LA BUONANOTTE di Rab – Gabbiani a Torino

Gabbiani a Torino

• Ohi Vah, come stai?
– Ciao tu. Bene dai, diciamo che ultimamente mi sento un po’ fuori posto.
• Fuori posto come i gabbiani a Torino?
– Che storia, hai notato?
• Boh, leggevo che vengono qui a svernare. Tipo che al mare che ci andiamo a fare? A litigare?
– Mi citi i Canova così?
• Chessò, pure quelli. Che fai? Ti lasci così? Con l’amaro addosso?
– Sarà stata na domenica amara, un threesome finito male. Tu invece, come stai?
• Ti dirò, sta cosa dei gabbiani m’ha sfasato, comunque. Che ci vieni a fare a Torino, quando puoi volare dove ti pare?
– Quadrata poi, chissà cosa si vede da lassù.
• Ultimamente penso che un po’ tutti ci si senta così, fuori posto. Sarà il periodo, sai. Dpcm come brani di Gazzelle, nmrpm che se non capisci il titolo stai già fregato. Che non mi ricordi più il mare.
– Eh, no. Te l’ho già detto na volta, mi ricordi il mare.
• Se stai indie dentro odi il mare, sarà per quello che mi ci ritrovo.

Perché sai, Vah. Siamo gabbiani a Torino, come Jonathan Livingston che volava a modo suo. Che anche se a Torino non ci stanno le onde, ho la marea dentro.
Tipo che se ci abbracciamo forte, la sento.
La tieni pure tu.
Come quando vai giù, trattieni il respiro e il mare ti spinge sempre più in basso. Che sorridi senza motivo, Joker, pazzo.
Allora è un periodo che ti senti gabbiano, respiri forte, parli piano, passi le giornate a fissare il soffitto sul divano.
Che hai acqua dentro, acqua che non si aspetta, che porta male. Lacrime e sudore.
Ma siamo come la moglie di Anselmo, voglia di fare l’amore.
Scappare via da ogni dolore.

Allora se vuoi andiamo al mare, a prendere in giro i gabbiani che restano a terra e rinunciano a volare.
Se vuoi, ci prendiamo per mano. A battaglia finita.
Quando l’acqua si ritira.
Quando tutto sarà finito e potremmo tornare a dipingere ogni sogno mancato, ogni destino preferito. Fuori da sto casino.
Lontani dal mare, lontani da Torino.


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Gabbiani a Torino - LA BUONANOTTE di Rab

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