LA BUONANOTTE di Rab – Occhi che ballano

Ci sta una lacrima, i tuoi occhi che ballano. Sono fatti di paure, non lo sapevo. Sono così simili ai miei, non me ne ero mai accorto.

Poi ho capito che vorrei, poterti amare finché tu ci sarai. L’ho fatto su un terrazzo, era il sedici di luglio ma avevo così freddo che sembrava marzo. Stretto nel tuo abbraccio. Così forte che quasi mi spezzo, e tu, tu sei stata la prima che mi hai insegnato che noi altri, quelli come noi, non si possono spezzare mai.

La vita pretende che tu sia forte, chiuso nel tuo silenzio, nel tuo spazio bianco, grande come un foglio A4 che potrebbe tenerci dentro tutto l’universo.

Allora resisto, te lo prometto. Non mi spezzo.

Felice in ogni instante, ti vorrei. E se nella testa arrivano pensieri brutti, sto distante. Lontano anche se sono presente. Mi faccio spazio, tra il tuo cuore, nel tuo presente.

Perché quel giorno ho imparato che non ci sarebbe stato più un domani, uno come oggi. Mi hai dato ancora l’ennesima lezione, consapevolezza, sapere che finisce tutto. La carta igienica (carta da culo, come dice Ylenia, come adesso dico anche io), il dentifricio e la marmellata. Solo le mie paure non finisco mai.

Poi mi dici che sono depresso, che somiglio a mio padre, sorrido. Arrivo a casa e piango. Hai ragione anche questa volta.

Gli occhi mi ballano, ogni tanto. Un po’ come abbiamo fatto noi due, senza musica, a passi lenti, sul posto. Il tuo cuore così vicino al mio, non l’avevo mai sentito. Uniti da un male che prima non sapevamo avesse quel nome.

L’altro giorno hai detto “prossimo anno”, pazzesco.

Quando non sai se arriverai a domani, e dopo così tanto dici tra un anno, come un bambino che impara a dire Mamma, la prima volta.

Tra un anno, vorrei. Esaudire i sogni tuoi. Vorrei. Cancellare ciò che tu non vuoi.

Tra un anno, sarò ancora lì, a vivere attraverso gli occhi tuoi.

Occhi che hanno paura, ma sorridono lo stesso.

Occhi, i miei, che ballano, dentro ai tuoi, insieme ai tuoi timori. Con la pioggia dentro, il sole fuori.

Ti dedico una poesia, un rima baciata. Come la tua buonanotte che finiva sempre con un bacio sulla fronte, a sistemare qui pensieri.

Ti dedico, la bellezza che gli occhi miei hanno imparato a vedere, attraverso gli occhi tuoi.


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LA BUONANOTTE di Rab

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