la ragazza, più degli orsi, a bramare la Stella. Gli orsi la seguono senza essere consapevoli del suo desiderio. Credono ingenuamente di dividere il bottino con lei. I desideri su cui fantasticano durante la via riguardano banali golosità quotidiane, da condividere nel focolare familiare. Mamma orsa, babbo orso e Baby orso accompagnano Riccioli d’oro perchè la considerano parte della famiglia. Lei però non vede ciò che sta di fronte ai suoi occhi. Infatti, cerca l’ultimo desiderio per trovare una famiglia.

Anche per questo personaggio il film costituisce un percorso di morte e rinascita. A differenza di Jack Horner, tuttavia, ha una evoluzione psicologica nel corso della storia e aprirà gli occhi al momento giusto. Giunta al bivio decisivo, non sceglie di esprimere il desiderio ma di salvare la vita della famiglia, riconoscendola in quanto tale. Così, la fanciulla compie il passo iniziatico decisivo.

Prima era “cieca”, finalmente “vede”. Ha già una famiglia: la migliore possibile. Non è necessario desiderarne un’altra. Ancora una volta emerge come sia il processo di ricerca l’elemento fondamentale, e non l’oggetto ricercato. Riccioli d’oro compie un giro intorno a sé. Un altro elemento decisivo è il compimento della famiglia: un composto eterogeneo che come in una reazione chimica si amalgama trovando il proprio equilibrio. Un’unione che si consacra.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
Riccioli d’oro e la famiglia degli orsi (Foto di Trailer Addict)

Gli alleati e l’analisi del significato del Gatto con gli stivali 2

Il cagnolino Perrito rappresenta l’illuminazione. La sua leggerezza è tipica di chi ha lasciato alle proprie spalle ogni peso, di chi ha sgomberato il proprio cuore. Per questo, vorrei associarlo al Matto dei Tarocchi. A Perrito, la mappa del desiderio mostra l’itinerario più agevole. Desideroso di diventare un animale terapeutico, non insegue la Stella come scorciatoia per realizzare la propria volontà. Pur non cercando la via più veloce, sarà il primo ad esaudire il proprio desiderio.

Il protagonista lo conosce presso Mama Luna. Perrito è travestito da gatto. Il tema del travestimento accomuna i due personaggi. Anche il gatto con gli stivali è travestito “da gatto normale” in quel momento. Entrambi hanno appena abbandonato la vita precedente. Ammetto di essere stato stuzzicato dall’idea che il piccolo cane terapeutico fosse una proiezione mentale del protagonista apparsa in un periodo di follia, piuttosto che una guida angelica.

Perrito illumina di candore beatificante le oscure regioni del desiderio e simboleggia la realizzazione in corso d’opera. La leggerezza d’animo del piccolo animale inizialmente risulta fastidiosa al gatto, afflitto dalla zavorra della paura e dell’orgoglio irrimediabilmente ferito. L’angelica presenza di Perrito, però, gli indica la necessità di passare attraverso la stretta porta dell’umiltà e della debolezza per forgiare la propria Grande opera.

Cosa rappresenta Miss Kitty?

Miss Kitty è una vecchia conoscenza del protagonista. I due hanno un dolce conto in sospeso, dopo le nozze mancate. Questa figura felina si presta a numerosi significati. Il più immediato consiste nella funzione pontificale di Miss Kitty, che si erge a tramite tra il passato e il futuro del Gatto con gli stivali. In tal senso, simboleggia anche il suo destino salvifico, l’unica possibilità per non rimanere intrappolato nell’eterno ritorno della propria leggenda. Infatti, ognuna delle sue otto vite precedenti è stata identica alle altre.

Inoltre, può rappresentare l’alter ego femminile del protagonista, nonché il progresso da compiere per completarsi. I due stringono un sodalizio finalizzato al raggiungimento del desiderio. Nonostante il proposito condiviso di raggirarsi reciprocamente, i loro desideri coincidono; ne prenderanno consapevolezza solo alla fine della storia. Entrambi devono oltrepassare il proprio sé per raggiungersi. I due felini sono i diversi versanti della stessa montagna da scalare, come due segni opposti che indicano la stessa direzione.

Il tema dell’amore si manifesta anche come necessità di morire in quanto parte (la mortificazione dell’orgoglio ne è esempio), in quanto parzialità, per ricomporsi in un nuovo corpo come Osiride egizio. Anche il divino deve esperire la scissione e la ricostituzione. Attraverso l’amore l’unità originaria è frammentata e avviata alla ricomposizione in un’unità superiore. L’amore, per quanto non consenta di aggirarla, è in grado vincere la morte ad un livello superiore.

Il significato del Gatto con gli stivali 2
“La compagnia del desiderio”: Miss Kitty, Perrito e il Gatto con gli stivali (Foto di Taxidrivers.it)

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Guardare il film per cercare il significato del Gatto con gli stivali 2

Questo film merita di essere visto almeno una volta. I cartoni animati possono essere molto eloquenti per un pubblico adulto, più adatto a recepire certi messaggi esistenziali. Occorre non farsi influenzare dal pregiudizio del “finale scontato”. In questo senso, è fondamentale il significato del film. Anche la vita ha un finale scontato, cioè la morte; ciò non toglie l’importanza del percorso per raggiungerla, con gli accadimenti e con gli incontri più e meno buoni che comporta, tutti necessari alla costruzione di sé.

Ad essere importante è il percorso, lo svolgimento della trama! Questo vale indubbiamente anche per i film. Dal disordine, dai fili intrecciati si dispiega l’ordine. Lo svolgimento avviene nella forma del districarsi, dei nodi da sciogliere. Non è nemmeno necessario che ci sia un senso. Il percorso prevale anche sulla presenza di un significato da rintracciare.

La visione di questa pellicola ricorda ad ognuno che il tesoro bramato può essere sotto il proprio naso. A volte la vista della luna – o della Stella del desiderio, per rimanere in tema – è offuscata dal dito di fronte ai propri occhi; dito che indica costantemente una direzione diversa, un obiettivo o un oggetto diverso. Perché non sospendere quel dito per qualche istante? Perché non spengere il cursore che distrae dalla contemplazione?

Solo così possiamo accorgerci dei lacci instancabili della Volontà metafisica, come aveva giustamente sostenuto Schopenhauer. Solo così, assistiamo alla frenesia del desiderio, che è sempre in grado di riproporsi. Una volta soddisfatto un desiderio ne emerge un altro, come un’idra dalle mille teste.

Se è vero che l’arte – e questo film vi rientra – può allentare provvisoriamente i lacci della Volontà dissipandone le apparenze, allora buona visione!

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