Walter Bonatti in mostra al Museo della Montagna di Torino

Walter Bonatti, Stati di Grazia, è il frutto di un immenso lavoro di riordino, digitalizzazione ed esposizione degli archivi donati dagli eredi del grande alpinista ed esploratore al Museo della Montagna di Torino. La mostra, che aprirà le sue porte a giugno, nel decennale della morte di Bonatti, ripercorre la vita e le avventure del Re delle Alpi.

Ascese impossibili, avventure in equilibrio fra la vita e la morte, sfide ai limiti dell’umanamente possibile, determinazione, amore per la libertà, per l’etica e per la natura incontaminata. L’esposizione ci racconta il percorso di Bonatti attraverso le sue numerose avventure fra scalate impossibili e la scoperta di un’unione totale fra uomo e natura, alla ricerca dei superamento dei propri limiti e della conquista dell’ignoto.

Walter Bonatti in mostra al Museo della montagna
Walter Bonatti – Monte Bianco 1957 – © Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

Una vita al limite del possibile

La storia di Bonatti incredibilmente inizia in pianura, nel bergamasco, dove quello che sarà uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi – per molti, il più grande – sin da bambino osserva le Alpi che si stagliano il lontananza.

Classe 1930, a 18 anni compie la sua prima scalata vicino a casa, sulla Grigna. Nel 1951, a soli 21 anni, il suo nome è già leggenda a seguito della conquista della parete Est del Grand Capucin. Situato nel Massiccio del Monte Bianco, si tratta di una roccia granitica liscia, una verticalità assoluta, mai tentata prima. Un’impresa apparentemente folle, compiuta con le attrezzature spartane dell’epoca, fra bufere di neve e venti gelidi.


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Si dedica all’alpinismo estremo fino al 1965, chiudendo questo capitolo con la storica scalata in solitaria della parete Nord del Cervino, a febbraio. Una scalata che ancora oggi, nonostante i progressi tecnologici, non è più stata compiuta in inverno. La spedizione dura quattro giorno e quattro notti, tracciando una nuova via sul versante più arduo della montagna.

Nei quindici anni che precedono il saluto alle imprese estreme, il Re delle Alpi acquisisce notevole fama grazie a diverse avventure al limite del possibile. Dalla controversa spedizione italiana sul K2, all’ascensione a 7.925 metri del G4, la “Montagna Scintillante”, alla tragedia del Pilone Centrale del Frȇney, in cui muoiono quattro compagni di cordata.

È per conoscermi meglio e per trovare una mia dimensione che ho scalato montagne impossibili. L’ho fatto spinto dalla bellezza della natura alpina, dalla sfida e dal piacere di sapere.

Walter Bonatti

Walter Bonatti in mostra al Museo della Montagna
Walter Bonatti in Patagonia, 1971 – © Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

Walter Bonatti: non soltanto un alpinista

Portato a termine il capitolo più estremo della sua vita, Bonatti avvia una collaborazione come reporter ed esploratore per il settimanale Epoca. Inizia allora per il Re delle Alpi un nuovo capitolo di avventure, di ricerca di paesaggi inesplorati, che incomincia con un viaggio fra Canada e Alaska e prosegue toccando tutti e quattro i continenti. Un cambiamento in orizzontale, al quale Walter si dedica meticolosamente, tanto nella scrittura quanto nelle numerosissime fotografie. Un lavoro di immediato successo che fa viaggiare con la mente e sognare i ragazzi dell’epoca, per cui Bonatti inizia ad incarnare il concetto stesso di “avventura”.

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Si tratta di viaggi nei luoghi più estremi del mondo, esotici, che oggi, con l’avvento del turismo di massa, risulterebbero irripetibili. Parole e immagini che entrano nell’immaginario collettivo descrivendo mondi distanti e irraggiungibili, come quelli di Salgari, London e Defoe che Bonatti amava leggere da bambino sognando una vita libera e avventurosa.

La realtà e il cinque per cento della vita. L’uomo deve sognare per salvarsi.

Walter Bonatti
Walter Bonatti – © Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

La mostra di Walter Bonatti a Torino a partire da Giugno

Il filo narrativo che percorre la mostra è la ricerca del contatto con la natura selvaggia senza ausili tecnologici, la scoperta di ambienti puri, incontaminati, arcarci, il risveglio di istinti quasi dimenticati dall’uomo. Walter parlava di “stati di grazia” riferendosi a momenti di estrema ispirazione e consapevolezza, in grado di risvegliare energie e spingerlo oltre i limiti dell’immaginabile. Sostenuta dal Club Alpino Italiano, la mostra offre uno sguardo inedito sul mito Bonatti al decennale dalla sua scomparsa, inserendosi in un progetto più ampio di promozione culturale e territoriale del Museo della Montagna.


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Il progetto racconta la storia di Bonatti senza seguire una traccia puramente biografica, ma attraverso le sue avventure ed emozioni fra montagne, foreste, ghiacciai e vulcani. Walter Bonatti in mostra al Museo della Montagna di Torino ci aiuta a conoscere il grande alpinista ed esploratore attraverso diverse prospettive, materiali, testi immagini ed allestimenti che ripropongono gli ambienti in cui lo scalatore si è immerso durante i suoi viaggi.

La montagna, fin dall’inizio, è stato l’ambiente a me più congeniale alla mia formazione. Mi ha consentito di soddisfare il desiderio innato che ha ogni uomo di misurarsi e di provarsi, di conoscere e di sapere. Così, impresa dopo impresa, lassù mi sono sentito sempre più vivo, libero, vero: dunque realizzato. Nella mia vita di scalatore ho sempre obbedito alle emozioni, all’impulso creativo e contemplativo. Ma fu soprattutto praticando l’alpinismo solitario che ho potuto entrare in sintonia con la Grande Natura, e ancor più a fondo ho potuto intuire i miei perché e i miei limiti.

Walter Bonatti
Walter Bonatti in mostra al Museo della Montagna
Walter Bonatti in Antartide, 1976 – © Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”

Walter Bonatti, Stati di Grazia in mostra al Museo della Montagna di Torino

La mostra sarà visitabile a partire dal mese di giugno 2021.

Per ulteriori informazioni:

Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”.

Piazzale Monte del Cappuccini 7, Torino 10131

Sito Web: Walter Bonatti, Stati di Grazia

Tel: +39 0116604104

Mail: posta@museodellamontagna.org

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