LA BUONANOTTE di Rab – Allora piango

Allora piango

Questo mondo non tollera le fragilità, te ne sei accorto?
Ti prende a schiaffi e s’aspetta che tu sia ancora capace a ridere, come se nulla fosse. Allora, sì, rido forte, allora piango mentre lo faccio.

Con le ossa rosse, stropicciate da i sogni andati in frantumi, da tutte le volte che ho pensato di essere capace di fare qualcosa e poi, erano solo errori, i miei ed i tuoi.
Me ne sto con la testa appoggiata al muro, le quattro di notte o del mattino, è freddo ma almeno smette di fare casino.
Ascolto musica classica, s’intreccia nelle vene. Mozart che fa l’amore con Chopin, penso a come essere migliore, ad essere così simile a come mi vuoi te.

In un mondo fatto di maschere, mascara che cola e unghia masticate.
Rose spoglie, pezzi di me al suolo, parole mai dette e poi vomitate. Di quelle che ti restano sullo stomaco, che ti fanno compagnia quando hai paura, quando è giorno ma si vede la luna.

Allora piango, lo faccio per tutte le mie fragilità tenute lontano, per tutte le ore passate con la testa sotto al cuscino.
Sorrido se penso che ci sono degli sciocchi che danno la colpa al destino, rido strano, sembro poi pazzo. Joker vestito da coniglio, non ne esco vivo, non ne capisco un cazzo.

E poi tu mi chiedi come sto, t’aspetti che io abbia voglia di sapere come stai.
E poi noi, dovremmo fare l’amore sopra questi guai.
Smettere di pensare per almeno dieci ore, rifare l’amore ogni volta che ci sentiamo soffocare. Stare nudi, abbracciati a cercare imperfezioni, labbra sulla pelle, nuove destinazioni.
Dovrei scriverti una poesia per tutte le tue imperfezioni, smetterei di scrivere.

Poi mi abbracci, senza dire nulla. Allora piango, che tu hai già capito tutto.


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LA BUONANOTTE di Rab

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