LA BUONANOTTE di Rab – Ad un metro da te

Ad un metro da te

Ad un metro da te, quante cose posso fare?
Posso starti vicino, ma distante.
Abbastanza da capire che un metro è così poco, quanto devastante.
Starti lontano, ma non abbastanza per dimenticare che odore hai.
Il profumo dei miei guai.
Ecco che sapore sei.
Qualche passo appena, per poterti toccare.
Ma poi ci diranno che dovremmo aspettare.
Perché loro non lo sanno, che noi altri ci tocchiamo le mani, anche da lontani.
Che noi altri, siamo così vicini da poterci sentire dentro.
Potranno tenerci distanti, usare divieti, separarci con la paura, ma spaccheremo anche il cemento.

Allora sto, ad un metro da te.
Qui dove posso ammirare quanta bellezza mi fai.
Dove ogni dubbio trova spiegazione.
Matematica che fa l’amore con Platone.
Filosofia mista a sudore.
In pratica, praticamente perso.
Ad un metro da te.

Allora ti va?
Se balliamo anche da così.
Balli in maschera, guanti di plastica, al reparto surgelati.
Ci immagino così, per caso a ritrovarsi.
Destinati a perdersi.

Allora te la senti?
A stare ad un metro di meno, lontana di qualche centimetro.
Appena sarà possibile soffiarci l’amore sulle ciglia.
Appena potrò portarti a mangiare il Milkshake alla vaniglia.
Quello che ti lascia il segno sulle labbra.
Lo stesso che ti lascerei io.
Dentro ad un metro, tu, più io.


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Autore dell'articolo: Rab

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