17 Luglio 2024 15:07
5 libri di Acquario da leggere in spiaggia - TheGiornale

I libri di Acquario si leggono come al solito, si guardano come al cinema e si ascoltano come un podcast. Sono libri belli, tascabili e compatti e colorati. Pop. Sono di carta, i romanzi propongono un punto di vista obliquo sull’essere umani nel nostro tempo: la Rete spunta tra le pagine quando s’incontra il QR code e, inquadrandolo, si apre il Web Side, una dimensione parallela al libro. Ispirata al lato B dei 45 giri, proietta sullo schermo cortometraggi, interviste, video musicali, documentari e altro, buono per aprire, di volta in volta, una finestra diversa.

Sono i libri di Acquario, la casa editrice indipendente nata nel 2019 da un’idea di Anna Foà – figlia di Luciano, il fondatore di Adelphi – e Marco Sodano, giornalista de La Stampa. Ebbene, prima d’iniziare l’avventura, tra le mille altre cose, i fondatori si sono domandati: «Quanti modi ci sono per entrare in un libro?». E la risposta è stata: «fino ad ora uno solo: aprirlo con le mani, che sia di carta o e-book, sfogliarlo, leggere, chiuderlo».

Il passo successivo è stato immaginare «uno spazio digitale esclusivo, che contenesse progetti d’autore per offrire al lettore la possibilità di restare ancora un po’ dentro al libro. Può farci ascoltare la voce dell’autore, portarci dietro le quinte oppure rovesciare il tema, toccandolo con altri strumenti e altre forme di racconto. È così che il libro si fa fluido e i contenuti possono cambiare e crescere nel tempo e i linguaggi si incrociano e i punti di vista si moltiplicano».

5 libri di Acquario da leggere questa estate

  • Chicchessia, di Stelio Mattioni
Chicchessia, di Stelio Mattioni

«Mi prendo una vacanza. Se non vi dispiace, vado per qualche giorno a S., da solo». Fresco di laurea, affacciato alla vita con «l’andatura di un cane bastonato», il giovane protagonista di Chicchessia rompe gli schemi cercando un rifugio. Dove? Nel suo passato, a S., il Borgo che “era tutta una storia”. Abbandonato da decenni per via di una nube sprigionata da una fabbrica che avrebbe dovuto dare lavoro e invece ha seminato morte costringendo gli abitanti a sbarrare le case, S. diventa l’unico approdo possibile, desiderabile.

Incastrato in un mondo che gli è indifferente, nel Borgo antico di S. il giovane si sentirà finalmente libero di cercare e scoprire un’altra strada, la sua, in una dimensione magica, inattesa e incerta. Magnetica. Onirica? Scritto da Stelio Mattioni negli anni Settanta e pubblicato per la prima volta da Acquario nel 2022, Chicchessia restituisce in poche pagine la potenza della fantasia: ciò che lì per lì sembra insensato alla fine dà alla storia il suo senso più profondo.

Web Side: La nube, di Giulia Vola

  • Fallisci e sei morto, di Giulia Vola
Fallisci e sei morto, di Giulia Vola

Un giro intorno al mondo da sola, con il bagaglio a mano, a rifare all’indietro la strada che da ogni angolo del pianeta ha portato una dozzina di persone a vivere a Torino, a San Salvario. Chi? Uomini e donne arrivati da Bangladesh, Filippine, Giordania, Marocco, Egitto, Burkina Faso, Colombia, Bolivia, Ecuador e Perù che oggi lavorano al mercato, negli ospedali, nelle case e nei negozi intorno a lei. Giulia Vola si mette in viaggio per andare a conoscere chi li aspetta nonostante tutto: le mogli, i genitori, i fratelli, i nipoti e gli amici.

Ospitata nelle case, incontra chi è rimasto, si mescola, riallaccia le storie: le promesse mancate, i non detti, le speranze e le illusioni. Il cammino incrocia i destini e oltrepassa gli stereotipi, arrivando fino in fondo alle vite capovolte e ai castelli di bugie bianche che quando si sgretolano inghiottono famiglie divise tra due sponde. Scoprendo il mondo degli altri, si riconosce e in un gioco di specchi, attraverso i loro racconti, riscrive le coordinate del suo, un’Italia ricostruita in scala variabile dove Fallisci e sei morto è la regola spietata di chi parte, che come la strada si può prendere al contrario: provaci ancora, e ti sentirai vivo.

Web Side: L’ombelico di Aden, di Deka Mohamed Osman

Audiolibro: lettura di Valentina Pollani, musiche di Simone Campa e Orchestra Terra Madre di Slow Food

  • L’estate di Aviha, di Gila Almagor    
L’estate di Aviha, di Gila Almagor    

Un libro azzurro, come il colore del cielo, della gioia, di chi non ha paura. L’autrice de L’estate di Aviha è, non a caso, Gila Almagor che in ebraico significa Gioia Senza Paura. Scritto nel 1985 in soli dieci giorni, tradotto in più di venti lingue, il romanzo portato in Italia nel 2021 da Acquario, è il racconto autobiografico dell’unica estate che la protagonista trascorre con sua madre nei primi anni Cinquanta, in Israele. Aviha ha dieci anni e «un nome strano» che significa «il padre di lei». Aviha è orfana di padre e ha una madre che soffre di disturbi mentali. Aviha è una bambina che cerca le coordinate in famiglia e nel mondo.

Aviha lotta contro l’ostilità del mondo che la circonda. E nonostante tutto, non smette mai di cercare con tutte le forze l’amore e l’armonia né di combattere per le sue passioni.

Web Side: Una bambina dal nome strano, intervista a Gila Almagor

  • Il teatro dei pappagalli, di Maria Caterina Cicala
Il teatro dei pappagalli, di Maria Caterina Cicala

L’Ottocento a Parigi, la modernità che scalpita, i boulevard e i bistrot pieni di gente, il Café Guerbois e il salotto della spregiudicata, affascinante e impudica Apollonie Sabatier frequentato da Charles Baudelaire e Gustave Flaubert, Georges Bizet, Edouard Manet, Giuseppe Garibaldi e moltissimi altri. Scritto per Acquario dalla storica napoletana Maria Caterina Cicala, Il Teatro dei pappagalli racconta la sostanziale incomprensione tra un padre, Charles Valentin Alkan, e suo figlio Élie Delaborde mentre, intorno a loro, si snoda una fitta e appassionata rete di relazioni e svolazzano decine di pennuti: se il figlio ne tiene in casa 121, il padre, virtuoso pianista e compositore (oltre che noto misantropo) arriva a comporre la Marcia funebre sulla morte di uno di loro.

Riscoprendo l’originalità e la stravaganza delle vite dei protagonisti, la Cicala accompagna il lettore in un viaggio nel tempo e nello spazio tra amori, glorie, e felicità spesso solo immaginate mentre la musica sembra l’unica evanescente realtà.

Web Side: À propos de Paris con Marc Augé  



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  • Il poeta delle pantegane, di Alessandro Mezzena Lona
Il poeta delle pantegane, di Alessandro Mezzena Lona

«Che fatica far capire alla gente / che non ci sono scuole / che ti insegnano a fare il matto» scrive Federico Tavan (1949-2013), il poeta matto per forza, che ha costretto la letteratura «a sedersi in silenzio ad ascoltare la vita». Nato ad Andreis, nelle montagne friulane, è vittima del sortilegio di una strega e dei pregiudizi di un piccolo paese che lo incastrano nel ruolo di folle. Discriminato perfino dai suoi familiari ma consapevole di non esserlo, anzi, di essere un poeta, Tavan scrive, condannato a smascherare nei suoi versi l’etichetta di matto, troppo spesso applicata con sconsiderata leggerezza.

Alessandro Mezzena Lona gli rende giustizia raccontandone la vera storia e guardando al limite dell’altra parte che ci incute timore con grande umanità. E alla fine, il Federico che scrive «Io devo stare dentro i tuoi occhi per vedermi» costringe chi legge a scoprire di quali profondità può essere capace un’anima sghemba.

Web Side: Federico Tavan, segni particolari nessuno di Paolo Comuzzi 

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